Era attesa la notizia, come si attendeva la dubbia disponibilità di Totti nei derby, ed eccola qui: Stefan de Vrij salterà la gara di domenica sera contro la Lazio. La differenza con l’ex capitano della Roma è tutta qua, alla fine de Vrij non gioca. Mai. Da quando l’olandese ha lasciato la Lazio ha mancato tre appuntamenti su tre contro il suo passato.
No a parte gli scherzi, ma come è possibile? Il caso può presentarsi per tre volte, distanti nel tempo tra di loro, dando lo stesso esito? Le coincidenze, spesso, puzzano di non coincidenze. Noi infatti, siamo andati a fondo ed abbiamo elaborato una serie di teorie a seguito di ricerche approfondite ed analisi scientifiche.
Perché de Vrij non gioca (mai) contro la Lazio?
- Il mio nome è Stefan de Vrij, agente speciale CIA
Ovviamente la prima delle teorie, giusto per rompere un po’ il ghiaccio, non può che essere delle più strampalate. Guardatelo de Vrij, viso pulito ed espressione ingenua, sisi… E se fosse una spia? Una talpa, diciamo. Il suo ingaggio da parte della Lazio è stato finalizzato unicamente a questo scopo: mandarlo un giorno in una squadra concorrente per trarne vantaggio. L’uscita dall’Europa League dell’Inter, per via del suo erroraccio in uscita, è il primo segnale dell’operazione de Vrij: far crollare l’Inter evitandone la qualificazione in Champions League e causandone il tracollo sportivo. Dunque – per ovvie ragioni – contro la Lazio non può giocare.
Cosa cosa, dite che però ha fatto gol contro il Milan? Beh, non tutti i piani sono perfetti…
2. La macumba del gestore
“Vai via dalla Lazio? Ed allora Tu camminerai sul tuo ventre e mangerai polvere tutti i giorni della tua vita”. Lotito potrebbe aver lanciato una maledizione a de Vrij nel momento in cui egli ha deciso di lasciare la Lazio per l’Inter. In fin dei conti, tra esorcismi per gli infortuni e sacerdoti per la qualificazione in Champions League, il presidente ha – o gli è stato dato – un rapporto particolarmente stretto con ciò che ha afferisce all’esoterismo. Chissà, se non c’è il suo zampino dietro tutta questa storia.
Eccolo lanciare il suo incantesimo:
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3. Clausola segreta
Noi ridiamo e scherziamo, ma questa potrebbe essere la teoria più veritiera. Pensateci: un indizio è un indizio; due indizi sono una coincidenza; tre indizi sono una prova. 3 gare saltate su 3, un po’ troppe. E se le parti avessero apposto una particolare clausola, secondo la quale Stefan de Vrij non possa essere schierato contro la sua ex squadra?
4. Paura
Noi qui a scervellarci quando in realtà è tutto così evidente: Stefan de Vrij ha paura. Paurissima, passateci il termine. Come di cosa? Ovviamente di quelle che gergalmente sono dette: le mazzate. Nella rosa della Lazio ci sono personaggi tutt’altro che raccomandabili e che potrebbero prendere parte, tranquillamente, ad una rissa. E magari vincerla. Stefan Radu, Senad Lulic, Lucas Leiva, il gigante Milinkovic e perché no anche l’ultimo arrivato Berisha (che sta sempre arrabbiato di suo)… Sono tutti uomini che potrebbero “vendicarsi” contro l’olandese alla vecchia maniera: entratacce e tacchettate. Lui poi, come è noto, non ha esattamente il fisico più resistente del mondo.
No mister, scusi, non mi sento molto bene oggi…
5. Il senso di colpa
Noi non ce la scorderemo mai la notte del 20 maggio 2018. Non scorderemo mai la garra di Vecino all’81’; non scorderemo mai il fallo di de Vrij che ha causato il rigore segnato da Mauro Icardi; non scorderemo mai l’espulsione di Lulic dal sapore quasi definitivo; non scorderemo mai le lacrime. Soprattutto. Lacrime di un’impresa sognata, sfiorata e persa. Ma non ci scorderemo mai neanche le lacrime il de Vrij, la sua vergogna nascosta sotto una maglietta quasi a volersi nascondere dai 50mila dell’Olimpico. Ecco perché non gioca mai de Vrij contro la Lazio: magari, semplicemente, si sente un po’ in colpa. E magari fa anche bene.
