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Scambiamo gli allenatori: come giocherebbero Lazio e Atalanta?

Sicuramente il vostro livello di ansia sarà già sufficientemente alto, allora per peggiorare ancora di più le cose volevamo ricordarvi che mancano decisamente troppe poche ore alla finale di Coppa Italia. E ancora una volta sarà Lazio conto Atalanta.

Di nuovo!

Ma non hanno niente di meglio da fare questi?

Però dobbiamo ammetterlo, vederli giocare è davvero un piacere per gli occhi. L’artefice di tutto ciò è senz’altro Gian Piero Gasperini che ha fatto dell’Atalanta una vera e propria forza della natura, tanto da non poter più parlare di sorpresa, perché ormai è diventata una consolidata certezza. Organizzazione, intensità, velocità, pressing altissimo e tanto entusiasmo. Questi alcuni degli ingredienti che hanno permesso al tecnico di Grugliasco di trasformare gli Orobici da brutto anatroccolo a meravigliosa Dea. E così dal lottare ogni anno per la salvezza, si è passati agli ottavi di Europa League sfiorati un anno fa, alla finale raggiunta in Coppa Italia, fino ad una quasi certa qualificazione in Champions (ahinoi). Insomma un continuo salto di qualità non solo a parole ma anche nei fatti.

Se ve lo state chiedendo, tranquilli non siete finiti su Atalantacrazia.

Quindi ora che i convenevoli e i complimenti di rito agli avversari sono finiti, possiamo mettere da parte la modestia e tornare a noi. In effetti, ripensandoci, questa Atalanta ricorda molto la Lazio della scorsa stagione. Bel gioco, tanti gol fatti (noi miglior attacco dello scorso anno, loro del campionato ancora in corso), centrocampisti che vanno in doppia cifra e un centravanti che trasforma in gol ogni pallone.
Gomez-Ilicic-Zapata come Luis Alberto-Milinkovic-Immobile.

Per certi aspetti dunque, Inzaghi e Gasperini, seppur con le loro differenze, sembrano avere molto in comune e quindi cosa potrebbe accadere a Lazio e Atalanta ad allenatori invertiti?

La Lazio di Gasperini

Stiamo per darvi una pessima notizia: anche Gasperini non ha altra difesa all’infuori di quella a tre. Il modulo prevalentemente utilizzato è il 3-4-2-1, che varia a seconda delle situazioni e degli uomini a disposizione. I difensori centrali devono essere i primi a impostare l’azione (possibilmente con risultati migliori di quello che vediamo qui sotto) per poi sviluppare il gioco sulle fasce laterali.

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Una delle caratteristiche migliori di Gasperini è senza dubbio quella di riuscire a esprime il massimo con i giocatori che ha. Non allena fenomeni, ma tali li fa sembrare. Per esempio, avevate mai sentito parlare di Castagne o Gosens prima? Sarebbero potuti essere tranquillamente un Marusic o un Durmisi qualunque, e invece no. Corrono, crossano e segnano pure.

Non credevamo potesse esistere davvero una cosa del genere.

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Forse con la cura Gasp potemmo vedere tutto questo anche nella Lazio. , ciò che non vorremo mai più vedere è Wallace titolare.

È talmente bravo a valorizzare giocatori giovani e sconosciuti ( qualcosa ci fa pensare che con Tare andrebbe molto d’accordo…) che ogni anno gli vendono i giocatori migliori a prezzi alti, senza che la stagione successiva ne risenta. Praticamente la felicità di ogni presidente, figuratevi il nostro!

 

(ci scusiamo per aver iniziato il paragrafo precedente con è talmente bravo subito dopo aver scritto Wallace titolare)

Insomma dategli un giovane calciatore e lui lo trasformerà in uno esperto, non ci credete?

 

 

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L’Atalanta di Inzaghi

(suona decisamente male!)

Quello che sicuramente manca a Simone Inzaghi è un pizzico di coraggio. O almeno al Simone Inzaghi dell’ultimo anno. Durante la sua prima stagione ciò che aveva sorpreso a livello tattico era proprio la sua capacità di sperimentare e il sapersi adattare, non solo all’avversario, ma anche ai diversi momenti della partita. Questo lo portò addirittura a utilizzare ben 11 moduli differenti.

Wowow incredibile!

Quest’anno invece, la sua troppa ostinatezza lo ha portato troppo spesso a fare scelte incomprensibili che non gli hanno certamente risparmiato critiche. Come quella di affidarsi sempre a un Immobile completamente privo di energie (e anche un po’ di fortuna al dire vero) a discapito di un Caicedo versione Drogba dei tempi migliori.
Sempre i soliti esagerati..
Per non parlare del continuo schierare Marusic al posto di un Romulo che il terzino lo sa fare, e pure bene.
Per quanto riguarda le altre scelte in difesa ci avvaliamo della facoltà di non parlare. O non scrivere.
Dunque. Se da un lato troverebbe in eredità già un consolidato 3-5-2 con giocatori più adatti per questo sistema di gioco e un Papu Gomez da poter finalmente schierare nel suo attacco.
Dall’altro, in una piazza non troppo esigente come Bergamo, Inzaghi potrebbe sicuramente tornare a rischiare un po’ di più e ritrovare quella spensieratezza e spregiudicatezza tipica di un giovane allenatore.

Articolo a cura di Martina Pietronzini

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