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God of War: Kratos Berisha

Una figura possente si avvicina sull’orlo della scogliera, fino ad affacciarsi sul mare in tempesta. La sua pelle bianca contrasta con il rosso della pittura che gli segna il corpo, la sua espressione stanca cozza con la forza che suggeriscono i suoi muscoli. “Gli dèi dell’Europa League mi hanno abbandonato” pensa Kratos Berisha. “Ora non c’è più speranza“. Gli basta un passo per ritrovarsi nel vuoto, a cadere verso l’oblio, con la sola voglia di dimenticare quello che è stato. C’è quasi un sorriso ad increspare le labbra del guerriero kosovaro mentre le rocce che affiorano dall’acqua si avvicinano sempre di più. Finalmente non dovrà più pensare a quella notte in cui tutto è andato perduto

Kratos Berisha si sveglia e si guarda intorno, l’Egeo stampato in mente come ultima immagine vista in vita. Ma quelli non sono gli inferi e lui non è morto. Davanti a lui c’è una figura: è Inzaghi, Dio della Saggezza, che lo ha salvato dalle acque agitate del mare. Confuso, Kratos Berisha chiede alla divinità: “Perché lo hai fatto? Cosa vuoi da me?“. Inzaghi lo guarda a lungo in silenzio e infine risponde: “Innanzitutto voglio fare i complimenti ai ragazzi“. Kratos Berisha è ancora più confuso. “Ho una missione per te” – continua Inzaghi – “Distruggi il Dio della Guerra Garcia, e potrai dimenticare il tuo passato“. “E come posso fare?“, replica il guerriero. “Il Salisburgo non riuscirà mai più ad arrivare in semifinale. Io non riuscirò mai a dimenticare quell’eliminazione contro il Marsiglia“. Ma Inzaghi è sicuro: “Ce la farai, ti aiuterò io nel migliore dei modi. Prendi quest’arma, ti permetterà di affrontare il viaggio“. Il dio tocca il petto di Berisha Kratos, dove compare per un attimo un’aquila stilizzata. Le sue pitture da rosse sono diventate azzurre come il cielo sopra Sparta, le sue gambe sono pervase da un nuovo vigore. “Adesso combatterai per la Lazio” gli dice Inzaghi. “Va’, compi il tuo destino e trova la pace e una qualificazione meritata“.

Come un’anima tormentata, Kratos Berisha comincia ad aggirarsi per i campi d’Italia, sbarazzandosi con facilità di qualsiasi nemico gli si pari davanti. Rabbioso, implacabile, impietoso si abbatte su chi vuole sbarrargli la strada, ed ogni volta che viene atterrato si rialza più carico d’ira. Arrivato a Parma trova i suoi compagni sotto attacco e si unisce alla battaglia, funestando i nemici con la Furia di Malmö e riuscendo a far volgere le sorti dello scontro in suo favore. Per ringraziarlo dell’aiuto, l’Oracolo serbo di Lleida indica a Kratos Berisha la strada per il Vaso di Pandora, l’unica arma che può sconfiggere Garcia.

 

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😃 Find someone who’s gonna hug you like Sergej’s embracing Valon… @valon.berisha14_official has been named #ParmaLazio MVP 🔥 #CMonEagles 🦅

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Kratos Berisha prosegue per la sua strada e, nonostante qualche difficoltà come un piccolo problema alla caviglia (“Spiace” è il commento di Inzaghi), riesce finalmente a superare le prove che portano al Vaso di Pandora. Il Fantasma di Malmö scoperchia lo scrigno lavorato e dentro non trova nulla. Incredulo, Kratos Berisha si gonfia di rabbia fino a diventare un gigante, grande tanto quanto il Marsiglia finalista di Europa League. E allora capisce: l’arma segreta per sconfiggere il Dio della Guerra non è altro che la furia cieca. Consapevole della propria forza, Kratos Berisha si dirige verso lo scontro finale con Garcia, che lo attende paziente all’interno del Velodrome. Per esorcizzare il passato e per prendere il posto del violinista come nuovo Dio della Guerra.

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