Inaspettatamente, incredibilmente, la Lazio sembra ancora in corsa per la qualificazione alla prossima Champions League. Oltre ad essere in finale di Coppa Italia. Ma entrambe queste strade passano da un avversario terribile, forse il peggiore in questo periodo dell’anno: l’Atalanta.
Si può ancora parlare di sorpresa? D’altronde è il terzo anno consecutivo ad alto livello che i ragazzi di Gasperini stanno facendo. Di sicuro questo è il primo anno in cui hanno concrete possibilità di conquistare una qualificazione storica nella massima competizione europea e/o un titolo nazionale. Sempre contro la Lazio. In dieci giorni ci saranno due sfide Lazio-Atalanta (beh, in teoria la finale di Coppa Italia sarebbe Atalanta-Lazio a voler essere proprio precisini…) che decideranno tutta la nostra stagione, e forse anche quella degli orobici dai. E diciamo che ad aggiungere tensione a tutto ciò, c’è anche il fatto che dell’Atalanta dovremmo avere paura. Molta paura. Anche per questi motivi:
L’utilizzo delle fasce
Anche l’Atalanta gioca con la difesa a 3. Anche l’Atalanta schiera due giocatori esterni a tutto campo, che fanno avanti e indietro lungo tutta la fascia. Solo che nella Lazio quest’anno gli esterni sembrano un grosso punto interrogativo, mentre a Bergamo…beh, semplicemente volano. L’Atalanta è bravissima a sfruttare completamente l’ampiezza del campo, contando sull’appoggio degli attaccanti per gli esterni di fascia, che crossano trovando molto spesso il compagno opposto pronto a colpire di testa, o a trovarsi libero per la conclusione.
Che è un po’ quello che ci riusciva particolarmente bene l’anno scorso, e ci riesce particolarmente male quest’anno. Che gioia.
La forza di Duvan Zapata
Tra le altre cose che a noi l’anno scorso funzionavano benissimo e quest’anno no, mettiamoci anche la lotta per il titolo di capocannoniere. L’anno scorso Immobile ne ha fatti 29 e ha segnato praticamente sempre, quest’anno meno. E quindi nella lotta di quest’anno si è inserito anche Duvan Zapata, che da un certo punto in avanti ha detto “Oh ragazzi, grandissimi, vi spiace se segno un po’?”. E non si è praticamente più fermato.
Ha segnato tanti gol, molto diversi tra loro. Colpi di testa da palla inattiva, da uomo d’area, in progressione solitaria. Sfruttando la sua grande forza fisica. Facendo tutto insieme, sapendo sempre dove si trova la porta:
Nemico pubblico numero uno. Sarà fondamentale non dargli nemmeno una possibilità di fare del male in area. Potremmo iniziare con il non schierare Patric, ad esempio.
L’Atalanta sul trattore
Quante volte ci siamo sentiti attaccare da tifosi di una squadra che non vince un trofeo da più di 11 anni con l’epiteto ‘Burini‘. Come se non fossimo originari di Roma, o come se la nostra squadra non fosse stata fondata proprio nella Capitale. Ecco. Questi insulti vengono rivolti anche ai tifosi bergamaschi, specialmente da tifosi milanisti e interisti. Solo che il Papu Gomez ed altri suoi compagni hanno pensato bene di accettarli. E di replicare così:
Ecco, come possiamo insultarli adesso? Come possiamo farcela contro chi replica perfettamente a tutto?
La classe di Josip Ilicic
Narra la leggenda che una volta erano un nome sole. IliciceBacinovic. Correvano i tempi di Palermo, inizio di questo decennio. Ora non più. Ora il talento del primo è definitivamente esploso, in solitaria. Mostrandosi come uno dei giocatori più decisivi di quest’anno.
Perchè quest’anno Josip Ilicic ha semplicemente deciso di fare con il pallone tutto quello che vuole. Indipendentemente da quello che decidono gli avversari. Il che può essere un problema.
Sarebbe come dover affrontare un Sergej Milinkovic-Savic (sempre quello dell’anno scorso però eh), però che ti brucia in accelerazione e velocissimo. Oppure un Felipe Anderson con molta più forza fisica, e meno discon…ah no, dai, meno male che ogni tanto anche Ilicic si prende delle pause. Sperando succeda anche in queste due partite.
(per le restanti partite di campionato l’autore di questo articolo rimarrà in completa adorazione del talento di Maribor vecchia per salvaguardare il proprio fantacalcio, più o meno in questa maniera:
La Papu dance
Perché non è solo la Lazio ad aver preso spunto dal rugby. No no. Anche l’Atalanta ha capito l’importanza di un momento fondamentale: l’inizio della partita. Così come i neozelandesi, i famosissimi All Blacks, hanno l’Haka, la danza di guerra Maori, anche a Bergamo hanno la loro, personalissima danza con cui si caricano prima delle partite.
Sarà terribile dover affrontare questa danza. Paralizza gli avversari dalla paura, trasforma gli uomini in potenza titaniche, capaci di imprese sovrumane sul campo di battaglia. Almeno, così pare. A meno che non sia merito di giocare contro Marusic e Durmisi.
