“Scriviamo qualcosa su Caicedo“. Bella impresa. Da dove cominciare? Ovviamente, facendo quello che qualsiasi tifoso laziale che segue il mercato biancoceleste fa puntualmente ad ogni nome sparato dalle testate giornalistiche: aprendo YouTube e immettendo le parole “Felipe Caicedo” nel campo di ricerca. Se provate a farlo, i risultati saranno principalmente due video scamuffi sulla penultima stagione dell’ecuadoriano passata all’Espanyol. Sì, la penultima, nella scorsa annata ha fatto 2 gol in 29 presenze, che video vuoi farci?
Avete visto anche voi le scarpe con le paillettes, vero? Ma si scrive così paillettes?
Le immagini ci mostrano un attaccante fisico (abbiamo intenzione di soprannominarlo l’Uomo Grosso, vi piace?), dotato di una buona velocità ma soprattutto di un fattore imponderabile, che probabilmente giustifica l’acquisto voluto dal buon Tare.
In questi video Caicedo segna in modi inimmaginabili: di rimpallo, di sguincio, di inciampo, senza volerlo. A onor del vero un paio di gol sono anche belli da vedere, c’è una rasoiata da fuori area niente male, ma tant’è. Vi sembra un quadro pessimistico del giocatore? Un profilo che non aggiunge niente a quello già piuttosto triste di Djordjevic? Si vede che non avete abbastanza fiducia in noi, redimetevi recitando dieci Patric Nostro. Al contrario, ci sono tutte le premesse per poter ergere a mito un altro calciatore biancoceleste. Da quanto raccontato finora, infatti, è evidente che l’Uomo Grosso sia provvisto di un talento che alla Lazio, e soprattutto a Djordjevic, manca da tanto tempo.
E no, non è quello a cui state pensando. Maliziosi.
È questo.
No, non smetteremo mai di citare Boris
Rifletteteci. A Djordjevic va tutto storto da quel Lazio-Milan di tre stagioni fa, quando invece di segnare un gol già fatto ha deciso di distruggersi il perone. Da allora è successo di tutto: doppi pali in finale di Coppa Italia, rasatura dei capelli, inspiegabile incapacità di eseguire qualsiasi azione anche lontanamente vicina al gioco del calcio. La Dea Bendata ha decisamente voltato le spalle al povero Filip e questo non è passato inosservato agli occhi glaciali e attenti di Tare. Il ds biancoceleste ha quindi cominciato la sua ricerca su YouTube (sì, anche Tare fa ricerche su YouTube, solo che le fa prima di noi) e si è imbattuto nelle mirabolanti avventure di Felipe Caicedo con la maglia dell’Espanyol. Al grido di “Eureka!” e “Si può Tare!“*, il buon Igli ha quindi provveduto a portare a Formello quello che è sempre mancato in questi anni e che potrebbe essere decisivo, specie in una partita secca come la Supercoppa che si giocherà domenica. Sì, domenica prossima, è già arrivata. No, non siete pronti. Tranquilli, non lo siamo manco noi.
Perché la tecnica, le doti fisiche, la tattica, la preparazione della partita sono importanti. Ma mai quanto una bella botta di culo. E allora ecco trovato il ruolo dell’Uomo Grosso.
Sarà il nostro talismano.
E poi se n’è andato Biglia, che per quanto riguarda le finali è carico di jella. Sarà mica la volta buona?
*Nota dell’autore: chiedo umilmente perdono per la battuta “Si può Tare!”. Sarà di bassa lega ma a me piaceva.
Toglietemi tutto, ma non il mio Boris
