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Alla Lazio vorrei…Nabil Bentaleb: un Ravel Morrison più forte

Ok, forse non è un nome noto a tutti ma vi assicuriamo che in campo internazionale ha la sua discreta fama. Nato a Lille nel ’94, Nabil Bentaleb è un calciatore francese naturalizzato algerino ed è il terzo nome della nostra nuovissima rubrica. Centrocampista centrale dello Schalke 04, può giocare anche come mediano e trequartista. Ma cerchiamo di conoscerlo meglio.

La sua storia

La carriera di Bentaleb comincia dall’AJS Wazemmes, squadretta nella provincia di Lille probabilmente sconosciuta agli stessi abitanti della cittadina, ma non agli osservatori dei mastini che intravedono il suo potenziale e lo portano al Lille. Con i rossoblù il franco-algerino capirà di voler intraprendere la carriera da calciatore, ma non in Francia che la Ligue 1 non piace a nessuno. A 15 anni, quindi, si trasferisce Belgio per tentare la fortuna nell’Excelsior Mouscron, ma dovrà fare e disfare le valigie almeno un altro paio di volte prima di firmare per il Tottenham nel 2012.

Per il suo esordio in prima squadra dovrà aspettare altre due stagioni, ma una volta entrato nel centrocampo degli Spurs Bentaleb non ci uscirà più. Tant’è che le sue prestazioni attirano l’interesse di diversi club, interesse che nel 2016 lo spinge ad accettare la corte dello Schalke 04, che per lui sborsa 19 milioni. In Germania colleziona complessivamente 97 presenze, condite da 19 reti e 9 assist. Eppure c’è qualcosa che non va.

Il Ravel Morrison che è in lui

Bentaleb è una testa calda, e sappiamo quanto i tedeschi siano poco avvezzi alla mancanza di disciplina, oltre che dotati di uno scarso senso dell’umorismo. Fatto sta che per cattiva condotta – come fosse un bambino delle elementari, o magari un carcerato – il 17 marzo di quest’anno viene retrocesso null’under 23 dello Schalke (che poi sarebbe la nostra Primavera). Non sono bastate le sue prestazioni da top del centrocampo, il numero 10 del club di Gelsenkirchen è rimasto fuori rosa per il resto della stagione e oggi è stato messo ufficialmente sul mercato.

Il suo cartellino, complici questi mesi trascorsi come un Ravel Morrison qualunque, si è inevitabilmente abbassato fino ad aggirarsi attorno ai 13 milioni di euro. Una cifra accettabile, una scommessa da Igli Tare. Noi siamo convinti che uno come Bentaleb possa fare la differenza nel centrocampo della Lazio. Lucas Leiva e Parolo non sono più dei giovincelli, mentre Luis Alberto e Milinkovic-Savic potrebbero partire per offerte multimilionarie. Si può lavorare sul suo ingaggio da 2.6 milioni a stagione (un po’ altino per gli standard di Lotito) che potrebbe decurtarsi in cambio di una nuova promozione tra i bimbi grandi.

Poi uno come Lotito non ha mai avuto problemi con “dissidenti” di questo tipo, dunque siamo sicuri che alla prima cazzata non verrebbe lasciato a marcire con la Primavera. Il nostro presidente sa essere clemente. Vero?

“La tua esultanza da pazzo maniaco fuori di testa era dedicata a Lotito?” – “Sicuramente sì”. Ah.

Che giocatore è Bentaleb

Nabil è un centrocampista eclettico che sa adattarsi in tutti i ruoli della mediana. Dotato di ottima visione di gioco, è in grado di lanciare con estrema facilità i suoi compagni verso la porta. “Quindi è un regista”, voi direte. E invece no, perché pecca un po’ nella fase difensiva. Infatti, a Londra, Bentaleb viene utilizzato spesso dietro le punte: il suo buon passo, unito agli ottimi tempi d’inserimento, lo porta anche a mettere in crisi la titolarità di Eriksen. Da mezzala, invece, ha scavalcato con grande facilità delle gerarchie due trattori come Sandro e Capoue. Dotato anche di un ottimo sinistro, Bentaleb già al Tottenham sapeva fare praticamente tutto. E molto bene.

Non a caso ha come idolo Zinedine Zidane, franco-algerino come lui. Dai, qualcosa vorrà pur dire.

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Beh, in effetti…

Gli anni passati in Inghilterra hanno fatto intravedere le potenzialità di Bentaleb, ma la vera consacrazione dell’ex Lille arriva in Germania. Lo Schalke 04 gli affida la maglia numero 10 (che già è un buon segno, basti pensare a Bonanni e Baronio) e l’allenatore dei biancoblu Weinzierl lo schiera come regista e mediano basso. Una scelta avventata, dopo che al Tottenham aveva dato il meglio di sé più avanzato, ma azzeccata, perché Bentaleb diventa un vero e proprio trascinatore, prendendo per mano la squadra fino alla qualificazione in Champions League. Proprio nella grande Europa il franco-algerino riesce a fare la differenza, sfoderando la sua miglior performance in questa stagione negli ottavi di finale contro il City di Guardiola (partita nella quale sigla anche una doppietta, su rigore, per il definitivo 3-2 in favore degli inglesi). Quella che sembrava essere la sua consacrazione a livello internazionale, però, si è tradotta pochi giorni dopo con l’esonero di Tedesco (arrivato nel giugno 2017) e la sua messa la bando nell’Under 23.

Non è facile rinunciare a uno che ha nel proprio arsenale colpi di questo genere.

Bentaleb alla Lazio

Tralasciando il lato disciplinare, Bentaleb è un talento cristallino e a 24 anni e si può considerare ormai un giocatore completo. Nella Lazio potrebbe agire al fianco di Milinkovic o Luis Alberto nel ruolo di mezzala, o alternarsi a Lucas Leiva davanti alla difesa e chissà, prenderne il posto dopo una stagione. Quei 13 milioni che lo Schalke dovrebbe chiedere per il suo cartellino lo rendono una preda ambita da diversi club europei (in Italia anche il Milan sembra interessato), un’occasione da non farsi scappare.

Ricapitolando, Bentaleb è un giocatore di grande tecnica, dal fisico imponente e dotato di un gran sinistro oltre che di buon dribbling. Tare, che aspetti a regalarcelo?

Articolo a cura di Stefano Piergiovanni

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