Nella vita servono delle certezze. Qualcosa su cui fare affidamento, su cui puoi sempre contare. Che non ti deluda, che ti metta al riparo da brutte sorprese. Che ti mantenga nella tua comfort zone (ahia, non dovevo dirlo? Non si possono usare queste parole brutte? Toccato un tasto dolente?) Forse è stato anche per questo motivo che Simone Inzaghi non ha mai utilizzato un turnover completo, ma ha cercato di utilizzare il più possibile certi giocatori. Una grossa mano gliel’ha anche data la poca profondità della rosa in alcuni ruoli chiave, certamente, ma quando le partite sono diventate importanti, sia in Serie A che in Europa League, l’allenatore della Lazio ha preferito puntare sul suo nucleo di pretoriani. Sui suoi giocatori chiave, utilizzati il più possibile. Perchè sapeva che di loro poteva fidarsi ad occhi chiusi. Non avrebbe avuto brutte sorprese, con loro. Non come quando apri una scatola di biscotti dalla nonna:

I biscotti della Lazio
Parte tutto da qua, dalla fiducia che ti sanno ispirare solo i biscotti. Oppure, nel caso terribile, dalla delusione che nasce dalla loro mancanza. Simone non vuole rimanere deluso. E allora ha preferito puntare tutto su alcuni giocatori, in modo da evitare delusioni, in modo da avere il rendimento massimo per più tempo possibile. Perchè i biscotti non deludono mai.

Spulciando un attimo tra le statistiche parziali di questa stagione, si nota che i giocatori più utilizzati da Simone Inzaghi sono stati proprio loro:
- Thomas Strakosha (3810 minuti)
- Marco Parolo (3198 minuti)
- Stefan de Vrij (3143 minuti)
- Lucas Leiva (3056 minuti)
- Ciro Immobile (3054 minuti)
- Stefan Radu (3001 minuti)
- Luis Alberto (2971 minuti)
- Sergej Milinkovic-Savic (2938 minuti)
Loro sono i biscotti di questa Lazio, quelli che in campo non deludono. Quelli che fanno sempre il loro dovere alla perfezione. Non ci credete? Eppure ognuno di loro somiglia proprio a uno dei biscotti italiani più famosi.
Thomas Strakosha – Plasmon
Come potrebbe essere altrimenti? Basta pensare alla crescita esponenziale che ha avuto Thomas in questi ultimi 18 mesi. Ha esordito a San Siro poco più che bambino, e adesso ce lo ritroviamo sempre in porta. Sempre pronto a volare tra un palo all’altro. Dopo una maturazione incredibile, e che non è ancora finita. Un esempio per tutti i bambini, che si ritrovano a difendere i pali delle loro squadre di calcio: si cresce, eccome se si cresce. E Thomas è sempre pronto ad accompagnarli nella loro crescita, proprio come i biscotti Plasmon. I biscotti migliori per i bambini che sognano, diventando grandi, di fare i supereroi.
Marco Parolo – Galletti
I Galletti sono dei biscotti semplici, genuini, ma che fanno sempre il loro dovere. Qualunque esso sia. Li puoi prendere sorseggiando un tè. Da soli mentre stai leggendo un buon libro. Quando hai bisogno di uno spuntino veloce, o durante colazione. Loro ci sono. Sempre. Ti aiutano a combattere la fame, nonostante non siamo mai considerati tra i biscotti migliori. O nonostante le critiche di tutti. Zitti, sempre a disposizione, sempre a testa bassa e a darsi da fare. Esattamente come Marcolino.
Stefan de Vrij – Pan di Stelle
C’è un certo punto della vita in cui fai totale affidamento sui Pan di Stelle. Sul loro gusto perfetto, sulla loro completezza, sulla loro bontà. Con loro non può capitare nulla di male, non esiste fame o depressione che non possano sconfiggere. Non esistono avversari che non possano fermare. Ci pensano loro. Sia i biscotti, che Stefan de Vrij.
Poi tocca crescere, e bisogna convivere con il fatto che non è possibile andare avanti sempre con i Pan di Stelle. Prima o poi bisogna abbandonarli. Purtroppo.
Lucas Leiva – Ritornelli
I Ritornelli sono biscotti croccanti. Molto croccanti. Tanto da poter risultare duri da masticare e superare. Durissimi. Con quel misto di granella di biscotto e granella di cacao e mandorle. Come se fossero due gusti in uno, quasi. Come se esistesse un giocatore con dei piedi eccelsi, e capace di tirare delle gran legnate.

Diciamo che come Lucas Leiva possono essere molto pesanti. Possono fare molto male. Si sconsiglia l’assunzione il lunedì mattina, oppure quando si ha la palla tra i piedi.
Biscotti bonus: Felipe Anderson – Ringo
Si parlava di brasiliani, e allora non si può non parlare di Felipe Anderson. Ecco, c’è una perfetta somiglianza tra Felipe, e i Ringo: entrambi dividono tutto il mondo in due gruppi in lotta tra loro. Tra chi preferisce i biscotti alla vaniglia, e chi al cioccolato. Tra chi è innamorato perso di Felipe e della sua classe, e chi non lo può sopportare per la sua discontinuità. Una frattura insanabile, tra due fazioni sempre una contro l’altra. Chissà se esisterà una nuova versione che riappacificherà tutti. Speriamo succeda con i Ringo, ci teniamo sicuramente di più.
Ciro Immobile – Bucaneve
I Bucaneve sono dei biscotti che prendono lo stesso nome dei primi fiori dell’anno. Quelli che nascono ancora in inverno, e che si fanno largo tra la neve. Bucandola. Proprio come fa Ciro con le difese avversarie. Dei biscotti realizzati con ingredienti semplici, ma che si esaltano al massimo nel giusto contesto. E se questo contesto manca, beh, sono tutti pronti a criticare questi biscotti, tutti pronti a dire che non sono per niente buoni, che c’è di molto meglio in giro. Mah, forse solamente perchè all’estero non hanno propriamentesfondato, tutti si mettono a criticarli. Scelta comprensibilissima, ma che ci lasciano più gusto ad assaporarceli in solitudine.
Stefan Radu – Baiocchi
Per un veterano della Lazio ci vogliono dei veterani dei biscotti. Ogni giorno che passa, tutti a dire che ci sono biscotti migliori, che oramai hanno fatto il loro tempo, che non si capisce perchè continuano a esserci ancora in circolazione. E poi. E poi ti basta assaggiarli una sola volta del ricordarti di tutti i bei momenti passati insieme. Delle volte che per te ci sono stati. E di tutte le volte che continuano tuttora a esserci. Anche gli altri biscotti devono riconoscere il carisma e il valore dei Baiocchi. Proprio come succede nello spogliatoio con Stefan:
Radu definito "il boss" 😎Strakosha che si sposta solo su richiesta di Ciro 🏃💨Tutta la poesia dello spogliatoio biancoceleste 📝🆒Credits: Instagram
Pubblicato da Top&Flop Lazio su Sabato 3 febbraio 2018
Luis Alberto – Nascondini
Oh, dei biscottini che sembrano normalissimi, ma che al loro interno nascondono un’anima di dolcissimo cioccolato? A chi mai potranno assomigliare? Ci sarà forse un giocatore della Lazio che ha tenuto nascosto il suo lato migliore? Oppure capace di nascondere completamente il pallone agli avversari? O capace addirittura di nascondersi dietro uno strano ciuffo biondo?

Non esiste, vero? Non pensiamoci nemmeno.
Biscotti bonus: Patric – Tenerezze al limone
Qualcuno ha detto ciuffo biondo? Ci sono dei biscotti, che forse sono delle tortine in realtà, completamente biondi. Adattissimi ad un calciatore che forse è un cantate in realtà. Di sicuro è un’icona pop. E poi come si può non associare la parola ‘Tenerezza‘ a questa immagine?
Sergej Milinkovic-Savic – Abbracci
‘Nessuno seppe mai se fu il Cacao ad abbracciare la Panna, o viceversa‘. Così vengono descritti gli Abbracci. E così può essere descritto Sergej Milinkovic-Savic. Nessuno seppe mai se fu la forza fisica ad abbracciare la tecnica, o viceversa. Nessuno potrà scoprire se sia nata prima la Milinkocrazia, o la giocata di suola. Di sicuro queste due componenti si fondono perfettamente tra di loro per creare il migliore tra i biscotti. Come succede per quello che è il migliore dei calciatori.

Alla fine su certe cose puoi sempre contare. Su certi giocatori, puoi farlo. Di sicuro su certi biscotti.
(Per fortuna noi possiamo anche contare sul genio di Sbiadited)
