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Pagelle Lazio-Parma 4-1

Lazio-Parma dura 45 minuti e per una volta il nostro cuore può evitare spasmi improvvisi, dopo le sconfitte di Roma e Torino non ci avremmo scommesso. Adesso c’è la sosta per ricaricare le energie e tentare l’assalto al quarto posto.

Strakosha 6 – Sul 3-0 ha un calo glicemico e quasi regala gol al Parma, poi rischia di far svenire Inzaghi quando si tocca la spalla dopo un contrasto nel secondo tempo. Niente di che ma..DATEGLI UN PO’ DI ACQUA E ZUCCHERO

Patric 7 – Le sue scivolate non gli scompongono il look e per questo si prende gli applausi dell’Olimpico, ma Gabarròn oggi è molto di più di una permanente ben salda. Si propone spesso in avanti e da lui parte l’azione bellissima del terzo gol. Nel finale concede anche all’ex compagno Sprocati la gioia del suo primo gol in Serie A. GENEROSO

Acerbi 6,5 – Mancini non lo chiama in Nazionale, lui per ripicca non molla mai Inglese con lo scopo chiedergli dove si faccia domanda per il cambio di cittadinanza. EXCUSE ME, DO YOU SPEAK ENGLISH?

Radu 6 – Se la sua scivolata su Biabiany nel primo tempo fosse andata a vuoto, i suoi tacchetti sarebbero stati l’ultima cosa vista dall’ex Inter prima di svegliarsi in ospedale. Il Parma è poca cosa e lui pensa solo a non farsi male, senza riuscirci. MA PORCA DI QUELLA

Marusic 6,5 – Il fatto che Sepe si dimentichi di poter usare le braccia lo aiuta a sbloccare la partita, poi lui stesso si scorda di essere un calciatore e non fa nient’altro per il resto del match. Comunque bravo, dai. CANNONIERE NON PAGANTE

Milinkovic-Savic 6 – La sua è una prova di sostanza che serve a mettere a cuccia il Parma fin dai primi minuti, coronata dall’assist per il 3-0 di Luis Alberto e da circa un centinaio di duelli vinti. C’È DI NUOVO LO SCERIFFO IN CITTÀ

Leiva 6 – Oggi il suo compito era evitare il giallo che l’avrebbe squalificato per lo scontro diretto contro l’Inter, lui lo porta a termine con ordinaria amministrazione guadagnandosi un Superottimo+faccina sorridente sul quadernino. SCOLARETTO

Dal 60′ Cataldi 6,5 – Mezzo voto in più d’ordinanza dopo il gol nel derby. Entra quando la partita è finita da qualche giorno, ciò nonostante gioca con entusiasmo e con un paio di conclusioni sfiora il gol. FORZA LAZIO CARICA

Luis Alberto 9 – Il tempo speso ad allenarsi per segnare da corner gli toglie precisione dal dischetto, il suo rigore è inguardabile ma Sepe oggi ha scordato le braccia a casa quindi poco male. Questo gli fa capire che è la giornata giusta per tornare a fare El Mago, quindi sigla la doppietta con un gran gol dal limite e serve a Lulic il 4-0. Nel secondo tempo pensa solo a divertirsi. DIEZ

Lulic 7 – Prima si guadagna il rigore del raddoppio sorprendendo Iacoponi con un cross di sinistro, poi segna il 4-0 con un colpo da biliardo che ci illude di stare sognando. MA SONO SUOI QUEI PIEDI?

Dal 76′ Durmisi 6 – Sufficienza d’incoraggiamento per il povero Riza che ce la mette tutta ma poi scivola quando sta per calciare da solo in area. E CHE SFIGA

Correa 7 – I difensori del Parma con lui hanno solo due possibilità: stenderlo o denunciarlo per circonvenzione di calciatori incapaci. Optano per la prima e fanno bene, per non arrotondare ulteriormente il risultato e perchè El Tucu sa anche come usare l’arte della parola, chiedere per conferma ad un irritato Bruno Alves. AVVOCATO

Caicedo 5 – Ci prova due volte in 10 minuti ma poi vede che non c’è bisogno di lui e scompare dal match. Almeno fino al 60′ quando reagisce con un montante alle provocazioni di Gagliolo, viene graziato da Banti, ma non da Inzaghi che lo manda negli spogliatoi dove ad aspettarlo ci sono Tare e Peruzzi armati di cattive intenzioni. CHI VINCERÀ?

Dal 65′ Pedro Neto s.v. – Al momento del suo ingresso la partita non aveva più niente da dire, lui fa poco o niente per smentire le attese. TI ASPETTIAMO

Inzaghi 8 – Dopo le 20 ore settimanali di sala video i suoi ragazzi sembrano aver capito la lezione e decidono di triturare il Parma, lasciandolo sanguinante a terra dopo solo 45 minuti. La sua Lazio è spietata e attenzione, dalla prossima torna anche Ciro. QUENTIN INZAGHINO

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