Fa ancora male, a distanza di giorni. Napoli-Lazio. Non provate a negarlo. Per quello che è successo al San Paolo la scorsa giornata, i laziali stanno ancora soffrendo. Come potrebbe essere altrimenti? Oltre alla sconfitta (l’ennesima, contro una big) per 2-1, abbiamo visto l’espulsione di Francesco Acerbi. Espulsione persino molto discutibile, tra le altre cose. Ma un’espulsione, che, soprattutto, ha messo fine alla sua striscia di partite giocate consecutive: si ferma a 149. Il record di Zanetti, a 162, al momento rimane ancora tranquillo. Chiunque si sentirebbe frustrato: un traguardo così importante, che svanisce per colpe non tue. Chiunque si sarebbe quantomeno indispettito. Non Francesco:
Incredibile. Chiedere scusa per qualcosa di cui non si ha colpa. Qualcosa di veramente raro, al giorno d’oggi, e non solo nel mondo del calcio. D’altronde in questi mesi abbiamo imparato a conoscere la persona, oltre al calciatore. Un calciatore che non vuole lasciare da soli i propri compagni, e nemmeno i propri tifosi. Un giocatore raro, a cui assoceremo (quasi) per sempre il numero 149.
149. Raro.
Ci ricorda qualcosa. Controlliamo. Vediamo l’album delle figurine dei calciatori…no, la figurina 149 raffigura Vitor Hugo. Certo, nome curioso che fa pensare al romanziere francese. Ma niente di che, no. E poi, all’improvviso, arriva una canzone della nostra infanzia:
Ecco perchè. Il Pokèmon numero 149 dell’elenco è Dragonite: un mostro a forma di drago. E la cui descrizione recita “Si dice che questo raro Pokémon voli continuamente sorvolando il mare per salvare chi sta affogando“. Raro. E che aiuta chi è in difficoltà. Come non poterlo associare ad Acerbi? Lui, che abbiamo capito essere una persona rara, e che è sempre pronto a mettere una pezza nella nostra difesa?
E da lì è tutto un unico pensiero. Possiamo associare il mondo dei Pokèmon a quello della Lazio? E la risposta è ovviamente sì.
Simone Inzaghi – Ash Ketchum
La prima altra associazione è anche quella più banale: sono gli allenatori. Ash parte giovanissimo da casa per girare il mondo, seguendo il suo sogno di diventare il miglior allenatore di Pokèmon. Simone invece, parte da casa, e arriva a Roma. E lì rimane. Finchè, da giovanissimo (o quasi), non vuole diventare il miglior allenatore di calcio al mondo.
Soprattutto, in questo percorso, entrambi sono accompagnati dai loro amici, con cui affrontano numerosissime sfide, che siano vittorie e sconfitte. Purtroppo, a volte sono stati costretti ad abbandonare, alcuni dei loro amici. Prendete per esempio la cessione di Felipe Anderson di quest’estate: non è dolorosa come quando Ash ha abbandonato Charizard, o Butterfree?
Ciro Immobile – Charmander->Charizard
A proposito di Charizard: questo pokèmon è l’evoluzione finale di Charmander, una lucertola rossa che può sparare fuoco. E che nell’anime, Ash incontra e aiuta in un momento molto particolare: la fiamma che ha sulla coda stava per spegnersi. E sarebbe significata la morte della creatura.
Ora, con tutte le proporzioni del caso: è esattamente quello che è successo con Ciro Immobile e Simone Inzaghi. La fiamma del talento dell’attaccante napoletano stava per spegnersi completamente, dopo le delusioni estere a Dortmund e Siviglia. Salvo poi riaccendersi improvvisamente e completamente nella sua avventura biancoceleste. Diventando un attaccante capace di spezzare le difese come un pokèmon che “Sputando fiamme caldissime può sciogliere quasi ogni cosa, le sue fiamme causano dolori terribili“. Terribili per gli avversari, e per le loro difese.
Luis Alberto – Magikarp->Gyarados
A proposito di evoluzioni: quella che ha avuto Luis Alberto l’anno scorso era stata straordinaria. Da calciatore triste, depresso, involuto come era apparso nella sua prima esperienza italiana, a stella della squadra, in grado di terrorizzare tutte le difese avversarie, e non poter essere fermato. Un po’ come quando Magikarp, una buffa e tenera carpa, riesce ad evolversi nel temibile Gyarados.
Marco Parolo – Kangaskhan
Perchè, per far sì un giocatore si evolva, serve esperienza. O meglio, serve qualcuno che gli faccia fare esperienza. Che se ne prenda cura. Che lo protegga. Un po’ come ha cercato di fare Marco Parolo in questi anni con Alessandro Murgia, cercando di insegnarli tutti i trucchi del suo mestiere. E magari, proteggendo anche Alessandro. Così come fa Kangaskhan, questo marsupiale che protegge da tutto il cucciolo presente nella sua tasca:
Jordan Lukaku – Pidgeot
Si è parlato di Murgia? Cosa vi viene subito in mente pensando a lui? La vittoria in Supercoppa. Ed è stata possibile anche alla sgroppata imprendibile di Jordan Lukaku sulla fascia. Velocissimo, sembrava stesse volando. Con quel suo treccione, poi, è impossibile non identificarlo con Pidgeot, questo maestoso Pokèmon volante caratterizzato proprio da un enorme ciuffo all’indietro.
Però Pidgeot non ha portato nessun trofeo al suo allenatore. Lukaku sì. Forse ti conveniva catturare Jordan, Ash.
Senad Lulic – Eevee
Concludiamo così, con il capitano della Lazio. Colui che ne è l’anima, il leader e uno dei giocatori più amati, in virtù di un certo gol segnato. E che soprattutto, ne è l’elemento equilibratore, nonostante le apparenze. Perchè sì, Senad Lulic ha praticamente giocato in tutti ruoli, escluso forse il portiere e l’attaccante centrale. Esterno a tutta fascia, terzino, ala, mezzala, esterno a destra, sinistra. Ovunque. Può essere qualsiasi ruolo, può essere qualsiasi giocatore di cui ci sia bisogno. persino un abilissimo dribblatore. Proprio come Eevee.
Perchè questo tenerissimo volpino (proprio come è tenero Senad. Cucciolotto lui!) può evolversi in tantissimi modi diversi. A seconda delle situazioni. A seconda di ciò di cui si ha bisogno. Esattamente come Lulic. Però da quel che sappiamo, Eeevee non ha fatto vincere Ash alla Lega Pokèmon contro il suo arcinemico. E questo può essere intollerabile.
