Normalmente, davanti a un bel caffè, ci chiederemmo:
“Ma ti ricordi Ramires? Era forte vero ma che fine ha fatto?” E qualsiasi risposta andrebbe bene.
“E’ finito in Cina a svernare” oppure “Ha aperto una gelateria a Rio, beato lui”.
In questo caso, invece, no. Dobbiamo indagare bene su chi sia oggi Ramires Santos do Nascimento, in arte Ramires. Quello che fece la doppietta europea col Chelsea (Champions&Europa League) con tanto di pallonetto micidiale al Camp Nou, eliminando il Barcellona dei fenomeni.
Veloce, tecnico, una spina nel fianco. Anche un po’ di nazionale verde-oro per poi svanire lentamente fino ad arrivare in Cina, con la gloriosa casacca del Jiangsu Suning. Gloriosa perché gli ingaggi che si leggono laggiù fanno camminare a un metro da terra. Ma forse seppelliscono molte carriere.
A soli 29 anni, il rampante brasiliano sceglie la Cina come destinazione e non pensiamo l’abbia fatto per motivi spirituali o per passione per i ristoranti cinesi.
Però si sa, chi è abituato a certi livelli, anche se strapagato, potrebbe non ambientarsi e si vocifera proprio di Ramires come acquisto post Milinkovic Savic.
La Lazio, con l’eventuale arrivo del brasiliano, guadagnerebbe in palmarès ed esperienza internazionale ma di sicuro lasciare un giovane in rampa di lancio per un ex Chelsea proveniente dalla Cina… potrebbe essere un rischio.
Attualmente, l’ingaggio del brasiliano è fuori dalla portata di 19 club di serie A, ma questo ormai non significa molto. Forse la voglia di palcoscenici europei e la possibilità di vivere a Roma potrebbero affascinare un talento che per larghi tratti ci è sembrato imprendibile.
Col Chelsea di Di Matteo, trascinato da un Drogba impossibile e da una ruota che sembrava girare a un verso solo, Ramires e le sue sgaloppate hanno fatto il giro del globo. Ora, come eventuale dopo Milinkovic, sarebbe bello resettare tutto e ripartire da lì, rendendo l’esperienza in Cina solo come una bella vacanza vinta alla riffa natalizia. E che riffa. Primo premio 13 milioni di euro a stagione.
Coerente con i suoi standard, Ramires al Jiangsu non ha segnato molto ma ha collezionato 49 presenze in due stagioni, assumendo almeno un profilo “alla Giovinco” che differentemente dai vari Tevez non è andato a passeggiare in campionati ricchi e poco competitivi, ma ha dato il meglio di sé in campo.
Se dovesse diventare un serio candidato per sostituire il – speriamo di no – partente Sergej, potrebbe tornare utile come sia al centro, sia a destra, diventando quindi una alternativa al nome caldo del Papu, con più esperienza europea ma meno conoscenza, ovviamente, della nostra Serie A.
Decidere chi sarebbe meglio prendere è difficile, di sicuro c’è che Sergej partirà solo a cifre folli e questo un minimo ci rincuora. E non è da escludere neanche l’arrivo di entrambi: due per sostituirne uno. Se quell’uno è Milinkovic-Savic, non sembra una follia.
Va detto, però, che Ramires potrebbe essere un nuovo Lucas Leiva a livello di profilo, tra provenienza ed esperienza nelle competizioni che contano di più.
Benfica, Chelsea e Brasile sono maglie pesanti, ora resta da capire se la meno sfarzosa del gruppo Suning abbia depotenziato, stile Space Jam, le qualità del brasiliano oppure no. Lo scopriremo, probabilmente, solo vivendo la cessione di Milinkovic. Chissà, chissà chi sei, sostituto di Sergej (rima non voluta).
Articolo a cura di Daniele Ercolani
