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10 cose successe a Strakosha nel tragitto per l’aeroporto

Nei giorni scorsi è trapelata dalle parti di Formello una notizia che ha del clamoroso: Panucci – CT dell’Albania – ha chiesto a Strakosha di restare a Roma e di non raggiungere il ritiro della nazionale. Il motivo? La versione ufficiale parla di un presunto arrivo in ritardo del portiere a Fiumicino, con conseguente perdita del volo per Tirana. Impossibile. A Roma è talmente facile e veloce coprire grandi distanze, che quella del traffico ci pare la meno plausibile delle giustificazioni.

Almeno impegnatevi di più nell’inventare ste scuse.

Quindi – non volendo credere alla spiegazione pubblica – abbiamo pensato a 10 cose successe a Strakosha nel tragitto per l’aeroporto:

(Tutte decisamente più credibili del traffico. A Roma. Dai ma che scusa è?)

1) Aveva finito le gomme da masticare

Il match contro il Parma è stato più tranquillo del solito per Thomas, rimasto senza gomme da masticare già al 30′ del primo tempo. Questo lo ha reso nervoso, impacciato e disattento, tanto da rischiare di prendere gol facendo la “gambeta” più brutta mai vista dai tempi di Carrizo.

La prima cosa che ha fatto dopo la partita è stata quindi recarsi al tabacchi più vicino per comprare un nuovo pacchetto e ripristinare il giusto grado zuccherino nel sangue, dimenticandosi di andare a Fiumicino e perdendo così il volo.

Suo padre Fotak ha detto di rispettare la decisione di Panucci, ma non ha colpevolizzato Strakosha. Ora sappiamo perchè.

2) “Non ricordo parate di Strakosha”

Dopo il 4-1 contro i gialloblù, mister Inzaghi ha tenuto un lungo colloquio con il suo portiere per chiedergli se avesse fatto qualche parata nell’arco dei 90 minuti. A quel punto Strakosha (sempre intontito dall’astinenza da gomme da masticare, ricordiamolo) non ha saputo rispondergli, e per punizione è stato costretto a vedere tutta Lazio-Parma a velocità x 0,75 alla ricerca di qualche suo intervento.

Mai impedire ad Inzaghi di fare riferimenti alle non-parate di Strakosha durante il post partita. Mai.

3) Il cinghialone poco aggraziato

Peruzzi lo conosciamo, è un uomo buono ma dai modi un po’ rudi. Nello spogliatoio, preso dall’euforia per la bella vittoria, ha dato un’energica pacca sulla spalla sinistra di Strakosha. Esatto, quella infortunata. Thomas ha rischiato nuovamente la lussazione, e sarà costretto ad almeno 15 giorni di riposo. In accordo con la Lazio allora, la federazione albanese ha diffuso la notizia del suo ritardo. Tutta colpa del cinghialone.

4) Un biondo scivoloso

La grande prestazione di Patric, coronata dall’assist per Sprocati, deve aver galvanizzato talmente tanto Gabarròn da farlo intervenire in scivolata per qualunque motivo. Il nostro numero 1 ha dunque impiegato all’incirca 45 minuti per uscire dallo stadio – essendo fermato in scivolata da Patric ogni due metri – perdendo così il volo.

La cosa strana è che Strakosha ad ogni chiusura ha continuato a complimentarsi con il compagno.

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@gielle.ssl

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5) Traffico giallorosso

L’unica ragione per cui possa essere stato il traffico di Roma a bloccare la partenza di Strakosha, è dovuta all’esodo di massa che (da dopo il derby) ha colpito la squadra di Pallotta. Infatti una delegazione suppergiù di 15.000 ex membri dello staff giallorosso, capitanata da Monchi e Di Francesco, negli ultimi giorni ha intasato la strada verso l’aeroporto. Beh, spiace.

6) Agente 001

Una spiegazione plausibile della permanenza di Strakosha in città, è che in gran segreto Thomas sia un agente dell’Intelligence a capo delle indagini sul futuro stadio della Roma. Difatti è di poche ore fa la notizia dell’ennesimo arresto per corruzione legato all’impianto di Tor di Valle. Coincidenze? Noi non crediamo.

7) Quei meme maledetti

Gira voce che Strakosha sia molto permaloso e che, a seguito delle buone prestazioni fornite ultimamente, abbia preso coraggio e si sia messo a segnalare tutti i meme poco carini che girano nei suoi confronti. Iniziato subito dopo la partita col Parma, questo lavoro ha richiesto molto più tempo di quanto si aspettasse, costringendolo a perdere l’aereo.

Si dice che tuttora Thomas si aggiri con lo smartphone in mano tra i corridoi dell’Olimpico.

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Muro

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8) Valon o Etrit?

Il più classico dei malintesi. Trovandosi in uno stato di poca lucidità mentale (ma quanta assuefazione danno quelle gomme?) Strakosha, dopo aver sentito Lotito dire “Berisha in nazionale non ce va!”, ha pensato che la pausa per le nazionali fosse stata rimandata, d’altronde “Se non ce va Berisha perchè ce devo annà io, scusa”.

Peccato che il presidente parlasse di Valon, ancora infortunato e quindi indisponibile per il Kosovo, e non del suo compagno albanese Etrit. Tra l’altro, ex laziale pure lui.

In effetti questo avrebbe confuso anche noi.

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9) Sono finite le candeline

Il 19 marzo è stato il compleanno di Strakosha, ma non solo. I suoi 24 anni sono stati rovinati da un altro festeggiato di lusso, che ha finito tutte le candeline a disposizione del rivenditore più vicino allo stadio. Caro Alessandro, ormai siamo a 43.

Per questo motivo il portiere biancoceleste ha dovuto allungare la strada per trovare un altro negozio fornito di materiale da compleanni, arrivando tardi a Fiumicino e restando a piedi. Ma ti capiamo Thomas, senza candeline sulla torta, che compleanno è?

10) Festa a sorpresa

Per ultima vi abbiamo lasciato la motivazione che più si avvicina alla realtà: il rapimento da parte di Radu. I compagni già da tempo avevano organizzato a Strakosha una festa a sorpresa, salvo poi accorgersi che il suo compleanno sarebbe arrivato proprio durante la pausa per le nazionali. Per non rendere vani tutti i preparativi, Radu ha deciso di rapire l’albanese dopo la partita e lasciarlo per 24 ore a pane e acqua in uno sgabuzzino.

“La festa a sorpresa migliore della mia vita”, le parole del numero 1 a fine giornata.

Certo che pure Panucci, un po’ di comprensione. Sarà che quel 3-0 non gli sia andato giù?

 

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