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I 4 cliché più belli sul derby di Roma

Il fine giustifica i derby. Lo diceva un antico filosofo presocratico, o forse lo ha detto Boskov (insieme a quella del “rigore quando arbitra fischia”). E così anche quest’anno il derby sta arrivando. Una partita che è come la vita di tutti i giorni, e infatti a Roma il derby si vive 365 giorni all’anno. Il derby è quando alle 8 del mattino il caffè lo mandi giù insieme agli sfottò da bancone e la radio in macchina ti aggiorna su chi gioca e chi no e l’ascoltatore chiama già incazzato perché quell’arbitro proprio non gli va a genio. Vita di tutti i giorni, quotidianità spiattellata in faccia come un foglio di giornale su un tavolino da bar o un coro da stadio cantato sotto la doccia.

Non sei de Roma, non puoi capì. Gli ospiti condannati all’estraneità da questo rito sacrale collettivo si scusino. Leggenda narra che qualcuno ci ha provato in passato a dire che questa fosse una partita come tutte le altre. Chissà dove giace dimenticato adesso.

Ma cos’è veramente un derby se non un accento acuto sulla parola cliché? Ne abbiamo raccolti 4 per accompagnarvi per mano verso il calcio d’inizio di sabato. E fatevi una risata, radiolulic parla una volta sola.

1. “Vince sempre chi ci arriva peggio”. A ‘sto viaggio che si fa?

La classifica bastarda ha creato non poche difficoltà ai più fedeli sostenitori di questa storica teoria. Cioè, Lazio e Roma le stanno vincendo tutte ultimamente. Hanno addirittura entrambe una partita in meno. Però, se proprio andiamo a vedere bene, contro l’Udinese la Lazio non ha giocato, non possiamo sapere come sarebbe andata a finire con quel campo pesante…

Che poi, dire che il derby lo vince sempre la squadra che ci arriva peggio è un po’ come quando il tuo miglior amico ti dice: <<Oddio, non so niente>>, poco prima di un esame all’università. E poi prende 30. (La stessa formula verbale è adattabile a qualsiasi competizione sportiva, tra l’altro. Esempio: <<Mmm, oggi non mi sento tanto in forma>>, PRIMA. <<Cazzo, ho vinto. Primo/ 35 punti, 10 assist, 10 rimbalzi/ 6-0 6-0 6-0 ahahahah>>, DOPO).

2. “Se lo vinci campi di rendita, se lo perdi c’è il contraccolpo”. Ics non datur

Gli analisti di questa seconda tesi, che per comodità espositiva qui definiremo La Psicologica, stanno ancora studiando gli effetti di un derby solo pareggiato. Ma i sostenitori de’ La Psicologica da decenni si trovano a dover fare i conti con coloro che vedono sempre bianco o nero (che invece chiameremo I Cinici, non potendo chiamarli I bianconeri). Ebbene I Cinici non credono che un derby possa semplicemente finire in pareggio, perché tengono in considerazione tante altre variabili: chi ha pareggiato chi? A che minuto? Quanto svantaggio è stato recuperato? Va da sé che, così argomentando, un vincitore esce sempre fuori. E quindi con esso la rendita a vita o il contraccolpo a tempo indeterminato.

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Per i laziali più vicini alla corrente cinica questo derby, passato alle cronache ufficiali col risultato di 1-1, è stato invece vinto dalla Lazio. E infatti Gascoigne ancora ci campa di rendita

In ogni caso, dire che una squadra subirà effetti positivi o negativi a lungo termine dopo una stracittadina è anche un po’ voler mettere le mani avanti. Come quando una band famosa dichiara che il loro ultimo lavoro è sperimentale. Non vi fidate. Se una band mediamente celebre, dal sound e dallo stile riconoscibili, vi dice che in un album hanno voluto sperimentare, allora quello sarà molto probabilmente un album di merda.

3. “Una partita in cui i valori si annullano”. Tradotto: Se sei più forte t’attacchi!

Questo è davvero bello come cliché, dai. Ha un certo fascino da ‘socialismo della foresta di Sherwood’. Quando Robin Hood leva ai ricchi per dare ai poveri, così indiscriminatamente, fa bene. Fa (il) figo. Quindi è inutile essere più forti di loro se poi non serve a batterli. Per vincere una partita come il derby servono strategie da guerra, non quelle tattiche. E no, prendere come prova contraria il derby di Torino – nel quale di solito i valori tendono ad emergere tutti – non vale. Lo chiami pure derby quello? 

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Questo dei valori che si annullano è un po’ il luogo comune dell’impotenza. Nel senso che si possono fare tante cose belle e buone nella vita, ma ci sarà sempre qualcosa che sfugge a ogni logica di controllo. Contro ciò che è trascendentale nulla resiste. Quindi sia chiaro a tutti: anche quel film spettacolare che avete visto l’altra sera, già proprio quello che vi ha fatto emozionare tanto, quello che ha pure vinto 6 premi Oscar venendo acclamato da pubblico e critica come non accadeva da anni. Anche quello, sarà sempre MEGLIO IL LIBRO! Sempre, anche se un libro non c’è.

4. “Un match bloccato e poco spettacolare, sfugge a ogni pronostico”. Dunque ricordati di non giocarlo alla Snai

Questo è il cliché che gode di meno originalità. Non è stato tagliato apposta sulla misura ‘derby capitolino’. Si tratta di una previsione che sentiamo spesso prima di un big-match e che di solito si fonda su considerazioni tattiche più o meno condivisibili. Il problema non è dire che una partita sarà bloccata per via dell’atteggiamento in campo delle due squadre e dell’importanza della posta in palio. Il problema è farne una specie di mantra prepartita e, più in generale, utilizzare random formule preconfezionate nelle interviste di avvicinamento al derby. Magari subito dopo aver risposto: <<Ognuno la vive a suo modo una partita del genere, del resto il derby si prepara da sé>>, alla canonica domanda: <<Come si prepara una partita del genere?>>. Gli ex più bravi ti raccontano pure qualche aneddoto succoso vissuto in prima persona.

Il fatto è che certe cose si dicono e basta, senza stare troppo a rimuginarci sopra. Come quando nei film d’azione americani il dipartimento di polizia locale ne dice di tutti i colori agli agenti federali che vogliono prendersi il caso. Non è un vero film d’azione americano se non c’è almeno uno stronzo dell’Fbi che arriva con fare presuntuoso in città per dirigere le indagini avviate da un burbero ma onesto sceriffo della contea di Los Angeles.

Roma vs Lazio come Fbi vs polizia locale, contesa in cui si rivendica il predominio territoriale. Chi fa chi in questo gioco di ruoli? Non importa più di tanto. In fondo il derby sarà pure un film già visto, ma lo stadio Olimpico sabato sera non somiglierà per niente a Hollywood.

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Ho visto un posto che mi piace si chiama derby

Ti risveglierai comunque domenica mattina, presto o tardi che sia. Ripenserai a ciò che è stato, correndo con la mente già al 15 aprile del 2018.

Allora urlerai: <<ODIO TUTTO QUESTO>>, sommerso dalle coperte.

Sorriso.

Lunga vita al derby!

 

Si ringrazia Sbiadited per l’immagine di copertina

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