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Masterchef Lazio

I quattro giudici di Masterchef sono già sul palco, in attesa dei concorrenti che si sfideranno per conquistare il titolo di primo Masterchef laziale. Pochi centrocampisti sono riusciti a passare le selezioni e ora formano una classe, un reparto, ma solo uno otterrà la possibilità di pubblicare il suo primo libro di “ricette del buon centrocampista” e un rinnovo in gettoni Dabo.

 

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Lucas Leiva: cuoco legato alla tradizione, cucina spesso le stesse cose (in particolare carne, tibie, degli avversari) e si vede che studia e si prepara da anni. L’abbattitore non ha segreti per lui.

Milinkovic: dopo aver vinto Masterchef Serbia prova a conquistare anche l’Italia, alcune sue preparazioni sono impossibili da replicare per via della loro difficoltà, tra mistery box e invention test sforna sempre pietanze superbe.

Parolo: tanta gavetta per lui, sta provando a fare il salto di qualità, lavoratore instancabile, ottimo per i pressure test.

Cataldi: giovane promessa della cucina alterna alti e bassi, i piatti romani sono la sua forza.

Luis Alberto: cuoco moderno, inventa abbinamenti quasi impensabili, imbattibile la sua paella rivisitata.

Correa: altra giovane promessa che però si ispira alla cucina straniera, soprannominato El Tucu per la sua abilità nel cucinare il tocco, tipico sugo di carne genovese.

Pedro Neto: prima esperienza in cucina, è riuscito a passare le selezioni nonostante le numerose assenze grazie alle sue innate qualità.

Cannavacciuolo esordisce:“Avete 1 ora e Basta a partire daaaa….adessoooo!”

Inizia la sfida e si accendono i Formelli, i concorrenti si applicano subito con le loro preparazioni e Lucas Leiva propone immediatamente un secondo preparato in poco tempo: tibia avversaria con salsa di mango rivisitata (nome ufficiale: mango Biglia giocava così bene) e verdure grigliate. Purtroppo però Bastianich non sembra gradire e tuona “Mi stai diludendo, vuoi che muoro?”. Il brasiliano torna sconsolato alla sua posizione.

Il tempo di una seconda co(ntra)ttura ed ecco che anche Luis Alberto sforna le sue patatas bravas ma tristis: patate fritte con sopra una salsa piccante e con assist di spuma Immobile. Una preparazione incredibile e innovativa che Barbieri sembra apprezzare “Finalmente non mi hai fatto il solito mappazzone, bravo”.

A seguire Milinkovic con un mix di antipasti: spalla di ornitorinco, testa di pesce, tacco di struzzo con decorazione di spuma salata creata grazie al suo uso impeccabile del sifone, che faceva roteare sopra il naso. Un piatto unico da tre stelle Michelin, e forse da 150 milioni, ma non ditelo al Real Madrid.

Poi ecco Cataldi e Parolo, il primo con un’amatriciana di pesce ben fatta ma un po’ classica, il secondo con il suo milleminuti, un millefoglie di cocco e passion fruit.

Correa propone invece un doppio pass(at)o di verdure con crostini croccanti all’interno aromatizzati al lime(sso in porta). Un piatto che gli varrà la possibilità di conquistare il posto da titolare nella prova in esterna.

Negli ultimi cinque minuti disponibili esce finalmente il piatto di Pedro Neto, ma è troppo tardi e i giudici si rifiutano di assaggiarlo. Cattiva la risposta di Locatelli “Io vengo da Londra, lì si mangia Trippier di ottima qualità e Alli di pollo fritte insuperabili, tu chi sei? Non ti conosco!”

 

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Nella prova in esterna si dividono le due squadre in titolari contro riserve: Luis Alberto, Milinkovic, Leiva e Correa da una parte e Cataldi, Parolo e Pedro Neto dall’altra. Vince la prima squadra che accede direttamente alla finale. Gli altri, dopo un estenuante pressure test, escono tutti ad eccezione di Parolo che riesce a ritagliarsi un posto nella sfida finale.

Per l’ultima prova arrivano degli ospiti d’eccezione che vengono presentati da chef Cannavacciuolo:

Il critico culinario Caicedo: uno dei migliori a mangiarsi i gol

Lo chef Leitner, divenuto famoso per la preparazione della bresaola

Lo chef FrHeinz Beckenbauer, che non ha bisogno di presentazioni

Lo chef Aaron Gordon Ramsey, uno dei più temibili critici nei programmi di cucina

I cinque iniziano a cucinare sfoggiando le loro armi migliori. Leiva continua a cuocere carne come se non ci fosse un domani abbinando a ogni taglio sempre qualcosa di diverso e servendo come dolce il tiratisù (che non ti ho toccato), Milinkovic invece armeggia strumenti mai visti suscitando l’interesse degli chef stranieri, Parolo prepara il suo menù degustazione, Correa tira la pasta e Luis Alberto lancia molliche di pane a Milinkovic, pensando di poterlo mandare in porta.

Dopo ben 90 minuti di preparazione i centrocampisti si presentano davanti ai quattro giudici e agli esperti della giuria che, dopo averli assaggiati tutti e aver decretato che la Lazio ha uno dei migliori centrocampi in Italia, si ritirano per decidere il vincitore.

Siamo tutti d’accordo?

Il vincitore della prima stagione di Masterchef Lazio è….

MILINKOVIC SAVIC!

Prende la parola Cannavacciuolo:“Complimenti Sergej, sei il più talentuoso qui in mezzo e sei anche giovane, hai ampi margini di miglioramento. Sai usare tutti gli strumenti da cucina manovrandoli con sicurezza, cosa che però non deve trasformarsi in sufficienza, mi raccomando. Sei bravo a mischiare i sapori unendo l’acido all’amaro, aggiungendo quel tocco salato e offrendo un retrogusto dolce. Tecnicamente sai fare tutto dalla pasta alla carne al pesce fino al dolce, per noi sei il migliore qui dentro. Continua così”.

E ora veloce, rinnova prima che ti si portino via.

 

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