Sappiamo già che sarà una domenica sera di passione. Perchè Fiorentina-Lazio è proprio una faticaccia. Per tutti. Dai calciatori, costretti ad ore ed ore di corsa su quel campo funesto, fino a noi. Confinati a casa in delle interminabili sedute spiritiche, in cui il mondo sembra fermarsi e l’arbitro non fischiare mai. Questa partita ci causa alterazioni sensoriali e stati di incoscienza nei quali terminano matrimoni e si strappano contratti d’affitto. Ritrovarsi in mezzo alla strada dopo aver molestato con le proprie urla interi isolati, non è piacevole, credeteci.
Perchè pensate che il settore ospiti a Firenze sia sempre stracolmo?
La settimana post-derby deve avervi fatto dimenticare cosa significhi questa trasferta, da sempre ricca di emozioni, errori arbitrali e qualche centinaia di minuti di recupero. Quindi è nostro dovere rispolverare alcuni degli ultimi incontri con i viola, così da mettervi in guardia e farvi entrare in clima partita.
Attenzione: Se a fine articolo non avrete un coltello da cucina tra i denti, rileggetelo fino al manifestarsi di quest’ultimo tenuto stretto tra i molari.
Fiorentina-Lazio 1-3 (2015/2016)
Iniziamo soft, con questo match che si può considerare ricco di intrecci. In panchina c’è Pioli, oggi schierato tra le fila nemiche. In campo gioca Milinkovic, ma non con la maglia viola che aveva rifiutato in estate, mentre è Berisha a difendere i nostri pali, tornato da qualche mese a Roma come centrocampista dalle doti discutibili.
Non che come portiere fosse meglio.
Comunque, una Lazio disastrosa arriva al Franchi nel giorno del suo centosedicesimo compleanno, affrontando la Fiorentina che in caso di vittoria volerebbe prima in classifica. La partita smentisce le attese e andiamo in vantaggio con Keita, lo 0-1 è il risultato più giusto e ci apprestiamo a tornare negli spogliatoi.
Se non fosse che poi nel giro di tre minuti (dal 93′ al 96′) Sergej si inventa il suo primo gol in Serie A, Berisha l’ennesima papera (per i dettagli vedere sopra) e Anderson segna la rete più inutile della sua carriera.
Tutto bellissimo eh, poi il gol di Sergej tanta roba. Ma era proprio necessario?
Fiorentina-Lazio 0-2 (2014/2015)
La stagione è quella precedente, ma il finale di partita è pressoché identico. La Lazio è avanti 0-1 e l’arbitro (che per evitare ritorsioni non nomineremo) assegna solamente otto minuti di recupero. Il secondo recupero più lungo della storia della Serie A. Tutto merito delle reiterate perdite di tempo dei biancocelesti, colpevoli evidentemente di aver interrotto qualsiasi azione a partire dal terzo minuto gioco per puro e sadico divertimento. Non c’è altra spiegazione.
Comunque (dopo un lunghissimo assedio tra le nostre atroci sofferenze) Lulic al 92′ segna lo 0-2, spiace.
Fiorentina-Lazio 3-4 (2017/2018)
Partita fresca fresca che affiora alle nostre menti come un trauma, ma dal finale tutto sommato positivo. Un po’ come subire una rapina a mano armata per poi tornare a casa privi di ogni cosa, compresi i sentimenti, però illesi. Un breve riepilogo:
- Sportiello espulso per fallo di mano fuori area al 7′
- Murgia espulso al 14′ per simulazione di Chiesa
- Inzaghi espulso al 36′ per crisi nervosa e minacce al quarto uomo
- Rigore negato su Leiva che dopo il contrasto perde per qualche minuto l’uso di una gamba
- 5+1+1+1+ ∞ minuti di recupero, ancora stanno giocando e, visto che ci sono, domenica sera si cambiano e poi si ricomincia da zero.
In tutto questo Veretout segna tre gol, Luis Alberto due, Caceres e Anderson uno a testa e nel settore ospiti si contano circa un migliaio di svenimenti.
Quella che si direbbe una partita tranquilla.
Il Franchi maledetto a cavallo dei due secoli
Veniamo al tasto dolente, perchè finora vi abbiamo raccontato partite surreali ma terminate comunque con la vittoria finale. Nel 98/99 e 99/2000 però, andare a Firenze ha significato perdere (quasi) due scudetti.
- Fiorentina-Lazio 1-1 (98/99): penultima giornata, la Lazio è in testa, distanziata di un solo punto dal Milan secondo. Perderemo quello scudetto proprio a Firenze, dopo una partita drammatica. Nel primo tempo Vieri risponde al vantaggio di Batistuta, mentre la ripresa assumerà i contorni del presagio: traversa di Vieri, rigore solare negato su Salas e nell’azione successiva rigore inventato concesso a Bati-gol. Marchegiani para ma la Lazio non c’è, finisce 1-1 e veniamo scavalcati dai rossoneri. La vittoria della settimana successiva non basta, il Milan espugna Perugia ed è campione d’Italia.
- Fiorentina-Lazio 3-3 (99/2000): corriamo per la rimonta (impossibile, dicevano) sulla Juventus al primo posto. Mancano cinque partite e possiamo solo vincere o lo scudetto ci sfuggirà ancora, andare a giocare a Firenze a queste condizioni può risultare fatale per i cuori un po’ acciaccati. Sarà così. La partita è ferma sul 2-2: minuto 82′, Mihajlovic sbaglia il rigore del vantaggio; minuto 89‘, altro rigore per la Lazio, questa volta Mihajlovic segna, è 2-3; minuto 92′, Batistuta su punizione fa 3-3 e ci condanna nuovamente al secondo posto. Dicevano. Il resto è storia, e termina ancora una volta a Perugia.
Queste sono solo alcune delle battaglie di questa sfida infinita, perchè negli ultimi anni a Firenze è quasi sempre accaduto l’impoderabile. Tra reti allo scadere, espulsioni, polemiche arbitrali e rovesciate poco credibili.
Abbiamo rischiato di prendere gol da Aquilani, così.
Mentre loro hanno preso gol da Cana, così. É la vita.
Il nostro consiglio quindi è: chiudete i vostri cari fuori di casa, insonorizzate le pareti e preparatevi alla battaglia. Ci sarà da soffrire, Fiorentina-Lazio non finisce mai.





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