È domenica. Sono passate poco più di 24 ore dal derby romano eppure gli animi sono ancora spenti, i camini questa sera sono ancora bagnati e le castagne dovranno aspettare un altro weekend prima di vedere le fiammelle delle case. I tifosi sono a terra, perché quando si perde un derby, si perde un pezzo d’anima. Soprattutto se lo si perde così malamente, con poco più di venti minuti di vera Lazio e 70 minuti di silenzio.
La Roma ha vinto ma la Lazio si sa, ama le sconfitte: più che un’aquila, la Lazio è una fenice che sa sempre come risorgere dalle sue ceneri. Ecco allora 8 cose positive che vi faranno risollevare il morale:
1. Post mortem
La Lazio, come detto poc’anzi, sa risorgere, e dalle sconfitte sa prendere il meglio. Già dall’anno scorso, dopo aver perso il primo derby per 2-0 la Lazio si è saputa riprendere più che bene, specialmente contro i cugini giallorossi che sono usciti sconfitti dalla Coppa Italia proprio con un rocambolesco doppio colpo: bum bum, andata e ritorno, i biancocelesti che strappano il ticket per l’amare finale con la Juventus. Poi, però, si rifaranno in Supercoppa.
2. “La Lazio è ancora qua, eh già…”
Cantava Vasco, e cantano i tifosi della Lazio che giovedì affronteranno il Vitesse in Europa League. Tutto sommato la classifica continua a sorridere alla Lazio e nel girone europeo il primato è certo ormai da tempo. Per non parlare del rientro di Felipe Anderson e Wallace che potrebbero essere convocati proprio giovedì contro la squadra olandese. Dopotutto, siamo ancora qua.
3. La Curva Nord
Pensare alla Curva Nord è un ottimo modo di superare la sconfitta. Difatti, sono anni che il derby fra le tifoserie viene vinto dai biancocelesti con scenografie uniche. “Vera arte” viene definita da molti, lo spettacolo che la Curva offre con le coreografie più dettagliate e ricche di significato del campionato. Ieri sera, per il decennale dalla scomparsa di Gabriele Sandri, la coreografia è stata dedicata a lui. Un viso raggiante e deciso affiancato da un aquila, simbolo di lazialità, simbolo di grandi vedute.
4. Prenderla con filosofia
Scriveva Pier Paolo Pasolini: “Penso che sia necessario educare le nuove generazioni al valore della sconfitta. Alla sua gestione. All’umanità che ne scaturisce. A costruire un’identità capace di avvertire una comunanza di destino, dove si può fallire e ricominciare senza che il valore e la dignità ne siano intaccati”.
Ebbene forse è il caso di prenderla con filosofia piuttosto che dare la colpa ad eventuali sviste arbitrali e rallentamenti di raccatapalle.
5. Visione zemaniana
Forse questo punto non piacerà a molti lettori ma è comunque un punto di vista di un uomo che ha visto e vissuto entrambe le sponde romane. Lo stesso Zeman diceva: “Il derby è una partita come le altre”, forse questa affermazione non viene sentita dai tifosi eppure il campionato ha 38 giornate, i derby sono solo due. Un diciannovesimo del campionato può farci crollare il mondo addosso? Forse.
(Off topic: siamo sicuri che il CT Zeman avrebbe concesso almeno un paio di minuti a Insigne nel ritorno con la Svezia. Sigh.)
6. Profondo rosso
I derby sono caratterizzati da momenti di vera e propria grinta agonistica, grinta che spesso si trasforma in rabbia, rabbia che si trasforma in cartellino rosso e rigore per la Roma. Di rigori ce ne sono stati due, ma questa volta Rocchi ha deciso solo di ammonire mezza squadra senza dare l’estrema punizione. Per la partita con la Fiorentina avremo tutti i convocati di ieri sera.
7. Il biondo che fa impazzire il mondo
Nonostante la sconfitta, nel secondo tempo Patric ha fatto il suo ingresso in campo. Subito assediato dai giganti della Roma, il biondo è riuscito a divincolarsi e mostrarsi con gran coraggio davanti al pubblico laziale. Oggi in allenamento ha anche segnato un bel gol e su Instagram ha mostrato grandissima attività, come sempre. Non è una questione di favoritismi, è puro amore. Grazie, Patric. Grazie.
8. Il gol di Ciro
È vero, è vero. Ha segnato su rigore, ma veniva da una prestazione in Nazionale non al 100%. Dopo un affaticamento così complesso, Ciro non sarebbe neanche dovuto entrare in campo eppure ieri sera ha dato il massimo e ci ha dato la possibilità di sperare nel pareggio. Immobile continua a mostrarsi il vero bomber di cui la Lazio aveva bisogno e visto l’infortunio dell’uomo grosso, Ciro rimane sempre la prima scelta.
Se anche uno solo di questi punti vi ha dato modo di pensare ad altro, allora abbiamo la certezza che anche una sconfitta al derby si può superare. Nella prossima settimana avremo due partite e la Lazio avrà il compito di mostrare i denti e portarsi due vittorie a casa che farebbero di certo passare il momento buio.
Articolo a cura di Riccardo Piazza
