Inzaghi era già stato nei sogni. Era diventato un esperto, ma quel mondo parallelo lo spaventava e attirava allo stesso tempo. Era un universo pericoloso che gli aveva già dato tanto, regalato grandi emozioni. Ma poi si era allontanato.
Inzaghi aveva vissuto anni gloriosi alla Lazio portandosi a casa un campionato e una Supercoppa europea. In quei sogni dal sapore europeo ci si trovava bene, sapeva sempre cosa fare, aveva l’istinto naturale dell’attaccante, cosa che lo portò anche a stabilire il record di reti in una singola partita di Champions League.
6 ANNI DOPO
Ti do due minuti per disegnare un labirinto che ne richieda uno per risolverlo
In seguito all’abbandono del calcio giocato Simone si sta costruendo una carriera da allenatore con la sua squadra, che non abbandona mai. Per questo ha accettato di allenare prima gli Allievi Regionali, poi quelli Nazionali e infine la Primavera. Fino a quando, uno strano giorno, non viene contattato da una persona molto importante che gli promette di restituirgli tutto quello che stava cercando: l’amore dei suoi tifosi, il calcio che conta, le ovazioni, il lancio che aspettava per la sua futura carriera da allenatore. Ma questo signore, di nome Lotito, in seguito a una grande delusione arrivata pochi mesi prima per colpa del Bayer Leverkusen, gli chiede di svolgere un compito assai difficile. Inzaghi deve infatti creare un innesto all’interno della Lazio, forgiare nella mente dei suoi tifosi prima e concretizzare poi, l’idea della Champions League.
Un obiettivo da raggiungere difficile, ma non impossibile. Un compito talmente complicato che richiede l’aiuto di un esperto, Inzaghi appunto, che deve ritornare nel mondo dei sogni, andando addirittura oltre. Per completare il tutto, infatti, è necessario accedere fino al terzo livello del sogno.
1 livello
Qual è il parassita più resistente? Un’idea!
Una singola idea della mente umana può costruire città!
Un’idea può trasformare il mondo e riscrivere tutte le idee!
Ed è per questo che devo rubarla!
Al suo primo anno con la Lazio Inzaghi mette insieme una squadra competitiva che possa aiutarlo al compimento della sua missione, ponendo le basi per riuscire a passare al livello successivo. Al passaggio di ogni livello dovrà avere qualcuno che rimane sveglio e che possa poi dare “il calcio” agli altri per riuscire a svegliarli. Serve quindi una scoperta, qualcuno che esploda e diventi un giocatore affidabile. Nasce così Milinkovic-Savic, che grazie al mister riesce finalmente a diventare protagonista e a condurre la sua prima stagione ad alti livelli.
Inzaghi riesce a qualificarsi per l’Europa League mostrando ai suoi tifosi un gioco fluido e a tratti spumeggiante, ponendo in questo modo le basi per il futuro.
Simone utilizza sempre il suo totem, un oggetto di cui solo lui conosce peso ed equilibrio grazie al quale riesce a capire se è tornato alla realtà o si trova ancora all’interno del sogno. Questo totem è rappresentato da Ciro Immobile, attaccante di razza (proprio come l’allenatore della Lazio) che continua imperterrito a segnare. Il giorno che non riuscirà più a realizzare marcature, Inzaghi saprà di essere tornato alla realtà.
Simone conta i goal di Ciro: sono 26.
2 livello
Qualcuno non poteva sognare una merdosissima spiaggia???
È il secondo anno quello della consacrazione, quello che porta Inzaghi a far parlare tutti di sé. Che porta la Lazio ad essere considerata tra le grandi e stavolta ancora più vicina alla Champions League, anche se manca ancora qualcosa. Inzaghi infatti, nella sua miglior stagione da allenatore, deve fare i conti con i fantasmi del passato. Essendo un attaccante conosce poco la fase difensiva e la sua squadra ne risente, la Lazio stabilisce il record di goal segnati in Serie A ma viene penalizzata dall’eccessiva leggerezza in fase difensiva.
Il piacentino prende coscienza di dover ancora migliorare qualcosa, che serve maggiore solidità per poter ambire alla Champions League. Una qualificazione mancata all’ultima giornata, una semifinale di Europa League non arrivata per colpa di pochi minuti di disattenzione, una finale di Coppa Italia svanita a causa della lotteria dei rigori: il suo sogno, per qualche giorno, è sembrato più un incubo. Nel frattempo, però, trova l’uomo che dovrà rimanere sveglio, la sorpresa dell’anno. Luis Alberto realizza 12 goal e 21 assist.
Nella sua avventura si porta sempre dietro, dall’inizio del primo livello, un “architetto” professionista della difesa che possa aiutarlo durante il suo percorso e rimediare a ciò che più lo mette in difficoltà. Stefan de Vrij riesce quindi a gestire le situazioni più complicate e dà una mano ai suoi compagni, è l’uomo che in mezzo alla tempesta riesce a tranquillizzare tutti. Purtroppo però inizia a perdere la testa sul finale, fino a quando non decide di abbandonare la squadra di Inzaghi.
Simone conta i goal di Ciro: sono 41.
3 livello
Nonostante le delusioni dell’ultimo anno Inzaghi giunge finalmente al terzo livello dove confida di raggiungere una volta per tutte il suo obiettivo finale; grazie a un esperto di scambio di volti riesce a sostituire de Vrij con Acerbi, rilancia i suoi titolarissimi sperando in una nuova piacevole scoperta, combatte nuovamente i fantasmi della difesa che si riaffacciano ma continua, senza lasciarsi scalfire dalle polemiche, verso la meta. Il suo sogno continua…
Ciro ha già ripreso a segnare.
