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Il frasario di Simone Inzaghi per la vita quotidiana

Le interviste a fine partita possono essere molto interessanti. Sono delle occasioni in cui gli allenatori e i calciatori possono offrire il loro punto di vista su che cosa ha funzionato e cosa no nel match appena concluso. Possono essere interessanti perché,  in realtà, molte volte allenatori e calciatori non aggiungono niente di nuovo. Nessun punto di vista particolare, nessuna riflessione originale, niente di che. O delle frasi di circostanza, oppure frasi che ripetono sempre. Come se fossero dei mantra. Un po’ come ci ha abituato qualche volta anche Simone Inzaghi.

Ebbene sì, anche il nostro Mister a volte è ripetitivo nelle interviste. Ci sono delle frasi che gli piacciono particolarmente. E c’è un motivo molto semplice: perché sono frasi che possono essere applicate in ogni contesto. Anche nella vita quotidiana di chi non ha niente a che fare con il calcio. Non ci credete? Dovreste invece. Le frasi tipiche di Simone Inzaghi sono veramente adatte a qualsiasi occasione.

SPIACE

Forza, trovate un’occasione in cui, dopo un risultato negativo, Simone Inzaghi non abbia detto questa frase. Praticamente mai. È diventata la sua parola d’ordine, oramai anche nell’ambiente laziale si commenta qualsiasi cosa così. Spiace. Potete provare anche voi a casa.

Inizia a piovere nel momento esatto in cui uscite di casa? ”Spiace”.
Perdete il treno per qualcosa come quattro secondi? ”Spiace”.
Vi hanno rigato la macchina? ”Spiace”.
Wallace? ‘Spiace‘.

COMPLIMENTI AI RAGAZZI

Però se una partita va bene, ecco piovere allora complimenti. Complimenti che Simone Inzaghi gira sempre e subito ai suoi ragazzi, come li chiama lui. Ai calciatori che scendono in campo e permettono di ottenere la vittoria. Perché il merito di una vittoria non è solo di un allenatore, ma anche di tutti quelli che scendono in campo. Voi sapreste girare ad altri tutti i complimenti che vi fanno?

‘”Stai proprio bene con questo nuovo taglio di capelli!'”

Sì, complimenti soprattutto ai ragazzi del parrucchiere, sono stati bravissimi, ci hanno creduto tantissimo e alla fine hanno ottenuto questa vittoria che per loro significa moltissimo.”

ABBIAMO GIOCATO BENE I PRIMI VENTI MINUTI

Un nuovo arrivo, che sta rapidamente scalando le classifiche di gradimento e di utilizzo da parte del mister. In questa ultima settimana grigia, in cui ci sono state due bruttissime sconfitte e la vittoria sofferta contro la Fiorentina, si è sentito spesso questa frase da Simone Inzaghi: ‘Abbiamo giocato bene i primi venti minuti‘. Forse tutta la squadra era preda di un’amnesia fortissima, per cui si sono dimenticati che le partite durano 90 minuti. Comprensibilissimo. La bellezza di Patric può oscurare tutto il resto del mondo, e far dimenticare qualsiasi cosa.

Frase che si può usare perfettamente anche per giustificare una prestazione poco appagante sotto le lenzuola.
“Amore, questa sera non è stato gran che…”

“Mah, abbiamo fatto bene i primi due minuti, poi è arrivato un senso di appagamento e siamo crollati fisicamente. Spiace, ma dobbiamo concentrarci per resistere più a lungo.”

GLI EPISODI CI HANNO SFAVORITO

Purtroppo è cosi, nel giuoco del calcio serve anche avere un po’ di fortuna dalla propria parte. E se manca, beh, è dura rassegnarsi, ma si rischia di non andare avanti. Solo che non bisogna limitarsi a puntare il dito solo sulla sfortuna. Bisogna capire dove si ha sbagliato, e cosa si poteva fare per migliorare.
Un po’ come succede quando si prende una multa, ad esempio.

Purtroppo la presenza dell’autovelox ci ha sfavorito, peccato, non la meritavamo. Così rischiamo di rovinare una stagione che stava andando bene, non dobbiamo farci demoralizzare da questi episodi.”

TESTA BASSA E LAVOREREMO PER RIPARTIRE

Anche questa frase sta crescendo in popolarità durante questa stagione. Forse perché l’inizio non è stato proprio entusiasmante, c’era molto su cui bisognava lavorare. Senza pensare ad altro, senza distrazioni. Concentratissimi sull’obiettivo finale. Anche se i risultati non sembrano arrivare subito, ma bisogna avere pazienza e non smettere mai di impegnarsi. Soprattutto quando la situazione non è delle migliori. Come quando bisognerebbe mettersi a dieta, ad esempio.

“Comunque dovresti buttare giù qualche chilo, lo dico per te’

“Lo sappiamo, è un momento difficile, adesso non dobbiamo pensare ad altro. Testa bassa, lavoreremo duramente per migliorare perché possiamo essere meglio di così e lo sappiamo. Dobbiamo capire cosa non va, e ritrovare la giusta serenità.”

NEL MIGLIORE DEI MODI

Cambiamo momentaneamente tipo di intervista: non più post-partita, stavolta anticipiamo il tutto e andiamo a quelle del re-partita. Per Inzaghi bisogna giocare ogni partita nel migliore dei modi. Bisogna esordire in una competizione “nel migliore dei modi”. Si deve riprendere dopo una sosta delle nazionali “nel migliore dei modi”. Bisogna gestire tutte le competizioni “nel migliore dei modi”. Bisogna curare la fase difensiva “nel migliore…ah no scusate, non so cosa sia”.

via GIPHY

Dai, quante volte dite che dovete fare qualcosa nel migliore dei modi?

“Ragazzi, c’è bisogno di un qualche articolo divertente, avete delle idee?”

“Tranquillo direttore, ho in mente questo articolo, ti assicuro che lo farò nel migliore dei modi, perchè è importante per partire bene e conquistare il nostro pubblico.”

LEIVA DOPO UNA SETTIMANA CHIAMAVA TUTTI I COMPAGNI PER NOME

Lucas Leiva l’abbiamo conosciuto tutti benissimo l’anno scorso. Della qualità che ha mostrato, e della sua importanza nella squadra. Eppure dovevamo già intuirlo dalla presentazione che ne faceva Inzaghi all’inizio della scorsa stagione: ripeteva sempre questo particolare. Che Lucas si fosse talmente ambientato da sapere già tutti i nomi dei suoi nuovi compagni. Così, per lodare il più possibile Leiva. Anche per far capire l’importanza di questo giocatore, che mancava così tanto alla Lazio.

Così, non appena qualcuno si reputa migliore di altri, bisogna ricordargli di Leiva. Non appena qualcuno loda pubblicamente un’altra persona, bisogna ricordargli di Leiva.

”Massì, sono appena tornato da New York, adesso mi preparo per andare a Melbourne, poi Tokyo, Pechino e Dubai. IO sono uno che gira il mondo, sai.”

Sì, però Leiva dopo una settimana a Roma chiamava già i compagni per nome.”

Oppure:

“Incredibile, mio figlio ha solo 5 mesi, e suona già le sinfonie di Beethoven al pianoforte, ha vinto il Premio Nobel per la Medicina, ha corso la maratona di New York in 2 ore e 30 minuti e dorme tutta la notte senza piangere!”

Bravissimo, ma Leiva, dopo pochi giorni che era arrivato, chiamava già tutti i compagni per nome.’

Così, per rimettere al loro posto chi si inorgoglisce. Persino il Re Serse scomparirebbe, confrontato a Lucas. Serse. Il figlio di Dario, il Re dei Re. Quello alto, che prima faceva le magistrali…Ma dai, quel Serse? Sì. Lui non è mai stato allenato da Inzaghi. Lui non ha mai usato queste sue frasi tipiche.

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