Nell’attesa di digerire le peruzziane proporzioni dei cenoni passati, quasi tutti i cittadini del mondo si sono imbattuti nella stessa, fatidica, dolente, domanda: “Vabbè, ma quindi, buoni propositi per l’anno nuovo?”
Lo studente ti dice che vuole laurearsi, l’ex studente ti dice che vuole trovare lavoro, quello che ha trovato lavoro ti dice che vuole cambiarlo.
E il calciatore?
Il calciatore non è che ci debba pensare tanto. Alla fine il calcio è il suo mestiere. E giocare bene, o almeno giocare, non può che essere che il suo proposito per il 2018.
Per molti biancocelesti quello appena passato è stato un anno splendido.
Thomas Strakosha ha guadagnato con un po’ di fortuna e tanta bravura il posto da titolare tra i pali della propria squadra, confermandosi partita dopo partita come uno dei migliori portieri della Serie A.
Luis Alberto sembra essere esploso definitivamente: un anno esatto fa pensava al ritiro, adesso è un uomo decisivo. Pedina portante dello scacchiere costruito da Simone Inzaghi.
Ciro Immobile sembra essere tornato quello di un tempo, e forse ancora più forte: decisivo sotto porta e uomo assist, oltre ad essere uno dei leader dello spogliatoio.
E Milinkovic-Savic? Di Milinkovic non vale nemmeno la pena parlare.
Per molti giocatori laziali, però, l’esplosione di alcuni loro compagni di squadra ha significato avere poche chance per dimostrare le proprie potenzialità. Ma se esattamente un anno fa sarebbe stato impensabile immaginarsi Strakosha o Luis Alberto così decisivi, l’anno nuovo potrebbe portare buone nuove per altri laziali. Ecco perchè ci siamo immaginati quali potrebbero essere le sorprese dell’anno a venire.
1) Guido Guerrieri
Il giovane portiere biancoceleste ancora non ha esordito in questa stagione. L’esplosione di Strakosha non gli permette di competere per un posto da titolare. Allo stesso tempo Ivan Vargic non si è rivelato all’altezza delle aspettative, e per questo Guerrieri potrebbe diventare il secondo portiere e guadagnare un po’ di minutaggio in più, nel tentativo di dar seguito alle promesse che lo accompagnavano ai tempi della Primavera.
2) Luiz Felipe
A dire il vero il 2017 è già stato un anno molto positivo per il difensore classe ’97. Oltre alla brillantezza di alcune sue Instastorie con i compagni di squadra brasiliani, il giovane Luiz ha risposto alle critiche sul suo conto con ottime prestazioni, soprattutto in Europa League, dove non ha fatto rimpiangere i titolari. Con il probabile addio di De Vrij e la mancata -ancora per poco si spera- esplosione di Bastos e Wallace (o meglio, buon rendimento con clamorose toppe), vedremo se il futuro di Luiz Felipe sarà un posto stabile da titolare oppure una semplice comparsa nelle Instastorie di Felipe Anderson.
3) Jordan Lukaku
Per lui vale lo stesso discorso fatto per Luiz Felipe. Ha già dimostrato enormi potenzialità, ma la competizione con Lulic, capitano e uomo-simbolo di questa squadra, relega attualmente Jordan ad un ruolo da comprimario. La giovane età e la ritrovata forma fisica potrebbero portarlo a sovvertire le gerarchie, con la speranza che riproponga le sue sgroppate sulla fascia con continuità. Ha tutto per spaccare le partite e togliersi da dosso la pettorina da “partita in corso”. Miracoli non ancora, ma per partire dal 1′ si sta attrezzando.
4) Davide di Gennaro
Dal Dige ci si aspetta di più quest’anno, semplicemente perchè l’ex Cagliari non è che abbia fatto vedere tanto nei suoi primi mesi biancocelesti. Ma gli anni passati ci hanno regalato favole di centrocampisti dalle sembianze di acquisti sbagliati che poi si sono rivelati principi azzurri: Candreva, Felipe Anderson, Luis Alberto. E, perchè no, il prossimo potrebbe proprio essere Davide di Gennaro.
5) Felipe Anderson
Ok. In questo caso si necessita di un discorso a parte. Gli auguri fatti fin da ora agli altri quattro sono leggermente carichi di aspettative rispetto a quelli che vogliamo rivolgere a Felipe. A Luiz Felipe auguriamo di diventare un difensore sicuro e di spessore, a Di Gennaro di crescere gradualmente e aiutare la squadra. A Felipe, invece, di diventare finalmente un campione. E’ un talento purissimo, ogni tifoso laziale conosce le capacità di Felipe Anderson. Le sogna da anni. E’ un giocatore impressionante, riesce ad avere un controllo di palla raffinato a velocità supersoniche. Come pochi in Europa. La presenza di alcuni giocatori-chiave davanti a lui nella formazione titolare potrebbe togliere qualche peso di troppo sulle spalle del brasiliano, permettendogli di giocare con quella libertà e incisività che appena due anni fa l’avevano consacrato come uno dei migliori prospetti al mondo. Può, e deve essere l’anno di Felipe Anderson. Tutto il resto è noia. Tutto il resto è senza colori, come le sue Instafoto. Se si accende Felipe, tutto il resto diventa sfocato contorno.
