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5 discorsi fatti da Lotito dopo il derby

Com’è finita l’ultima giornata di campionato lo ricordiamo tutti benissimo. Derby perso, e pure malamente. Risultato che ovviamente non ha fatto contenti i tifosi laziali. E a quanto pare non ha fatto contento nemmeno il presidente della Lazio Claudio Lotito: pare proprio che, finita la partita, il numero uno biancoceleste sia sceso nello spogliatoio della sua squadra, per parlare con i giocatori.

Cos’avrà detto Lotito alla sua squadra? Quale sarà stato il discorso? Voleva motivare i giocatori, o redarguirli per una prestazione di sicuro al di sotto delle aspettative? La verità non la sa nessuno. Noi possiamo solo ipotizzare quale tra questi discorsi sia stato effettivamente pronunciato da Lotito.

I have a Dream

Dicono che se si può sognare qualcosa, allora si è in grado di realizzarla. I sogni sono la spinta principale al cambiamento. E da anni Lotito sogna di sfidare lo strapotere del Nord. Strapotere di certe squadre che sembra quasi segregare le altre. Probabile allora che il presidente biancoceleste si sia ispirato ai predicatori americani dello scorso secolo, per realizzare un discorso degno di Martin Lotito King.

Io ho davanti a me un sogno, che un giorno sulle rosse colline di Formello i figli di coloro che un tempo erano rappresentati dalla SEG e i figli di coloro che un tempo rappresentavano giocatori, sapranno sedere insieme al tavolo delle plusvalenze. Io ho davanti a me un sogno, che un giorno perfino lo stadio di San Siro, uno stadio colmo dell’arroganza dell’ingiustizia, colmo dell’arroganza dell’oppressione, si trasformerà in un’oasi di libertà e giustizia. Io ho davanti a me un sogno, che i miei quattro figli piccoli vivranno un giorno in una nazione nella quale non saranno giudicati per il colore della loro maglia, ma per le qualità della loro moralizzazione. Ho davanti a me un sogno, oggi!

Ogni maledetta domenica

Niente di tutto questo. Lotito è entrato negli spogliatoi per motivare la squadra spinto non da chissà quale ideale. Voleva semplice ridare ai suoi giocatori un’iniezione di fiducia. Come quella che riesce a dare Tony D’Amato negli spogliatoi degli Sharks, in ‘Ogni maledetta domenica’

Solo che non poteva dire le stesse cose, avrà detto qualcosa del genere:
Perché in entrambi questi giochi, la vita e il calcio, il margine di errore è ridottissimo. Capitelo. Mezzo rinnovo fatto un po’ in anticipo o in ritardo e voi non fate una plusvalenza, mezza trattativa troppo veloce o troppo lenta e mancate l’acquisto. Ma i centesimi che ci servono, sono dappertutto, sono intorno a noi, ce ne sono in ogni partita, ad ogni minuto, ad ogni secondo! In questa squadra si combatte per un centesimo, in questa squadra massacriamo di fatica noi stessi e tutti quelli intorno a noi per un centesimo, ci difendiamo con le unghie e con i denti per un centesimo, perché sappiamo che quando andremo a sommare tutti quei centesimi il totale allora farà la differenza tra plusvalenza e perdita, la differenza fra vivere e morire. E voglio dirvi una cosa: in ogni scontro è colui il quale è disposto a morire che guadagnerà un centesimo in più dalla plusvalenza, e io so che se potrò avere una esistenza appagante sarà perché sono disposto ancora a battermi e a morire per quel centesimo!

Catilinaria

Forse state dimenticando una cosa: Lotito in tutti questi anni ci ha deliziato con una serie di citazioni latine. Perchè non può fare lo stesso con i suoi giocatori e il suo allenatore? Molto probabilmente anche Lotito è rimasto sconvolto dalla fissazione tattica di Inzaghi sul modulo da utilizzare.
Quousque tandem, Simon, abutere patientia nostra? Quanto a lungo ancora codesta tua follia si prenderà gioco di noi? Fino a che punto si spingerà la tua sfrenata audacia? Te pare che Pompeo schieri sempre le legioni con il 3-5-1-1 senza mai passare al 4-3-3?’

Anche perchè gli storici e i latinisti sembrano concordare su una cosa: Cicerone accusava Catilina di stare sempre a lamentarsi. Nonostante gli avesse messo a disposizione una legione che era 10 volte quella degli altri.

Aragorn al Nero Cancello

E se invece Lotito fosse un insospettabile nerd? Magari per caricarsi in vista del derby avrà fatto una maratona de Il Signore degli Anelli (edizione integrale, ovviamente. Non esistono altri modi di fare la maratona). Dopo la partita, sarà sceso negli spogliatoi perchè ha visto negli occhi dei giocatori una paura enorme. Non poteva rimanere indifferente di fronte ad un tale spettacolo.

Figli di Formello, fratelli miei! Vedo nei vostri occhi la stessa paura che potrebbe afferrare il mio cuore. Ci sarà un giorno in cui il coraggio degli uomini cederà, in cui abbandoneremo i contratti e spezzeremo ogni legame di plusvalenza, ma non è questo il giorno! Ci sarà l’ora dei lupi e degli scudi vinti ad Agosto quando l’era degli uomini arriverà al crollo, ma non è questo il giorno! Quest’oggi combattiamo… Per tutto ciò che ritenete vostro di questa bella Lazio, vi invito a resistere!

Forse sarebbe servito prima del derby, questo discorso.

– Nelson Lotito

In effetti il percorso per diventare una grande squadra sembra sempre più difficile ogni anno che passa. Che anche i giocatori percepiscano questa difficoltà? Che anche loro siano sfiduciati, e non riescano più a reagire? Bisogna che ci sia qualcuno che indichi la strada. Qualcuno come Claudio Mandela.

L’abbiamo capito ora che non vi è nessuna strada facile per la grandezza. Lo sappiamo bene che nessuno di noi da solo può farcela e avere successo.
Dobbiamo quindi agire insieme come una squadra unita, per la riconciliazione laziale, per la costruzione della Lazio, per la nascita di un nuovo mondo. Fa che ci sia giustizia per tutti. Ci sia pace per tutti.
Che ci sia bel gioco, trofei, bilanci in salute per tutti.
Lasciate ogni sapere saputo e sappiate che ogni corpo, ogni mente e ogni anima sono stati venduti per soddisfare se stessi e per la felicità di ciascuno, e del bilancio. Mai, mai, mai e di nuovo in questa bellissima terra conosceremo di nuovo l’esperienza dell’oppressione della SEG sull’altro, mai più dovremo subire l’umiliazione di essere il Carpi o il Frosinone del mondo
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