Solo la partita più importante, iniziata senza il giocatore di cui si è parlato di più, di cui si è sparlato peggio. Insomma senza Keita, contro la Juventus. Tanto vale far giocare Rossi, a sto punto. E dentro ogni vichingo biancoceleste, il 13 agosto, il Valhalla muore per sempre, come Babbo Natale. E invece Babbo Natale esiste, una squadra di scappati di casa vince contro la finalista di Champions League. E noi in lacrime, ringraziamo Dio, perché questi scappati di casa sono la nostra Lazio, sono la nostra famiglia, siamo noi, io e te, abbracciati in Curva Nord. No, il figlio non è mio però!
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E prima arriva il tweet di Keita – E finalmente la vita ha di nuovo un senso: “La decisione della società, evidentemente estranea a criteri puramente sportivi, mi crea un disagio psicologico del quale non so valutare adesso le conseguenze”.
Tare nel pre-partita: Keita non era sereno – Manco noi. Però c’eravamo.
Tare nel pre-partita: Keita non era sereno – Manco Strakosha
Tare nel pre-partita: Keita non era sereno – Manco Luiz Felipe (Ma chi è?)
Disagio psicologico del quale non so valutare adesso le conseguenze – Dei primi 5 minuti della Juventus.
Disagio psicologico del quale non so valutare adesso le conseguenze – Del caldo che fa a Roma.
Disagio psicologico del quale non so valutare adesso le conseguenze – Di Basta che, tra Alex Sandro e Mandzukic, nel dubbio sceglie l’alcol.
Disagio psicologico del quale non so valutare adesso le conseguenze – Di noi, dopo, abbracciati, nudi, follemente felici.
Disagio psicologico del quale non so valutare adesso le conseguenze – Di Basta che, in fuorigioco, comunque per sicurezza la spara alta.
Disagio psicologico del quale non so valutare adesso le conseguenze – Siamo in vantaggio contro la Juventus. Mio Dio. Siamo in vantaggio. La Juve. Gli Agnelli. Le Fabbriche. La Fiat. Lo Stato. I manganelli. La Juve. Gli arbitri. Moggi, Giraudo. Oddio. La Juve. Winter is here.
Disagio psicologico del quale non so valutare adesso le conseguenze – Le conseguenze del peccato di voler vincere contro i più forti, mio dio, stiamo vincendo, mio dio, siamo sopra, mio dio, mio dio, Dybala. Vabbe è finita come al solito. Dai, hanno pareggiato e ora vincono. E invece.
Leiva-te – Entra su Cuadrado in modalità Bufalo impazzito. Le nostre viscere si so commosse.
Leivate – Ha l’ignoranza tipica della Roma bene tra Quadraro e Torbella. Prova in tutti i modi a provocare rissa, nel frattempo smistando correttamente entratacce e palloni. Sembra quasi bello, quando mena. Sembra quasi Lorik, ma agile. Sembra quasi Lorik, che si muove. Eppur si muove. La tibia di Cuadrado.
Immobile ti amo – Vende sogni. Prima salta Buffon. E gli angeli in coro gridano Alleluja. Poi salta ancora, in cielo. E lui stesso vola verso la Nord, come solo un cherubino può fare un angelo, un angelo, mio dio, un angelo.
Un angelo – Oh, che vuoi. Disse Peruzzi (scusate).
Luis Alberto – Ma dici che è il ciuffo biondo alla Kiss Me Licia a fare la differenza?
Luis Alberto – Ad un certo punto pareva un ballerino di tango: rosa in bocca, tocco fine, e si va a dileggiare il centrocampo della Juventus, con aria pop.
Luis Alberto – Mi fai volare, mi fai volare!
Luis Alberto – Sotto il sole sotto il sole c’è un ciuffone c’è un ciuffone quasi quasi li dribblo, e non ci penso più.
Luis Alberto – STAVO CON LUIS ALBERTO, QUANDO SOTTO SUOLA LI HA DRIBBLATI
Luis Alberto – E Keita Balde è un cog…ome.
Immobile – Nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome. Sia fatta la tua volontà, come in cielo così dal dischetto. Ma liberaci dalla Triade. Amen.
Immobile – Pareva l’eroe di giornata. Poi è arrivato l’Uomo Grosso Caicedo. Ah no. C’ha pensato Murgia. AlemiotivogliobeneAlejehaifattomale.
Flop
Dybalaccitua- Ci illude che tutto sia come sempre, nella vita. La Lazio perde contro la Juventus, i buoni stanno a faccia a terra, a mangiare la terra. E invece.
Dybalaccitua – E invece, sto 10, sai che ce devi fa? Inchinati a Luis Alberto.
Un bimbo che ne sa, biancazzurra non può essere la maglia. Poi, una notte di agosto mi svegliai, non ero convocato. Chissà dov’era casa mia, e quel bambino che, giocava in Primavera – Keita vagabondo, piatelaand. Evvabbè, scusate.
Oggi che fatica che si fa, come è finta l’allegria, quanto amaro disincanto – Keita Zero tituli.
Inzaghino – Perché dobbiamo sempre soffrire, perché hai messo Murgia, MURGIA, MIO DIO, MURGIA, MURGIAAAAAAA. Addio cuore. Pronto, ambulanza?
Murgia mio, je hai fatto male Murgiè – E quanno je passi: ao salutace la rabbia di Cardiff, Allegri!
Alla fine vincono i buoni. Non capita mai. Non succede mai. Ma stavolta, una volta, per una volta, vincono i buoni. Vince la Lazio. E piangere no, non è mai abbastanza. E no, vicino mio. Il figlio che abbiamo fatto, lo chiameremo ALZALALULIC,ALZALAAAAA
Oggi è lunedì, ma non sembra. Sembra un lunedì di festa. Lo è. Oggi è lunedì. Il lunedì più bello della nostra vita. Che duri per sempre. Facciamo che duri per sempre.
Menzione Speciale Top
ALZALA PATRIC. ALZALA PER TUTTI NOI. FESTEGGIA PER TUTTI NOI. AI VERI LAZIALI, BATTIAMO LE MANI. ER CORE. CI VUOLE ER CORE. ALZALA, PATRIC (OH, FALLA ALZA PURE A LEITNER! Ah, no).
