Parafrasando e reinterpretando una celebre citazione di Batman, ormai diventata anche meme virale, possiamo dire che “Pedro Neto è l’eroe che non meritiamo, ma di cui abbiamo bisogno”.
Riflettendoci su, la storia di Pedro Neto sembra adattarsi perfettamente ad un fumetto di supereroi. È quello un po’ timido, preso di mira dai compagni, con l’aura misteriosa (da predestinato o bidone) e la faccia pulita da ragazzo della porta accanto. Senza contare poi il fido scudiero Robin Jordao al suo fianco, e il supercattivo Joker Inzaghi a relegarlo in tribuna.
Insomma, manca solo una damigella da salvare. Poi tutti gli indizi convergerebbero nel farci credere che Pedro Neto possa essere il nostro supereroe, il nostro Batman, se vogliamo. Oppure Aquaman, in caso non ci andasse proprio benissimo (quello in versione sfigato, non l’ultimo falso storico uscito al cinema).
Ora però, vi spiegheremo perchè noi un supereroe come Neto non lo meritiamo affatto. E perchè ne abbiamo maledettamente bisogno.
Perché non ce lo meritiamo
Alzi la mano chi, in questo anno e mezzo, ha risparmiato il povero Pedro da facili battute sul suo essere..beh, Pedro Neto. Nessuno?
Ok, forse noi non siamo stati proprio da esempio.
Pedro Neto raggiunge finalmente il suo traguardo atteso da anni…🔞⚑Auguri per il suo 18esimo compleanno 🍰🎂
Pubblicato da Top&Flop Lazio su Venerdì 9 marzo 2018
Ci siamo dimenticati di star gonfiando di aspettative un ragazzo a malapena diciottenne, prima ancora che sviluppasse i suoi superpoteri. Certo, il prezzo pagato per lui e il suo compare Robin deve averci depistato. E sappiamo che noi laziali di pazienza possiamo scarseggiare, o abbondare, a seconda dei casi (ogni riferimento a Patricio Gabarròn Gil è puramente casuale). Fatto sta che prima di Lazio-Novara i due baby portoghesi non erano che “la stecca di Mendes” per aver portato Keita a Monaco.
È bastato poco, quasi niente. Un accenno di doppio passo, un’accelerazione sulla destra. Che per un supereroe è l’equivalente di far attraversare una vecchietta sulle strisce. Eppure è bastato questo per far accendere una lampadina in testa ad ogni laziale: “E se avessimo un fenomeno in casa?”. Non ti meritiamo Super Pedro Neto, ma ti preghiamo di perdonarci.
Perché ne abbiamo maledettamente bisogno
Anche se non sembra, ci serve un eroe. Perchè siamo una squadra stabile da qualche anno su un livello medio-alto, a cui manca sempre qualcosa per lo step successivo. È vero, abbiamo scoperto in questi anni Milinkovic e Luis Alberto, rigenerato Leiva e Immobile. La rosa va (molto lentamente) rafforzandosi con qualche buon innesto nei vari reparti, tuttavia non abbiamo ancora trovato quel giovane talento cristallino in grado di far saltare il banco. E renderci delle mine vaganti.
Pensateci. Dopo un primo anno di ansie per il rischio retrocessione, con tanto di “Te vojo bene Paolè” sotto la Sud, la Lazio di Lotito (e Delio Rossi) si è susseguita in una serie di buone stagioni nel centro classifica e zona Coppa UEFA. Centrando anche clamorosamente la Champions, certo, ma questa vediamola come l’eccezione che conferma la regola. Il vero salto di qualità da quel limbo tra decimo e sesto posto, è rappresentato da Mauro Zarate, colui che ha fatto saltare il banco.
È Maurito a trascinare la Lazio al primo trofeo dell’era Lotito.
La stessa cosa accadrà con la Lazio allenata da Pioli. Dopo anni di Europa League (sempre a singhiozzi), l’uomo a trascinare i biancocelesti al terzo posto è Felipe Anderson. Quel ragazzino di cui si è sempre parlato bene, ma che il primo anno non ha dimostrato niente, fino a trovarsi appiccicata l’etichetta di “bidone”. Salvo poi rinascere alla seconda stagione nella Capitale, dopo un’ottima partita di Coppa Italia. Contro una squadra non di Serie A, il Varese.
Vi ricorda forse qualcuno?
Facendo le dovute proporzioni con Zarate e Anderson, anche Pedro Neto potrebbe essere la sorpresa da all-in. L’attaccante veloce e tecnico, in grado di dare imprevedibilità e di essere imprendibile per i difensori avversari. Il supereroe di cui abbiamo maledettamente bisogno per l’assalto al quarto posto.
Si ma stiamo calmi eh, che ancora siamo alla fase “vecchietta in difficoltà”.
Giorno 161: tutto procede secondo i piani, nessuno si è accorto della nostra presenza 👀Chi ha visto Bruno Jordao e Pedro Neto? 🤓🕵
Pubblicato da Top&Flop Lazio su Giovedì 8 febbraio 2018
Articolo a cura di Francesco Mattogno



