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5 motivi per cui Inzaghi ha fatto i cambi così tardi in Lazio-Frosinone

Mister Inzaghi lo aveva detto: serviva la prima vittoria, per forza. La Lazio ha faticato, ha sbagliato molto e ha rischiato, ma alla fine ha battuto 1 a 0 un Frosinone tutto fuorché remissivo.

Nelle interviste a fine gara, il mister ha evidenziato come avesse consegnato ai “vecchi” del gruppo le redini di questa partita. Tutti calciatori già presenti lo scorso anno, eccezion fatta per Badelj, entrato solo nei minuti finali.

Ma perché Simone Inzaghi avrebbe aspettato così tanto a fare i cambi?

Murgia per Milinkovic all’83’, Caicedo per Immobile all’85 e Badelj per Luis Alberto al 90′.

Ecco 5 motivi che avrebbero condizionato le scelte di Simone Inzaghi nella gestione delle sostituzioni:

  • Perché il gruppo aveva bisogno di questo

Arrivare alla terza di campionato con zero punti in classifica è stato qualcosa di amaro. Benché le due sconfitte fossero arrivate contro corazzate, Inzaghi sapeva che il gruppo aveva bisogno di ritrovare il sorriso. Quindi, stessa formazione della settimana scorsa e vittoria ottenuta dagli stessi giocatori usciti sconfitti dallo Stadium. Uomini uguali, esito diverso, morale ritrovato. Ciliegina sulla torta, l’ingresso di Murgia anziché di un nuovo acquisto: qui tutti sono importanti e nessuno è la riserva di nessuno. Bravo mister, il gruppo viene prima di tutto.

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  • Perché nella concitazione si era dimenticato 

Simone Inzaghi è un allenatore sanguigno. Arriva molto più stanco alle conferenze oggi che è allenatore rispetto a quando era giocatore. Urla, sbraccia, esulta e corre. Sarà forse per questo che con la squadra piuttosto stanca, abbia aspettato fino all’ottantatreesimo per effettuare la prima sostituzione. I calciatori a bordo campo erano bollenti, quelli in campo stracotti, ma se Simoncino non faceva ballare l’occhio sul tic – come disse il buon Dogui nel film “Vacanze di Natale” –  la partita poteva finire anche senza sostituzioni.

  • Per non dare coraggio al Frosinone

Tutti e tre i cambi effettuati sono stati con risvolti difensivi. Murgia per Milinkovic, la boa Caicedo per Immobile e Badelj per il più offensivo Luis Alberto. Sostituzioni del genere nel mezzo della gara avrebbero avuto il sapore di ritirata, creando speranze nei giocatori del Frosinone e abbassando la prima linea offensiva dei biancocelesti. Inzaghi non vuole questo. Vuole una squadra dinamica, che attacca e che mostra bel gioco. Ma sopratutto, facendo cambi prima, se la Lazio avesse preso il gol del pareggio? Come avremmo pensato di ritornare in vantaggio?

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  • Era indeciso su chi far entrare

Nel calcio moderno, in panchina va praticamente una seconda squadra. Dodici riserve per soli tre cambi a disposizione. Ogni volta c’è da scervellarsi per inserire il giocatore giusto e non perdere occasione per un po’ di sano turnover, sempre utile per oliare i meccanismi interni. Dare ancora spazio al Tucu o ridare fiducia al giovane Murgia? Schierare finalmente Caicedo o aspettare qualche disgraziato infortunio e non finire i cambi a disposizione? Belle domande. Sta di fatto che il tempo passava e Inzaghi non riusciva a decidere. Comunque ora possiamo dirlo con certezza: ha fatto le scelte giuste.

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  • Perché contro Longo ha sempre perso dopo il 90′

Le sfide tra i due allenatori sono sempre finite ai supplementari oppure ai calci di rigore. Il problema è che mister Inzaghi ne è uscito tre volte con le ossa rotte. Ieri sera, non considerando fosse una gara di campionato, Inzaghi ha pensato bene di tenere tutte le forze a disposizione per i tempi supplementari. Per fortuna, quasi allo scadere, il mister si è ricordato che il rischio di perdere di nuovo oltre il ’90 non c’era, allora ha pensato bene di effettuare qualche sana sostituzione. Tradizione sfatata e incantesimo distrutto: ieri ha vinto Inzaghi.

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