Poche ore e tutto sarà chiaro, definito, definitivo. La gloria, la Champions, il giusto epilogo di una stagione straordinaria minata a colpi di VAR e infortuni all’ultima curva, oppure un limbico quinto posto che vorrebbe dire accesso ai gironi, a questo punto infernali, dell’Europa League. Poche ore a Lazio-Inter, la partita che vale tutto. Nella Roma biancoceleste c’è trepidazione, adrenalina, ansia, attenzione maniacale verso i responsi medici su Immobile attesi come bollettini di guerra e i confronti diplomatici tra Inzaghi e de Vrij. E per distendere, rilassare e anche caricare, si sa, non c’è cura migliore della musica. La maggior parte dei calciatori affronta in cuffia il prepartita, ad esempio, ed è per questo che abbiamo pensato oggi ad una mini playlist che possa accompagnare loro e l’ambiente tutto al match di domenica sera. Niente must tipo We are the champions o la colonna sonora di Rocky, la banalità non è cosa nostra e non può raccontare la lazialità.
Started from the bottom – Drake (Nothing was the same, 2013)
Letteralmente “partiti dal fondo, dal basso”, descrive perfettamente un sentimento, un concetto calzante con il percorso biancoceleste, quello di una squadra che senza gli ingenti investimenti delle rivali è lì a giocarsi gli stessi obiettivi grazie a sacrificio, talento e un calcio assolutamente migliore. Quindi, “started from the bottom now we here!”. Un paio d’anni fa fece notizia una foto del rapper canadese con la terza maglia della Juve 2015/2016, quella rosa per intenderci. Beh, con la seconda nostra di quest’anno starebbe parecchio meglio. E poi con Drake si rimorchia tantissimo, fattore da non sottovalutare assolutamente.
Tra la strada e le stelle – Thegiornalisti (Completamente sold out, 2016)
Tommaso Paradiso, leader dei Thegiornalisti, può essere considerato tra i capostipiti del movimento indie/itpop che sta scalando le gerarchie della musica italiana, ma soprattutto è un grande tifoso laziale. Per questo la menzione era quasi obbligata. Del suo repertorio scegliamo “Tra la strada e le stelle”, brano del 2016: un pezzo che racconta una condizione di incertezza, di sospensione, di vacuità e allo stesso tempo esalta l’eco emotivo di tale situazione. Un po’ quello che sta succedendo a noi laziali, in bilico tra la strada e le stelle di Champions fino al 90’ di Lazio-Inter. Ma comunque vada, saremo grati a questa squadra delle emozioni che ci ha regalato quest’anno, anche di queste qui ansiogene. “Mi manca già l’aria di questa notte dove tutto è sospeso in bilico tra la vita e la morte. Mi manca già l’odore di questo brivido che mi strizza la schiena e lo stomaco e mi trascina stanotte, tra la vita e la morte, tra la strada e le stelle, tra noi”.
Pray for me – Kendrick Lamar feat The Weeknd (Black panther sound track, 2018)
Torniamo quindi tra States e Canada con il feat tra Kendrick Lamar e The Weeknd. Il primo è probabilmente il miglior rapper in attività, fresco vincitore del Pulitzer, il secondo è uno dei maggiori interpreti R&B al mondo, sicuramente il più prolifico e talentuoso. Il pezzo fa parte della colonna sonora del film Marvel Black Panther, curata dallo stesso Lamar: parla di lotta e di coraggio in toni abbastanza generici e attinenze precise col biancoceleste non sono individuabili, però è il classico brano fomento da colonna sonora – riuscitissimo tra l’altro – e quindi ci sta, soprattutto pensando ad un ascolto prepartita. E chissà che non possa pure risvegliare il killer instinct del panterone Caicedo.
‘Till I collapse – Eminem (The Eminem show, 2002)
Ancora rap, ancora fomento, stavolta con Eminem. Accantonato un classico del genere come “Lose Yourself”, la scelta è ricaduta su “‘Till I collapse”, brano probabilmente in rotazione in queste ore dalle parti di Formello e forse anche in Paideia. “Certe volte ti senti stanco, ti senti debole e quando ti senti debole è come se volessi solo rinunciare. Ma devi cercare dentro di te, devi trovare quella forza interiore e tirarla fuori, scoprire quel motivo per cui non mollare e per non essere un codardo, non importa quanto fortemente tu voglia solo cadere a faccia in giù e crollare”. Pensate a Giacomelli, a Burdisso e Falque, a Irrati, Cutrone e compagnia. Pensate ai 4 minuti di Salisburgo, agli infortuni, a Parolo, Luis Alberto e Immobile. Soprattutto a Ciro, al suo amore, alla sua tenacia, agli sforzi che sta facendo per esserci nella sfida dell’anno. Noi non crolliamo, noi non molliamo.
I giardini di marzo – Lucio Battisti (Umanamente uomo: il sogno, 1972)
Perché in fin dei conti tutti speriamo nel lieto fine e di poter cantare a squarciagola questa perla con le lacrime agli occhi. “In fondo all’anima cieli immensi e immenso amore, e poi ancora, ancora amore, amor per te”. Non serve altro, questa è la Lazio.
Articolo a cura di Matteo Muoio
