E’ mercoledì sera. Cosa può succedere di mercoledì sera? Di tutto. Tutto quello che non pensi, non credi sia possibile, non immagini. Tutto quello che non ti aspetti. E’ mercoledì sera e gioca la Lazio. Stai sul solito divano, ma non è la solita partita. Assurda, pazza, da cardiopalma. Come la Lazio. Stai lì, passano pochi minuti e capisci che ‘sto mercoledì sera sarà più impegnativo del solito. Troppo. Capisci già che ‘sto mercoledì, ‘sta partita, saranno da laziali. Nessuno ha mai detto che sarebbe stato facile. E se non lo avessi capito, in un mercoledì qualunque, arriva un Fiorentina-Lazio a spiegartelo (o a ricordartelo, in caso servisse).
“Allacciare le cinture di sicurezza” sarebbe stata un’avvertenza utile e gradita prima di una partita del genere. Anche qualche litro di camomilla a pensarci bene, a calmare tutte le incazzature del caso. Che non sono state poche. E a rallentare i battiti di quel cuore che andava a duemila, durante e dopo. Un cuore a ritmo di (Fiorentina) Lazio. Un cuore avvelenato. Un cuore pieno. Un cuore grande, che ha mosso le gambe dei soldati di Inzaghi facendogli vincere una guerra. Colpo su colpo si sono fatti giustizia da soli, facendo semplicemente quello che sanno fare meglio: giocare a pallone. Contro tutto. Contro tutti. Hanno capito che oggi più che mai bisognava fare la Lazio. Non poteva essere altrimenti.
Fiorentina-Lazio è roba da laziali. Per gli amanti di calcio forse una partita divertente. Per i laziali una partita infame e maledetta, spesso incomprensibile, caotica, sporca. Una partita dai cuori forti e basta. Una partita che solo il laziale può capire, perchè ci sta dentro, con tutte le scarpe, con tutto il cuore. Il suo, che ha rischiato tanto, e della sua Lazio, guerriera vera, amante splendida. Si è fatta valere, ha puntato i piedi a terra e poi ha spiccato il volo, anche se hanno provato a tarpargli le ali.
Fiorentina-Lazio è roba da laziali, tantissimo. Una roba che a fine partita di fa solo venir voglia di dire “come fanno gli altri a non essere laziali?”. Te lo domandi perché pensare il contrario ti sembra assurdo. E in serate come questa scopri la fortuna di esserlo. Un privilegio assoluto, che ti permette di viverti a pieno partite incredibilmente assurde come questa, che vanno oltre una vittoria. Ieri sera la Lazio ha vinto sul tabellino e per sempre, perché si è dimostrata più forte di tutto (e chi vuole capire capisca). Ha sconfitto e scoattato (ma scoattato un botto) chi semplicemente gli vuole male. Ma ha anche fatto gioire (ma gioire un botto) chi pe’ sti colori brucia dentro. Chi pe’ sti colori farebbe ferro e fuoco, come è stato fatto. I piedi in testa più da nessuno. Basta.
Una ventata di lazialità pura da respirare a pieni polmoni. Rigeneratrice, fresca, vitale, per pochi. Respirate laziali, respirate. Sentitevi forti e invincibili, sfacciati e indistruttibili. Perchè oggi è così. E non solo oggi, ma tutti i giorni della nostra lazialissima (e quindi soffertissima ma bellissima) vita.
