Search

Essere laziali a Napoli | La tua Lazio

Io tifo Lazio: ancora una volta gli autori siete voi. Stavolta ci scrive Giovanna C. dalla terra in cui il calcio viene vissuto nella maniera più passionale possibile: la Campania. A lei la parola.

Essere laziali non è semplice nel Lazio che si divide tra biancocelesti e giallorossi. Ma non lo è nemmeno in Campania, dove il cuore (non il mio) batte per il Napoli.
Ebbene sì, una campana che ama la Lazio quando ha a disposizione, a circa 30 km, lo stadio della propria città, in quello stesso stadio dove lavora da quasi 12 anni e, nonostante ciò, mai un’esitazione sulla squadra da amare: la prima squadra della Capitale.

La passione per la compagine biancoceleste è nata dopo i 10 anni, grazie al grande Alessandro Nesta: a quell’età non potevo capirne molto di calcio, mentre di bellezza… Diciamo che sono sempre stata una buongustaia. Poi sono arrivati gli anni d’oro di Cragnotti e la Lazio non poteva che spiccare il volo come il nostro simbolo, l’aquila, incassando successi anche a livello europeo; in quegli anni non potevi non innamorarti di quella squadra, di quei bellissimi colori come il cielo immenso.

Io tifo Lazio nonostante Nesta

Con l’addio di Nesta avrei potuto tifare Milan e non ci sarei andata male, date le vittorie e un palmares da far invidia; ma quando la Lazio ti entra nel cuore, è difficile disinnamorarsi. Penso di essere nata con l’aquila sul petto, che questa squadra abbia scelto me e, a volte, non posso che immedesimarmi nella sua storia fatta di alti e bassi, di strade spianate e tortuose… Una storia il cui motto è “non mollare mai”.

Inizialmente pensavo di essere un pesce fuor d’acqua qui a Napoli, ma grazie ai social mi sono dovuta ricredere: ci sono tanti matti come me che seguono il proprio cuore senza essere condizionati da familiari o dalla posizione geografica e così, nel lontano 2009, ho creato un gruppo (Laziali della Campania…uniamoci) ribattezzato nel 2014 in “Campania Biancoceleste”.

Grazie a questo gruppo sono nate molte amicizie e si ha la possibilità di organizzarsi in “trasferte” a Roma e non solo. Per motivi lavorativi mi riesce difficile andare spesso allo stadio Olimpico anche se, prima della protesta, cercavo di approfittare di ogni anticipo/posticipo: lavorando al San Paolo (ironia della sorte) alcune partite le seguo in radio, sempre con il cuore a mille… Ma il battito accelera il triplo quando la Lazio viene a Napoli. Per me è una sorta di “derby” dato che sono circondata da tifosi partenopei che, tra l’altro, non vedono di buon occhio le squadre romane, e ciò fa aumentare ancora di più gli sfottò: nessuno tollera che si tifi una squadra diversa dal Napoli.

“E io tifo Lazio, tiè”. Già mi tremano le gambe quando vado in stazione e in hotel ad omaggiare qualche calciatore, poi il giorno della gara l’ansia sale sempre più, un miscuglio di emozioni come se vedessi la Lazio per la prima volta… Mi ripeto sempre che mentre lavoro non posso distrarmi, ma leggere per l’intera giornata la parola “Lazio” ovunque non aiuta di certo, il cuore batte talmente forte che anche chi mi sta accanto lo avverte…ma soffro in silenzio, stringo i denti quando magari vorrei urlare davanti ad uno stadio pieno di tifosi napoletani “Forza Lazio, ci siamo anche noi qui”. So che rischierei, ma ne sarei fiera.

Write a response

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Close
Laziocrazia.eu © Copyright 2018. All rights reserved.
Close