Dove eravamo rimasti? Ah già, Lazio-Inter 2-3. Al gol di Marusic e Felipe Anderson hanno risposto prima D’ambrosio ed Icardi, poi Vecino consegnando una preziosa vittoria alla squadra di Spalletti. Una vittoria che è valsa la Champions League. Era il 20 maggio e la squadra di Inzaghi ha visto, con una capocciata dell’uruguayano Vecino (gli uruguayani hanno un cuore differente eccetera, eccetera…), vedeva andare in frantumi gli sforzi di una stagione intera. Cosa è cambiato da allora? Beh c’è Ronaldo in Serie A; Caicedo, Marusic e Wallace sono diventati dei goleador; de Vrji è passato dall’altra parte ed un sacco di cose, in realtà. Andiamo a vederle:
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20 maggio, una ferita insanabile? Manco tanto…
In effetti ad inizio stagione, vedendo la squadra lenta e molle, la sensazione è stata che quella sconfitta del 20 maggio abbia aperto una ferita insanabile nell’ambiente laziale. Fine di un ciclo? Squadra depressa per aver fallito l’obiettivo dopo gli sforzi disumani messi sul campo? L’impressione di una squadra spremuta ce l’avevano tutti. Il merito,e qui bisogna essere sinceri è sempre di Simone Inzaghi. Il tecnico ha rimesso insieme i cocci dando nuova linfa ad una squadra che non gioca bene come lo scorso anno, ma appare più cinica, esperta e matura. Se è vero che le delusioni fanno crescere, qualcosa deve essere successo dopo quel 20 maggio. Questa Lazio ora sa gestire le partite, sa soffrire, e sa vincere anche in maniera sporca, cattiva e (anche) brutta. L’altro merito è stato sicuramente quello di aver tirato fuori alternative tattiche. Nono, il modulo è sempre il 3-5-2, state sereni. Però questo modulo lo si sta interpretando in maniera diversa grazie al recupero di giocatori come Caicedo e all’inserimento ottimale di altri come Correa. Il modulo è quello, ripetiamo, ma ci sono tante soluzioni offensive e tanti modi di metterlo in campo. Cara Inter, cosa è cambiato da quel 20 maggio? La Lazio è diventata grande: non più sbarazzina 18enne bella e dannata, ma saggia e matura.
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Spalletti, “i laziali” e la crescita dell’Inter
Qualcuno ha considerato “fortunosa” la qualificazione in Champions dell’Inter. Opinabile. In effetti nell’arco della scorsa stagione la squadra nerazzurra ha palesato grossi limiti ed incostanza, conquistando dei punti in maniera rocambolesca. Alla fine della fiera però, la dura legge di questo sport è che a parlare è la classifica. Però, da quel 20 maggio, l’Inter sembra essere diventata una corazzata. Forse spinta proprio da quel gol di Vecino la squadra di Spalletti sembra essere diventata molto più forte, solida, organizzata e attrezzata. Il terzo posto attuale, forte anche di un grande calciomercato in estate, ne è la prova. Quindi, la matura Lazio di Inzaghi dovrà stare molto attenta: contro l’Inter sarà un vero e proprio incrocio di fuoco. Servirà la partita perfetta.
Ah già, è cambiata anche un’altra cosa: per la serie “Vado a Milano per vincere”, è cresciuta la colonia laziale in nerazzurro: al veterano Candreva, si sono aggiunti, alla corte di Spalletti, anche Stefan de Vrij e Keita Balde Diao. Una menzione speciale va all’olandese, che quel 20 maggio era in campo ma con l’altra maglia, quella con l’aquila sul petto. Quella volta furono lacrime per lui, chissà se… Non sara di nuovo così. Vogliamo immaginarci Lulic, Radu, Immobile, forse anche lo stesso Inzaghi, che hanno una gran voglia di vincere e magari andare a dire loro a fine partita: “Anche qua non è che si sta tanto male…”.
Cosa è cambiato dal 20 maggio ad oggi? Un sacco di cose, come abbiamo visto. Ma soprattutto c’è una squadra, la Lazio, che ha voglia di Vendetta.
