Come quando da piccolo ti svegliavi una mattina con un Pasqualone dentro casa e nemmeno le vacanze a scuola ti sono mai sembrate così belle. O come quando da dietro la schiena di mamma spuntava l’uovo della Kinder. Immancabilmente lui. Che poi buono l’uovo eh! Ma la sorpresa era tutto ciò che contava. “Viene prima l’uovo o la sorpresa?”. Una domanda apparentemente semplice, banale. Ma non lo è. Soprattutto per un bambino di 5 anni, che mentre mangia l’uovo scarta pure la fatidica sorpresa (che si rivela poi sempre una delusione, diciamocelo). Ma sfatiamo il tabù che l’uovo di Pasqua ha un limite d’età. L’uovo di Pasqua è e deve essere obbligatorio. Dovrebbero inserirla come nuova legge. Pena: dieta a vita. Non importa se giochi ancora a nascondino o se l’adolescenza ti ha fatto ciao. L’uovo è e non può non esser(ci). Vero Inzaghi? Eh mister, lo so. Lo sento che lei quell’uovo lo vuole. Avoja se lo vuole. Adulto e vaccinato eppure ancora aspetta il suo uovo di Pasqua. Ma mica uno qualunque, con delle sorprese qualunque. L’uovo di Inzaghi è un po’ come la lettera di Babbo Natale, pieno di desideri, di speranze. E pure se il mister lo sa che quell’uovo non arriverà mai, se lo immagina, e pensa, e immagina; no Fiumicino, ma a tutte le sorprese che vorrebbe trovare nel suo uovo (le soprese serie, mica come quelle di adesso, piccole e insignificanti).
TUTTI I PUNTI PERSI CON (SENZA) LA VAR
Con annesse tante scapocciate di meno. Perchè va bene tutto, però quello che è mio è mio. Inzaghi se le ricorda tutte le volte che dal bordo della sua panchina fissava l’arbitro in attesa di un responso. Ah, no…Inzaghi non ci s’è mai girato da quella parte, perchè non ce l’hanno fatto girare. Non ha avuto modo. Sai com’è. Era “no” in partenza. No fallo. No rigore. No 3 punti. No party. E una. E due. E tre. A ‘na certa però…
UN CLONE DI IMMOBILE
Ci starebbe bene. Per dare fiato a Ciro numero 1 e per non smettere mai di esultare. Ciro numero 2 sarebbe come la cioccolata della Lindt, perfetto. In questo momento, poi, qualche gol in più farebbe solo che bene. Dove non arriva Ciro numero 1, arriverebbe Ciro numero 2. Dai Simo, scarta st’uovo. E speriamo non esca un clone di Patric. Là sarebbe un problema. Uno basta e avanza.
UN BIGLIETTO PER LA FINALE DI EUROPA LEAGUE
Saltiamo i convenevoli dai. Se po’ fa. “Perché Salisburgo è lontana, dall’altra parte del girone”. Dei perdenti. Vuoi mette co Lione? Tutta un’altra storia. Inzaghi (e mica solo lui) ‘sto biglietto lo vuole. Sogna le cose in grande. Sogna, sogna, sogna. Per ora. Però quanto lo vuole quel biglietto! Sarebbe la sorpresa delle sorprese. In tutti i sensi. Perchè nessuno se lo aspetterebbe. Chissà…
RINNOVO DI DE VRIJ
In fondo lo spera, lo sperano tutti. Che dentro quell’uovo ci sia un bel rinnovo firmato, e che la partenza, De Vrij, non l’abbia mai contemplata. Alla Lazio e basta. Simone ci spera di trovare un misero figlio di carta che gli dica che la sua difesa può stare tranquilla, che non ci saranno problemi, perché Stefan c’è. Ma c’è ora, poi saranno solo strette di mano e tanti saluti. Non è un pesce d’aprile mister, se ne va per davvero. Stacce. Stiamoci. Ciao Stè.
ELIMINARE IL LIMITE TRA CAMPO E PANCHINA
Le regole sono fatte per essere infrante. Giusto mister? Perché Inzaghi proprio non ce la fa a restarci dentro quel limite. A che serve quella riga bianca quando puoi entrare direttamente in campo e spingere Lukaku a due mani? Inutile dai. Si può anche togliere. Inzaghi in panchina non ci sa stare. Non ha mai saputo starci quando giocava, e non ci sa stare nemmeno ora che il suo ruolo glielo impone. Ironia del destino. Ma il campo è troppo allettante e quella riga bianca così antipatica. Va calpestata, sorpassata, snobbata. Come fa lui. Dritto in campo e via sulla fascia. Poi arriva il quarto uomo, e Inzaghi si sveglia sudato e, sbraitando, torna al suo posto. Un po’ strettino, ma pur sempre il suo posto.
PROMESSA DI COSTANZA DI FELIPE ANDERSON
E’ una cosa possibile? Nell’uovo di Inzaghi tutto è possibile. Anche due partite di fila fatte bene dal Pipe. “Prometto di essere costante sempre, nella gioia e nel dolore, tutti i giorni della mia vita, finché morte non ci separi”. Anche meno Felipe dai. Ci basta vederti limonare con il pallone come sai fare solo tu (che guardoni). Mi sembra già di vedere una lacrima di commozione del mister, comprensibile. Commosso perché ha trovato la sorpresa o perché sa che non la troverà mai?
ASSICURAZIONE SULLA VITA
Dynamo Kiev-Lazio insegna. Dopo quel gol di De Vrij, Inzaghi se l’è vista brutta. Ma brutta brutta. S’è ripreso alla fine, dopo un’esultanza lazialissima. Ma che rischio! Proprio lui! Braccia al cielo e gambe all’aria (quasi). Simone ha imparato che nella vita ci vuole moderazione. Ma forse valeva pure la pena di cadere se questo voleva dire il passaggio della Lazio. In fondo, cosa non si fa per amore?
Ora, mister, puoi aprire l’uovo. E’ arrivato il momento. Basta pensare, indugiare, immaginare. Solo l’uovo sa la verità. Da quant’è che lo aspetti Simo eh?! Sei come quel bambino col Pasqualone. Questo sarebbe il tuo Pasqualone, pieno di sorprese solo tue. Sorprese desiderate, volute, tutte racchiuse in un uovo lazialissimo. Perchè, giustamente, all’uovo non ci si rinuncia. Nemmeno se c’hai 40 anni e un figlio piccolo a casa. Perchè lui sì e tu no? Giusto così. A ognuno il suo. Che poi bello l’uovo eh! Ma dove sta?
