Rinnovare alla disperata
Classe 86′, Lucas Biglia, ha collezionato la bellezza di 128 presenza con la maglia biancoceleste realizzando 16 goal, la metà di quelli realizzati nella sua intera carriera sotto il nome di Principito.
Dopo quattro anni nella Lazio, in queste ultime ore i desideri del giocatore sembrano vederlo lontano da Formello, con il Milan che più che strizzargli l’occhio ha cominciato a provarci sul serio. Ma siamo così sicuri che, dal canto nostro, noi siamo pronti a dirgli addio?
Ecco le cinque cose che i laziali sarebbero disposti a fare pur di tenerlo stretto, o meglio incatenato nelle file di Inzaghi.
1. Sette giorni
Forse avete già sentito questa frase nel film horror The Ring.
Ebbene, fonti attendibili ma non rivelabili confermano il desiderio di far vedere al calciatore argentino, ininterrottamente per sette giorni, una cassetta con tutta le partite della Lazio dal 1900 ad oggi.
Il tutto dovrà avvenire nei giardini di casa Manzini e se il giocatore dovesse addormentarsi lo stesso dirigente dovrà svegliarlo come meglio ritiene.
#settegiornierinnoverai
2. Vendita di organi alle peggiori cliniche di Ponte Mammolo
Sappiamo che il problema primario dei rinnovi dei giocatori della Lazio riguarda l’ingaggio. Così, molti laziali hanno deciso di fare una raccolta di organi da vendere alle cliniche di Ponte Mammolo e Baldo degli Ubaldi, per una colletta straordinaria da destinare al rinnovo di Lucas.
#ORGANIzziamoci
3. Renderlo indisponibile
No, ma che avete capito. Non lo vogliamo ferire. Giuriamo.
Vogliamo solo farlo ingrassare.
Sì, avete capito bene.
A quanto pare, le nonne biancocelesti hanno deciso di fare una riunione straordinaria del C.D.H.M. (Comitato del “hai mangiato?” , scioltosi nel 2005 a furia delle critiche dei dietologi) .
Dalla riunione sono tre i punti che abbiamo evidenziato:
a) Farlo mangiare, senza mai farlo alzare. Tra un pranzo ed una cena, sulla tavola dovranno passare solo crostate, carte da tressette e caffè. Rigorosamente zuccherati.
b) Le colazioni del sud. È noto che i calciatori devono tenersi in forma e la loro colazione è equilibrata e leggera. Quella che preparano le nonne meridionali non lo è. Quella è cattiva e meschina e ti sa bloccare sul divano già alle dieci del mattino.
c) Utilizzare la tattica “X” messa al bando nell’89, dopo la caduta del Muro di Berlino. Si narra che la caduta arrivò proprio grazie ad una nonna che guardando negli occhi il nipote a difesa del muro disse:
“A nonna, ma non mangi più? Io da quando sono rimasta sola, ho solo te che mi fai felice. Sai, quando non ci sarò più…” e il muro crollò.
#seiunpo’sciupatoultimamente
4. Psicologia inversa
Illuderlo fino alla fine del calciomercato che la sua partenza ci è indifferente e poi, in una notte di agosto, rapirlo e tentare l’ipnosi con i capelli di Patric, la scarpa 49 di Milinkovic e le lezioni tedesche di Klose.
(Sempre con noi Miro).
#DankeBiglia
5. Farlo ubriacare a Campo de’ Fiori
Dicono che nelle peggiori favelas romane si stia meditando l’idea di utilizzare Basta come ultima opzione. Ebbene sì, verrà organizzata per il nostro capitano una festa di addio a Campo de’ Fiori, nota piazza romana dove lo sfascio è quotidiano. Dusan sarà l’organizzatore e saranno comprati tra i due e i tremila litri di alcol per Lucas, che per recuperare dal dopo sbornia sarà costretto a rimanere fino al 2021.
#MeMbriacoESoFelice
