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5 motivi per cui Milinkovic non gioca con la Serbia

L’universo è pieno di misteri irrisolti, la mente umana non riesce ad arrivare proprio a tutto palesando degli ovvi limiti. Come ha avuto origine tutto? Ci sono altre forme di vita? Come si risolve la congettura di Riemman? Patric segnerà mai un gol con la Lazio?

Quesiti millenari, questioni irrisolte, alle quali se ne è aggiunta una nuova. Fresca fresca: ma perché Milinkovic-Savic non gioca con la Serbia?

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Cerchiamo di essere politicamente corretti, non vogliamo che Laziocrazia incappi in incidenti diplomatici: la Serbia è nettamente più scarsa della Lazio.

Ops… Ci è scappato.

Eppure se a Roma Milinkovic è considerato un Semidio, lo stesso non si può dire nel suo paese dove non è molto preso in considerazione dal CT Tumakovic. Quali possono essere i motivi?

  1. Giochi di poTare

Dai seriamente, come può il tecnico della Nazionale serba non prendere in considerazione l’utilizzo di Milinkovic? Potrebbe esserci lo zampino di un ricatto, un intrigo di giochi di potere. Anzi, di poTare. La prima ipotesi che è che il nostro direttore sportivo, mandante della società, minacci segretamente mister Tumakovic: “Non far giocare Sergej, altrimenti…”. Una scelta estrema, volta a salvaguardare la tenuta fisica del giocatore.

2. Congiura internazionale

Le nostre segretissime fonti ci hanno rivelato uno scoop di politica internazionale: le potenze mondiali si stanno allenando per arginare Milinkovic. Ricordate della Milinkocrazia? Certo che ve la ricordate, il potere dittatoriale impartito dal sovrano Sergej sui campi della Serie A. Ebbene, il mondo intero teme così tanto tale potere che si sta facendo in tutti i modi per tenerlo a bada. Sergej è un pericolo per l’equilibrio del pianeta. Ecco perché, almeno nelle partite di risalto internazionale, va usato il meno possibile. Siediti in panchina, è per il bene del mondo.

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3. Una tattica… Andata male

Dato che ci rifiutiamo di pensare che un tecnico possa non apprezzare le qualità di Milinkovic, non può che essere stato questo il suo ragionamento: è talmente forte che può determinare l’andamento della gara dalla panchina, con il pensiero. Ci ha provato, ma non è andata, anche Sergej ha dei limiti. Con il Portogallo, venerdì scorso, non si è andato oltre il 4-2.

4. Family first

Noi ridiamo e scherziamo, ma quanto è innamorato Milinkovic della Lazio? Nonostante le voci di mercato, ogni anno il giocatore resta. E non lo fai mai forzato. Sempre col sorriso, sempre contento, sempre attratto dalla Lazio e da Roma. Potrebbe essere stato lui stesso a chiedere di poter giocare il meno possibile in Nazionale – a meno che non sia estremamente necessario – in modo da essere sempre fresco e pronto per la Lazio. La Serbia ora rischia di non andare all’Europeo, potrebbe essere DAVVERO necessario ora il suo ingresso in campo. Come, questo non è un atteggiamento patriota? Ma Milinkovic è patriota eccome, un romano de Roma di nome Sergio. Innamorato della Lazio. Family first, Lazio first, poi the rest.

 

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5. Milinkoкратија, non so cosa sia

Stavamo parlando di Milinkocrazia, ma in Serbia ne sanno qualcosa? Probabilmente no, ed il motivo è semplice, è di lingua. Milinkoкратија suona male, probabilmente non significa niente nel loro vocabolario. Hanno l’oro tra le mani e non se ne rendono conto. Sergej, perdonili, perché non sanno quello che fanno.

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