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Un grande Milan (Badelj) contro il Milan

Lo scontro diretto contro il Milan ci ha lasciato numerosi spunti di riflessione. Se da un lato la Lazio conferma le sue difficoltà nel battere le big, dall’altro la prestazione globale ha fornito diverse risposte positive. Una su tutte, come evidenziato dall’ambitissimo premio di MVP ottenuto sul Clan di Laziocrazia, è Milan Badelj.

In effetti alla notizia del suo acquisto, annunciato in coppia con Correa, un po’ tutti abbiamo pensato che fosse lui il grande colpo tra i due. Non è stato così e (per fortuna) El Tucu si è dimostrato all’altezza di Felipe Anderson, facendocelo rimpiangere più per il suo look alla Lucio Battisti che per le prestazioni in campo.

Ormai la tua cessione l’abbiamo superata, caro Pipe.

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Quello che avrebbe dovuto essere il vice Leiva, o meglio, colui che avrebbe dovuto giocarsi il posto con Lucas, fino a domenica è stata invece la vera delusione di questo inizio di stagione. Dopo il sufficiente esordio contro il Napoli, Badelj inanella una serie di performance negative tanto da riuscire nell’impresa di far rivalutare Cataldi agli occhi del laziale. Altro che Leiva. Mai al top della forma. Male in regia e in fase di interdizione. Insomma, i sintomi acuti del Roberto Baronio li aveva sviluppati tutti.

Ci si mette pure la sfiga. L’ennesimo infortunio lo costringe ai box per 1 mese (esclusa la mezz’ora con l’Inter) proprio quando anche Leiva è fuori gioco. Badelj a quel punto rischia seriamente di diventare il nuovo migliore amico di Rossi in panchina. Però poi accade qualcosa. Come d’incanto (o più probabilmente in seguito a pesanti sedute di gufaggio in lingua croata), la storia si ripete. Il brasiliano deve dare nuovamente forfait e domenica sera arriva la nuova occasione.

Milan contro Milan. E questa volta habemus Milan. No, non quello rossonero. Badelj sforna finalmente una prestazione all’altezza del suo nome. Grande ordine e pulizia nella costruzione di gioco. Diga nella zona centrale davanti alla difesa, dove non passa un pallone. Il croato è un giocatore che sa nascondere la sfera agli avversari e farla ricomparire sui piedi degli attaccanti. Una prova sontuosa difficile da sminuire per il ritardo in copertura su Kessie al momento del gol, quando ormai stremato avrebbe lasciato il posto a Berisha.

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A lezione da Milan Badelj ✍️😲

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Ora è lecito chiedersi quale sia il vero Milan Badelj. La sua storia ci fa ben sperare. Con il crescere di condizione fisica siamo convinti di avere tra le mani quel calciatore che tutti abbiamo esaltato al suo arrivo. Ma un giocatore del genere può limitarsi ad essere solo un vice?

La questione va analizzata sotto 2 diversi punti di vista:

  • Leiva o Badelj: avere la possibilità di far riposare Lucas Leiva, schierando al suo posto il croato, permetterebbe alla Lazio di non scendere minimamente di livello anche nella sua versione “B”. Se il mediano biondo sa abbinare discreta qualità alla sua enorme quantità in fase difensiva, quello castano unisce al suo piede educato la capacità di rubare diversi palloni. Cambiando il colore dei capelli il risultato non cambia. Si diceva così, no?

Il PRO di questa soluzione è quindi la possibilità di fare turnover senza problemi. Il CONTRO è che chi verrà lasciato fuori potrebbe indispettirsi. Nel caso sia Leiva, Badelj dovrà fare molta attenzione in allenamento.

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  • Leiva e Badelj: d’altro canto, avere due tenori del genere sacrificandone uno per far compagnia a Proto, appare uno spreco. Sarebbe certamente un gesto nobile verso il dimenticato Silvio. Ma comunque uno spreco. E se c’è un reparto che quest’anno abbonda per alternative è proprio il centrocampo. Quindi perchè no? Il modulo potrebbe diventare più esplicitamente un 3-4-2-1 (nella difesa a 4 credono solo i sognatori, ma li rispettiamo) con Leiva-Badelj in mediana. Parolo andrebbe a rinnovare il tagliando di gambe e polmoni mentre Milinkovic e Luis Alberto (in Correa titolare ci credono solo i sognatori, ma li rispettiamo pt.2) giocherebbero più avanzati dietro Immobile.

Come PRO c’è la possibilità di attuare un sistema di gioco più offensivo, con la sicurezza di avere una diga in titanio davanti alla difesa. Di CONTRO i due sono molto simili. Entrambi sono calciatori di poca gamba, giocano quasi da fermi e questo potrebbe rallentare la manovra quando c’è necessità di ripartire velocemente.

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La seconda soluzione è quella al momento meno probabile, ma più suggestiva. Di Ledesma e Biglia si è sempre detto che non potessero giocare insieme, e alla fine uno ha escluso l’altro lasciando per anni la Lazio priva di un vice in mezzo al campo. Ora che abbiamo un vice di questo calibro il rischio mal di pancia in caso di troppe panchine, c’è. Difficilmente Inzaghi abbandonerà l’assetto tattico che gli ha dato sicurezze, equilibrio e risultati. Ma la possibilità di far coesistere i suoi due mediani potrebbe essere il primo vero tarlo che lo farà vacillare.

Pensaci su, Inzaghino.

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#simoneinzaghi ⚪️🔵 grazie @danus78

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Articolo a cura di Francesco Mattogno

 

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