La disfatta di ieri sera contro l’Inter non ha fatto altro che confermare un trend abbastanza negativo: la Lazio stecca sempre i big match.
Nelle 4 partite disputate quest’anno contro le cosiddette “big” sono arrivate ben 4 sconfitte, con la bellezza di 10 gol incassati e soltanto 2 segnati. Numeri che farebbero impallidire chiunque.
Ma la statistica non migliora se si va ad analizzare tutta la gestione Inzaghi, nella quale la Lazio ha ottenuto solo 4 successi su 25 partite di campionato: insomma, (quasi) ogni volta che la Lazio incontra una squadra più forte o sul suo stesso livello, perde.
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Vabbè che c’entra, abbiamo detto “quasi”.
Siccome due campionati e mezzo possono anche fare una prova, a questo punto anche i bambini si sono accorti che la Lazio ha un piccolo problema con i big match, le partite importanti, gli scontri diretti, chiamateli come vi pare. Anche se noi preferiamo di gran lunga “ma che giochiamo a fare oggi se tanto la perdiamo?”.
Dopo l’ennesima delusione, però, ci siamo chiesti i motivi per cui la Lazio stecca i big match, e oggi ve ne parliamo.
5 motivi per cui la Lazio stecca i big match
1) Il modulo
Il 3-5-2 di Simone Inzaghi è diventato ormai una caratteristica della Lazio, un tratto distintivo del suo allenatore come lo è il tiki-taka per Guardiola o la mossa dell’orologio per Mazzarri.
Qualche maligno, però, ha insinuato che se nessuna big europea difende a 3 ci dev’essere qualche motivo: ma allo stesso tempo non dobbiamo dimenticare che la bellissima Lazio dello scorso anno giocava con questo stesso modulo.
Quindi perché adesso non gira più come prima? Possibile sia solo un problema di uomini o c’è dell’altro?
Sicuramente la Lazio di quest’anno è una squadra prevedibile, che non ha giocatori di spessore sulle fasce (non ce ne voglia il buon Marusic se pensiamo subito a lui) e che quindi non riesce ad esprimersi al massimo in uno dei punti cardine del suo stesso modulo: le corsie laterali.
È il paradosso di una squadra “costruita per giocare con il 3-5-2” ma che pecca negli esterni, soprattutto a destra. E non solo: quest’anno sta mancando anche Luis Alberto, il trequartista, altro ruolo fondamentale per questo sistema di gioco.
Tutte queste mancanze vengono nascoste in partite più facili con avversari più scarsi ma si ripresentano tutte insieme nei momenti di difficoltà. È la Lazio che non riesce a reagire, o non ha proprio i mezzi per farlo contro avversari più forti, che hanno imparato ad arginarla?
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2) La mancanza di alternative tattiche
Punto che si ricollega al discorso precedente: a questa squadra mancano (anche) gli esterni d’attacco (tant’è vero che si parla di Brahimi per gennaio, ve ne parlavamo qui).
In principio c’erano Keita e Anderson, poi il solo Felipe, finché oggi ci troviamo a far entrare Correa nel finale chiedendogli di spaccare le partite come i suoi predecessori. Ma siamo sicuri che Correa abbia queste caratteristiche? Anche perché come tipo di giocatore Correa è più Luis Alberto che Felipe Anderson, a meno che il gol nel finale contro il Parma non abbia cambiato tutto.
Tutto questo per dire che, quando la Lazio va sotto e c’è bisogno di cambiare qualcosa, mister Inzaghi non ha poi così tante alternative tattiche, soprattutto in attacco. E ovviamente la squadra ne risente soprattutto contro avversari forti.
3) Poco carattere
È quasi lapalissiano dire che a questa squadra manca carattere, o per lo meno le manca proprio quando non dovrebbe mancarle: altrimenti non si spiega come facciano squadre di medio-bassa classifica a fare risultato contro le big.
A questo proposito vi sveliamo un segreto: nel calcio, perdere contro squadre più forti, che spendono di più o che hanno più titoli in bacheca NON è matematico. Incredibile, vero? L’avreste mai detto? A quanto pare è così.
Il vero mistero invece è capire perché in queste partite alla Lazio manca carattere, visto che ha in squadra gente come Leiva, Radu, Lulic, Parolo, Immobile, Caceres ecc. ecc. che un minimo di esperienza dovrebbero averla.
Magari siamo solo un po’ UNLUCKYYYYYYYY.
4) Il nostro uruguaiano ha qualche difetto di fabbrica
Oh Martin, ma tu un po’ di garra charrua ogni tanto no eh?
5) Non gioca Patric
Per partite importanti serve un biondo importante.
