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A quale (Im)mobile di Ikea assomigliano i goal di Immobile

In fondo la domenica ci sono solo due cose che si possono fare: andare allo stadio a guardare Ciro Immobile che segna sempre e comunque o accompagnare la propria fidanzata/moglie all’Ikea, aspettarla seduti al tavolino del bar con SkyGo o Dazn acceso e guardare Ciro Immobile che segna sempre e comunque. In ogni caso Ciro Immobile segnerà, sia che tornerete a casa con un Borghetti in mano sia che ci tornerete con un Borghestaujerman ancora da montare.

Nel caso nessuna delle due cose soddisfi il proprio piacere c’è sempre un articolo da leggere come fosse un foglio delle istruzioni in svedese per riammirare i goal di Ciro e scoprire cosa può servire alla propria casa.

Un goal di kullen

Diciamocelo, spesso e volentieri gli attaccanti pensano una giocata, la provano, la sbagliano ma segnano lo stesso, senza nemmeno sapere come. In modo più casuale di una cassettiera che ti falcia il mignolo. Ecco, nella vita ci vuole kul…fortuna, quella avuta da Immobile contro la Sampdoria quando, al 62′ del match, chiude la partita a tu per tu con il portiere lisciando il pallone e mandando Audero a vuoto per poi appoggiare comodamente in rete. Chi di voi in quel momento non ha pensato “ammazza che cassettiera Kullen che ha avuto Ciro”?

Lack…ambiata lui la partita

All’improvviso, quando nessuno se lo aspettava e soprattutto quando nessuno si sarebbe aspettato una cosa del genere. Immobile che si libera in area di rigore, sceglie il tempo giusto e anticipa i difensori del Milan con un colpo di testa perfetto. Proprio lui, che nei calci d’angolo si posiziona sul secondo palo aspettando che la palla gli arrivi bassa per sfruttare altre sue migliori qualità. E invece no, dal nulla lancia la Lazio verso la sua prima vittoria a San Siro contro il Milan degli ultimi 30 anni. All’improvviso come il set di tavolini Lack dell’Ikea, che pensi tua moglie ne abbia comprato solo uno (che già non sai dove mettere) e invece poi te ne ritrovi un secondo, che era nascosto sotto e inaspettato, proprio come Ciro.

Vittsjö del goal

Quest’anno ci ha preso gusto, anche se nessuno glielo chiede. Infatti ma a che servono tutti questi tavolini? Non si sa, ma lui, nel dubbio, segna di testa sorprendendo tutti. Voi crossate? Bene, io la piazzo di testa. Di tavolini ne abbiamo già più di quelli che erano richiesti? Bene, e io ne compro un altro. Guarda che carino questo Vittsjö, sembra il goal di Ciro al Rennes.

Uno dei goal più Billy

Ci ha abituati a goal di rapina, sfide dal dischetto, portieri saltati, ma quanto ci mancava una bella botta da fuori area? Ma da Ikea c’è sempre tutto ciò che si vuole e Ciro lo sa, per questo contro il Torino a un certo punto decide di voler segnare da fuori. E quindi riceve palla da un compagno a caso di nome Luis Alberto, si avvicina e spara la palla dritta per dritta facendolo passare per una cosa semplice, come montare la libreria Billy. Una libreria senza troppe pretese, longilinea e dritta come il tiro di Immobile.

Söderhamn e altre esclamazioni di gioia

Facile segnare di rigore, vero? Una comodità spesso concessa all’attaccante che a quel punto deve solo scegliere dove tirare senza sbattersi troppo. Rispetto alla difficoltà di fare a sportellate per prendere la palla e cercare uno spazio libero di tiro è come sdraiarsi su una comoda chaise-longue per guardare un film dopo aver rinunciato a montare la cassettiera. Sì, tutto bellissimo, ma se invece questa comoda seduta si trovasse dallo psicologo? Sai che ansia. La stessa di Ciro ogni volta che deve tirare un rigore decisivo all’ultimo secondo, e la cosa incredibile è che ultimamente gli è capitato spesso. Lazio-Atalanta, rimonta incredibile e rigore concesso negli ultimi minuti, ovviamente va Ciro sul dischetto. Nemmeno il tempo di dirlo e già corre ad esultare sotto la curva, levandosi la maglia e inciampando per terra, come noi che per esultare siamo caduti dalla chaise-longue.

  • Amore, oggi ti va di vedere qualche mobile?
  • Non ti sento bene, hai detto di vedere Immobile? Allo stadio dici?
  • Sì, più o meno. Però guido io.

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