Lazio-Empoli, minuto 41′ sul cronometro, Caicedo corre verso Provedel.
Mi ha colpito! Questo è rigore! Adesso sto un po’ a terra che non si sa mai. Aspetta? Niente VAR o cose strane? Arbitro è rigore, sì? E vorrei proprio vedè. Ora gliela sfondo la porta a ‘sto ragazzino.
Tucu! Daje Tucu! E andiamo su! Hai visto che roba? Quello credeva che non ci sarei arrivato, invece tac! Rigore, eheh. Tucu? Ma che stai a fa a Correa? È mia la palla aò, ma che stai ubriaco?!?!

Non dev’essere stato bello. Dopo una settimana così, quasi perfetta. Prima l’assist a Immobile contro l’Inter (non vorrete rimarcare il gol sbagliato al novantesimo proprio adesso, dai). Poi il missile terra-aria calciato nella porta del Frosinone. Infine rigore guadagnato a svantaggio dell’Empoli e la possibilità di portare altri tre punti a casa. Felipe Caicedo stava vivendo un sogno. Il suo sogno. Donare alla Lazio una settimana fantastica.
Un uomo grosso porta in grembo anche dei grossissimi sentimenti. E non si fa Tucu, non in questo modo. Ma ce l’hai un cuore? Per chi non se ne fosse accorto, sì. Purtroppo è così. Correa ha cercato di togliere a Caicedo la possibilità di battere il rigore che si era appena guadagnato.
E noi proprio non ce l’abbiamo fatta a non memarci su.
Pe' 'na volta…
Pubblicato da Top&Flop Lazio su Giovedì 7 febbraio 2019
Poi però abbiamo pensato una cosa: la reazione di Caicedo è troppo enfatizzata per essere frutto solo dello sconforto. Troppo per essere limitata a quel calcio di rigore. Allora Correa deve avergli detto qualcosa di talmente grave da ferirlo nel profondo della sua grossa anima. Noi siamo sicuri che la verità si celi dietro ad una di queste ipotesi:
“Felipe, o batto io o ti cancello Sanremo sul My Sky, decidi tu”
Un affronto incredibile. Proprio lui, il Vasco Rossi della Lazio, messo all’angolo dal suo amico. Un colpo talmente basso da trasformare Durmisi in Peter Crouch. El panteròn ha sudato freddo per qualche secondo, poi Inzaghi mosso da sincera pietà gli ha consegnato tra le mani la responsabilità di calciare in porta. Salvando in questo modo anche la sua preziosa registrazione.
“Darth Vader è il padre di Luke Skywalker”
Lo sappiamo, considerarlo uno spoiler dopo quasi 40 anni è complicato. Ma uno che guarda Sanremo vive talmente indietro negli anni che de “L’impero colpisce ancora” può conoscere solo il trailer. Questa rivelazione deve averlo spiazzato, permettendo al Tucu di appropriarsi scaltramente del pallone.
“Ringrazia tua moglie da parte mia, mi sono divertito tanto ieri sera”
“No! Questo no. Come avete potuto, senza di me. Io ci tenevo al torneo di Burraco, infami!”. Una dichiarazione scioccante, tanto da lasciare pietrificato il povero attaccante biancoceleste.
Quel cuore non è mai stato così ferito.
“So dove tieni nascosta la Nutella”
Prima o poi dev’essere capitato a tutti, almeno una volta nella vita. Siamo convinti di aver trovato il nascondiglio perfetto e poi quando andiamo ad aprire il barattolo..è vuoto! Questa volta Correa ha giocato d’anticipo, una velata minaccia per scoraggiare Caicedo dall’andare al tiro.
“Senti un po’ Felipe, qual è il participio passato di splendere?”
“Beh è facilissimo, per esempio si dice che il sole tornò a splendere come non aveva mai sples..splendu..splenda..Tucu ma dove vai con il pallone?”. Quando imparerai Caicedo, quando.
“Bravo che hai guadagnato il rigore, bravo. Ora però fallo tirare ai professionisti, dai”
In questa frase c’è tutta la stima di Correa verso il proprio partner d’attacco. Anche se in realtà El Tucu avrebbe voluto evitare catastrofi naturali in seguito al secondo gol consecutivo di Caicedo. “Adesso sta tornando il bel tempo, la primavera. Ma che devi per forza far nevicare?”
Roma, anno 2034. Quindici anni senza la luce del sole, maledetto fu quel gol di Caicedo.
Articolo a cura di Francesco Mattogno



