Il seguente articolo tratta un tema natalizio: per apprezzare appieno la lettura, posizionarsi davanti al camino con una coperta addosso e una tazza di cioccolata calda. Se non avete un camino potete trovarlo su Netflix.
Tra un paio di giorni saremo quasi tutti in ferie a goderci il Natale in famiglia: tra la gente che lavora, però, c’è anche un simpatico vecchietto con una lunga barba bianca che, nonostante gli anni che passano, non ne vuole proprio sapere di smettere.
No, non stiamo parlando di Billy Gibbons degli ZZ Top, ma di Babbo Natale.
Quest’anno Santa Claus dovrà fermarsi un po’ di più sui cieli di Formello visto che ci saranno ben due bambini in più da rendere felici: stiamo parlando, ovviamente, di Pedro Neto e Bruno Jordao.
Chissà se i due baby biancocelesti hanno scritto le loro letterine a Pai Natal, magari chiedendo in dono qualche presenza in più, e chissà se le hanno spedite al Polo Nord o a mister Inzaghi, che nel frattempo starà scrivendo la sua lista dei regali per il mercato di gennaio.
Intanto Neto e Jordao vivranno le loro prime feste nella nuova famiglia di Formello, già contagiata dalla magia del Natale (sì, ci riferiamo alla cravatta di Marco Parolo), la stessa magia che si respira da Braga a Roma, dal Portogallo alla Lapponia: quella magia che lega quel simpatico vecchietto di cui parlavamo prima e due ragazzini di 19 e 17 anni.
Ma cos’hanno in comune Pedro Neto, Bruno Jordao e Babbo Natale? Più di quanto crediate.
IL VESTITO ROSSO
Che sia il rosso del Portogallo Under-18/19/20 (quest’anno Pedro Neto, il più piccolo tra i due, ha esordito con tutte e tre le rappresentative) o dello Sporting Braga, per adesso non abbiamo ancora visto i due portoghesi a tinte biancocelesti. La speranza è quella di vedere prima loro due con le maglie della Lazio che Babbo Natale, anche perché non riusciamo proprio ad immaginare come si potrebbe inserire negli schemi di Inzaghi.
E poi ci hanno detto che regala troppi palloni agli avversari.
STESSO NUMERO DI PRESENZE CON LA LAZIO
Come già sapete tutti, Pedro Neto e Bruno Jordao non hanno ancora fatto il loro esordio con la Lazio.
La vera notizia che vi diamo in esclusiva, udite udite, è un’altra e ha del clamoroso: un giramondo come Babbo Natale non ha mai giocato nella prima squadra della Capitale. Ma mica la capitale di un paese qualsiasi eh, stiamo parlando di Roma e dell’Italia, dove la sua figura è radicata nell’immaginario collettivo. Assurdo.
(Precisiamo che siamo ironici, non vorremmo che tra le letterine che arrivano al Polo Nord in questo periodo ci fosse anche un’offerta diretta all’agente di Babbo Natale)
MA ESISTONO Sì O NO?
Concludiamo con una domanda decisamente complicata.
C’è un momento nella vita di ogni bambino in cui ci si chiede se abbia senso credere in un signore vestito di rosso che consegna regali a tutti i bambini del mondo in una notte sola, viaggiando su una slitta trainata da renne volanti e scendendo dal camino anche se in sovrappeso.
Per non parlare del momento in cui scopri che quei personaggi che vedi nei centri commerciali sono solo degli impostori travestiti, come quelli dei film o delle pubblicità.
Andiamo, chi può dire di aver mai visto il vero Babbo Natale? Nessuno.
Ma nel frattempo, chi può dire lo stesso di Pedro Neto e Bruno Jordao? Ecco.
Torniamo al punto di partenza: la magia del Natale.
Tutto questo per dire che le cose esistono soltanto se ci credi, e se dell’esistenza di Babbo Natale siamo sicurissimi, riguardo quella di Pedro Neto e Bruno Jordao abbiamo ancora dei dubbi.
