Potremmo formare un movimento: PAN, Partito Anti Nazionale. La soglia di sbarramento la superiamo facilmente, sono convinto. Quando la tua naturale contrapposizione è Forza Italia una vittoria schiacciante è il minimo che ci si può aspettare. Ci state? Perchè mi sono veramente rotto le palle – e scusate i francesismi che ce ne saranno parecchi – della pausa per le nazionali. “La nazionale o sia ama o si ama”, io non sono d’accordo. Vi spiego il perchè in 3 punti, quando arriverete alla fine avrete già ordinato la tessera del partito.
La noia
La noia di due settimane senza Lazio, senza stadio, senza Patric. La noia dei soliti discorsi, tutti uguali, sulla Nazionale in ripresa, sui giovani, Mancini e…sti cazzi, no? Poi la noia di queste partite inutili, ma a che servono? Chi le guarda? Bastano venti minuti di un match di qualificazione per entrare nel tunnel delle droghe pesanti, il mio consiglio? Cambiate Stato, non canale.
Quindi diciamo basta a questa roba, vi prego. Che poi la noia fa brutti scherzi e si parla di calciomercato a marzo. Ieri Alberto Moreno, oggi Adekanye. Come se ci fosse qualcuno incaricato di far girare il mappamondo e puntare il dito su una città a caso. Questa volta ci è capitata Liverpool, la prossima sarà Salerno. Mano sul fuoco.
L’ipocrisia
Lo scoprirsi tutti patrioti solo quando gioca la Nazionale, mi ha sempre fatto incazzare. E in questo sono ipocrita anch’io, che la seguo con ardore quando è tempo di Europei e Mondiali (ah, non si è giocato quest’anno?) ma che me ne frego altamente per il resto dei miei giorni. La mia però è una crisi di astinenza, da Lazio, e non è un caso che la mia attenzione si sposti dal celeste all’azzurro solo in tempo di pausa estiva.
Ho goduto alla Coppa del Mondo del 2006, ma firmerei col sangue per scambiarla con la Lazio in Champions tutti gli anni. Che dite sono pazzo? O forse innamorato. Alla fine sono un po’ la stessa cosa, ma di certo non assomiglio a un nazionalista.
Ipocrisia però è anche sentirsi Italiani solo per la Nazionale di calcio. Poi se il rugby ci toglie posto all’Olimpico diventiamo delle vipere. Chi se ne frega della pallavolo, del basket, sci, salto in alto, salto in lungo, salto triplo-carpiato con giravolta sul posto. Potrei continuare per ore allungando allo sfinimento la vostra smorfia sul volto, fino a strapparvi un sonoro “E sti cazzi” e pizzicarvi col dito nella Nutella. Ma non eravate patrioti voi e stronzo io?
I laziali in Nazionale
Se la storia tra Lazio e Nazionale è complicata, un motivo ci dovrà pur essere. Non c’è alchimia. La banda del ’74 avrebbe dovuto formare il blocco dell’Italia per almeno un decennio, invece le presenze azzurre di quella squadra mitica si contano sulle dita di una mano monca. Basterebbe questo a rendere l’idea del disagio che provo quando vedo un laziale giocare con questa maglia. Come se un mio idolo venisse strappato dal suo habitat naturale – Roma, la Lazio – ed esposto al patibolo in pubblica piazza.
E non è colpa sua, né nostra, ma conosciamo bene il non-peso mediatico che ha la Lazio nei salotti buoni e meno buoni del calcio. Quindi anche il capocannoniere dello scorso campionato, di cui non serve che vi ricordi i numeri, viene ridicolizzato, svalutato e condannato alla nomea di “pippa” con l’accusa di non aver segnato abbastanza per la sua Nazionale. Quella sì, una squadra di pippe, assolte e protette sotto l’ala del capro espiatorio Ciro Immobile. In ogni caso, un laziale.
Ed è proprio questo il motivo principale per cui la Nazionale non la digerisco. Direi che mi sta sul cazzo, ma sono già stato parecchio volgare fino a qui. Tifo Lazio e mi sento solo, tutto l’anno. Ignorato e messo alle gogna a fasi alterne, dagli stessi con cui dovrei sostenere l’Italia in partite inutili, noiose, come quella di stasera. No, grazie. Questa è un’ipocrisia che anche un ipocrita come me non riesce a sopportare.
Votate per me, PAN, vi mando la tessera con Poste Italiane. Non sia mai che poi venga scambiato per un non-patriota.




Concordo in todo
Concordo in todo.