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7 cose in comune tra Milinkovic e The Punisher

Siete dei fan accaniti di Frank Castle? Vedete in lui l’antieroe più buono e romantico che la Marvel abbia mai creato? Bene. Allora questo articolo fa per voi. Sapevate che anche nella Lazio esiste un punitore? Prende chiaramente spunto dal personaggio Netflix/Marvel ed ha un solo obiettivo: asfaltare gli avversari.

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The Bulldozer, noto come Sergej (nato Milinkovic-Savic, il 27 febbraio nel 1995 a Lleida) è un calciatore della Lazio dall’estate 2015.

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Già allora, nonostante i soli venti anni, attirò l’attenzione di diversi club europei, soprattutto dopo essere uscito vincitore dal Mondiale U21 con la Nazionale serba. Il suo approdo a Roma, non a caso, fu notoriamente controverso. Il Genk, sua ex squadra di club, aveva avviato forti contatti con Pradè, l’allora direttore sportivo della Fiorentina. Si scatenò dunque un testa a testa di diverse settimane fra Tare e Pradè, condito da frasi ad effetto, giochi della doppia carta e partite di calcio balilla, per stabilire dove il calciatore serbo avrebbe giocato.

Il 26 luglio del 2015 accadde il fatto che cambiò completamente la sua vita. La Fiorentina ha concluso la trattativa con il Genk e si è assicurata le prestazioni del calciatore serbo, manca solo la sua firma. E proprio mentre Sergej aveva la penna in mano, scoppiò in lacrime.

Scusate, non posso farlo, non posso davvero…

Non si fece attendere la risposta di Pradè, uscito vincitore da una trattativa estenuante, eppure vistosi fuggire il suo gioiello da sotto il naso.

Milinkovic non sposta gli equilibri.

Furono queste le sue dichiarazioni. Da allora, tutto cambiò nella vita di Sergej. Cominciò a sottoporsi a continui allenamenti fisici, che gli hanno consentito di guadagnare una massa muscolare fuori dalla norma, raffinò le arti del tacco e della suola, ma soprattutto si fece crescere il pizzetto.

Numero uno. Lascio la presente come dichiarazione di intenti, così nessuno si confonderà. Uno. Si vis pacem, para bellum. È latino. In Serbia il sergente ce lo faceva recitare come una preghiera. Si vis pacem, para bellum. Se vuoi la pace, prepara la guerra. Numero due. Sergej Milinkovic è morto. Lui non spostava gli equilibri. Questa non è una vendetta. La vendetta non è un motivo valido, è una risposta emotiva. No, non vendetta… Punizione.

Sergej divenne così The Bulldozer. Non importa quanti avversari dovrà umiliare, quanti colpi di tacco dovranno subire, quanti kili di massa muscolare si vedranno arrivare addosso. Da quel giorno Milinkovic ha un solo obiettivo: diventare il calciatore più forte del panorama europeo.

Vediamo allora sette punti che accomunano Sergej Milinkovic-Savic e Frank Castle.

1) Entrambi sono molto legati alla famiglia. Frank farebbe qualsiasi cosa per vendicare Maria, anche mettersi contro la criminalità organizzata di New York, o il Cartello del Messico.

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Da parte sua, Sergej ha rifiutato il trasferimento a Firenze anche per amore della sua ragazza, desiderosa di vivere a Roma, mettendosi contro l’intero capoluogo fiorentino.

2) Sono grossi. Se abbiamo ammirato il possente fisico di Jon Bernthal nei panni di The Punisher…

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… anche Sergej non scherza affatto. 191 centimetri per 76 kg di pura potenza fisica.

3) Sia Sergej, che Frank sono consci del loro strapotere fisico sugli avversari. Questo talvolta li porta a sottovalutare il nemico, soprattutto se non vengono stimolati a dovere. Ad esempio quando Frank le prende da un avversario sulla carta inferiore, come Devil…

 … oppure quando Sergej si addormenta in inutili leziosità solo per apparire sui giornali.

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4) Dopo un anno vissuto da fuggitivo, dove aveva cambiato identità, Frank si allea con l’hacker David Libermann, che riesce a guidarlo ed individuare i suoi nemici.

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Allo stesso modo, dopo un primo anno abbastanza anonimo di Sergej alla Lazio, si affida totalmente ad Inzaghi, che gli ha trovato la collocazione in campo e la via della distruzione avversaria.

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5) Entrambi puniscono. La vita di The Punisher diventa un continuo inseguimento della vendetta, che lo porta fino a trovarsi di fronte all’agente orange, William Rowlins.

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La carriera di The Bulldozer è simile: sin da subito distrugge la Fiorentina (per la famosa frase detta da Pradè), poi vendica il suo amico Cataldi per l’acqua in faccia, disintegrando prima Strootman in particolare, poi la squadra avversaria in generale.

6) La rabbia è la loro forza. Avete presente il modo in cui The Punisher uccide il suo più grande nemico? “Sembra che gli sia passato sopra un treno”, è il commento di un’agente della CIA.

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Avete presente la potenza con la quale The Bulldozer ha schiantato sia all’andata che al ritorno il Chievo Verona? Ecco.

7) Entrambi hanno la faccia dura, ma il cuore buono. Frank Castle cerca di riempire il vuoto lasciato dall’ingiustizia con la violenza e la vendetta, ma dentro mantiene un animo gentile.

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Sergej, nonostante dicesse “voglio giocare con Real o Barcellona“, è il primo ad aver rinnovato il contratto ed aver dimostrato attaccamento ai suoi colori.

Insomma, la domanda è una sola: a quando una Serie TV con protagonista Milinkovic-Savic? Il titolo c’è già. Anche se, dopo la doppietta al Chievo…

Articolo a cura di Luca Calzetta

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