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Se i giocatori della Lazio fossero canzoni dei TheGiornalisti

Martedì mattina. Ti svegli stropicciato, sbattuto dai postumi di un lunedì che “ti fa male dalla scuola elementare”. La testa ancora sul cuscino e un caffè che ti aspetta in cucina, con Morfeo che ti tira per un braccio e la sveglia che ti guarda e ride. Dopo un’accurata controllatina allo specchio nella speranza di risultare il meno devastato possibile, lì, proprio lì, pensi. Pensi a quanto lunga sarà questa giornata, a quanto già non vedi l’ora di tornare a casa, ma soprattutto a quale senso abbia affrontare questa settimana se poi il week end non ci sarà la Seria A. Ha senso? No. Ma comunque, improvvisamente, tra una disgrazia e l’altra, ti illumini. Non d’immenso, ma è Paradiso che è venuto a svoltarti il martedì. E’ venuto proprio là e ti ha detto “sai che ho vinto il mondiale da quando ci sei?”. Alza la voce. “Sei la Nazionale del 2006”. E tu sei una presa a bene Tommà.

In un martedì qualunque esce una stupida canzone d’amore firmata TheGiornalisti, e allora la giornata può cominciare. E mentre chiudi gli occhi e immagini Fiumicino, la Lazio che sbanca in Europa, Immobile che segna di tacco, Leiva e i suoi piedi d’oro, pensi pure: e se la Lazio fosse una canzone? Se quel tifoso poco poco laziale di Tommaso Paradiso avesse messo un po’ di Ciro, di Luis, di Patric nelle sue canzoni? Mai dire mai. Anche perchè, analizzando bene il tutto, qualche riferimento puramente casuale si può trovare.

IVAN VARGIC – “Disperato”
Parto dai pali, questi sconosciuti per il povero 25 biancoceleste. “Disperato, ai margini della realtà”, totalmente offuscato dal suo collega (o rivale?) Strakosha, proprietario della porta. Poche volte il caro Vargic ha provato il brivido di indossare i suoi guantoni, se non in quel di Formello. Spettatore dalla panchina, chissà se anche lui non immagina Fiumicino, per un viaggio, via da qui. “Disperato, me ne vado in giro per la città, di domenica quando la gente è a tavola già”, o in campo, a giocare, e tu, disperato, puoi solo stare a guardare.

STEFAN DE VRIJ – “Non odiarmi”
“Non odiarmi” avrà detto De Vrij alla Lazio il giorno in cui ha deciso che quel rinnovo non l’avrebbe firmato né ora né mai. Era nell’aria, i tifosi lo sapevano. Rosicano ancora un po’, ma se lo godono finchè c’è. Saperlo lì, in difesa, al suo posto, è una sicurezza, un pensiero di meno. Sai che c’è. Ora e per altre 9 partite. Poi si vedrà dove andrà, dove andremo. “Non so che altro fare, se non ricominciare prima o poi”. Ricomincerà altrove Stefan, lontano da Roma. E pure se l’ha chiesto, i tifosi un po’ lo odiano. Perchè è bello vederlo giocare. Ma a ‘na certa anche ciao Stefan. Non ti odiamo, quasi.

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MARCO PAROLO – “Senza”
“Te ne vai così, senza guardare indietro. Tanto lo so che non c’è gusto se non soffro un po’”. Instancabilmente Marcolino. Lui c’è sempre, anche se non lo vedi. Leader silenzioso fa il suo, senza guardarsi indietro galoppa verso l’area, e ogni tanto prova pure un tiraccio. Non se sa mai finisce dentro. Ma non ha bisogno di timbrare il cartellino per farsi sentire, per dire “io ci sono”. Mai “senza” Parolo, con quella faccia imbruttita, lo scazzo facile e un cuore sempre più biancoceleste. E non può che piacerci così Marcolino. Mai senza.

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LUCAS LEIVA – “Vieni e cambiami la vita”
Fuori un regista se ne fa un altro. Quando Biglia sembrava insostituibile, quando il centrocampo sembrava destinato a soffrire di un vuoto incolmabile, eccolo arrivare da Liverpool per cambiarci la vita. Chioma bionda, occhi azzurri. No, non è una visione di Biglia. E’ lui, Lucas Leiva, il nuovo amore dei tifosi biancocelesti. Basta poco e li ha tutti ai suoi piedi. Piedi precisi, magici, intelligenti. “Qui c’è bisogno del tuo tocco, muovi dove vuoi quei piedi”. Non c’è pallone che non passi da lui. La sua mente geniale pensa e prevede, i piedi traducono la sua volontà. I tifosi sbavano. Lucas Biglia è solo un lontano ricordo. “Ci hai fatto essere un po’ meglio e ora possiamo fare tutto quel che abbiamo sempre fatto, ma anche con te”.

🦁 YES! @leivalucas is your MVP again: congrats Lucas 👏🏻

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SENAD LULIC – “Tra la strada e le stelle”
Il capitano. E molto di più. Non si può dimenticare. Come si fa? Se ci pensi la goduria è ancora palpabile. “Mi manca già l’odore di questo brivido che mi prende la schiena e lo stomaco, e mi trascina stanotte tra la strada e le stelle”. Ed è proprio tra la strada e le stelle che c’ha portato quella sera Mister 71′. Tra le strade di Roma, a festeggiare come pazzi, pervasi da una felicità indescrivibile, e le stelle che brillavano più del solito e quasi potevamo toccarle. Ci hai portati in Paradiso Senad. E oggi sei ancora qui, con una fascia al braccio che spesso pesa e richiede responsabilità. Ma, in un periodo un poì così, con una Lazio un poì così, noi, ogni tanto, stiamo ancora un po’ tra la strada e le stelle, dove ci hai portato tu; e c’è piaciuto tanto. Oh quanto c’è piaciuto Senad!

🎉🎈 Captain. Leader. #HappyBDay to @senad.lulic, who turns 3️⃣2️⃣ today!

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CIRO IMMOBILE – “Fatto di te”
C’è qualcosa da dire su Ciruzzo? Sul capocannoniere della Seria A? Si potrebbe dire tutto e niente. Esaltarlo alla follia o tacere e godere. Tanto. “Oh, ciao Ciro. E’ tardissimo, sto tornando a casa e ti volevo dire che sono completamente fatto. Fatto di te”. La chiamata che tutti avrebbero voluto fargli ogni volta tornando dallo stadio, pazzi di gioia e fatti di Ciro. Uno, due, tre gol. Quanti ne bastano a saziarlo e a farci felici. “La domenica è una tragedia” per tutti i portieri che dovranno incassare e raccogliere non pochi palloni. Bomber di razza. Scusatecelo. Invidiatecelo. Noi, intanto, continuiamo a farci di lui. Ormai siamo completamente dipendenti.

👑 The great #KingCiro 👑

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PATRIC – “Sbagliare a vivere”
E’ arrivato anche il suo momento. Paradossalmente Tommaso ha pensato anche a lui, il Justin Bieber di Roma. E scusate se è poco. Però che fatica la vita da Patric. O con Patric. Non sai mai cosa ti aspetterà. Nel dubbio, tremi, preghi, e speri. “Magari forse un giorno arriverà qualcuno che mi dica cosa fare, qualcuno che sa già come si fa”. Come si fa, ad esempio, a sbagliare un gol a porta vuota che pure Lorenzo, erede di Inzaghi, avrebbe segnato dall’alto del suo metro di altezza? Non si può. E menomale che la Lazio ha passato il turno. Altrimenti il giovane Patric e la sua chioma dorata avrebbero fatto una brutta fine. I tifosi sono rimasti dieci minuti con le mani nei capelli, increduli. Poi segna De Vrij, e allora le braccia esultano. Però che fatica la vita con Patric.

Leaving work on a Friday like… #FridayFeeling ✌️

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FELIPE ANDERSON – “Proteggi questo tuo ragazzo”
A chiudere questa playlist, proprio lui. Le sue prestazioni oscillano tra un “ti amo” e un biiiip. Alti e bassi. Dalle stelle (come quelle di prima) alle stalle. O viceversa. Felipe ti confonde e ti rapisce allo stesso tempo. “Proteggimi perchè sono uno di quelli che se a calcio sbaglia il primo pallone butta via tutta la stagione e non si riprende più”. Tommaso, sei sicuro che non parli di Felipe? Sicuro sicuro? Perchè sembra completamente lui. Lui che o va tutto bene o va tutto male. Felipe non ha mai fatto una partita da 7. O è 9 o è 4. Se volete potete giocarveli al superenalotto questi numeri. Non potete fare lo stesso, però, con i numeri che, quando ci si mette, il Pipe fa con quei suoi piedi fatati, ubriacanti. Quelli li puoi solo guardare. E voi tutti muti. Ora parla Felipe. Quando gli va. Quando si ricorda che sa giocare a calcio. E ci sa giocare molto bene. “Proteggi questo ragazzo”, mister. Fallo per noi.

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Tommaso non lo sa. Non lo sa che i suoi testi sanno anche un po’ di Lazio, della sua Lazio. Il carisma del frontman, un tipo da Curva nascosto in Tribuna, un laziale stradichiarato. Un po’ come Vargic, se ne sta a guardare la sua Lazio da lontano. Ma lui può. Vargic, tu fatti due domande invece. Tommaso sta bene solo quando fa sport e quando è sabato. Noi stiamo bene quando gioca la Lazio. Dopo dipende. Ma Tommaso è uno di noi e allora soffriamo tutti insieme. “Come noi tifosi credenti che aspettiamo il triplice fischio sull’1-0 al 93′ “. Lui lo sa. Ma noi stiamo bene anche quando il martedì mattina ci alziamo e tutto il giorno cantiamo una stupida canzone d’amore. Nel frattempo la giornata è finita. E allora possiamo “ritornare a dormire, e ritornare a sognare”. E chiudendo gli occhi…buonanotte Tommaso, buonanotte laziali.

Articolo a cura di Valeria Rainaldi

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