“Gabarron, mi hai chiesto se lo scopo era fare gol o vincere le partite. Nessuno dei due. Il mio scopo è creare un impero”.
Simone Inzaghi non è un uomo come tutti gli altri. Anni di duro lavoro come calciatore non hanno impedito che l’ascesa del fratello, Filippo, mettesse in ombra le sue prestazioni. Dopo anni di insegnamento nei settori giovanili, una sorta di “highschool” all’americana, il nostro protagonista ha deciso di cambiare vita. Non vuole ripetere gli errori di gioventù. Il fratello ha già cominciato ad allenare nel calcio che conta, seppure la sua esperienza al Milan venga spesso considerata come un fallimento.
Il primo contatto con Patric “Jesse” Gabbaron avviene per caso all’interno delle mura di Formello mentre il giovane Patric si aggira sperduto tra i campi del centro sportivo dopo l’arresto dell’ex allenatore biancoceleste. Un certo Stefano, che per un periodo aveva fatto innamorare della sua creazione la tifoseria biancoceleste, è stato allontanato/arrestato dopo l’ennesimo incontro perso, questa volta contro la rivale di sempre. E allora Patric trova in Simone un modello di vita perfetto, un altro subalterno come lui. Sarà proprio il biondo co-protagonista a suggerire alla dirigenza laziale di affidare almeno per un’altra stagione la panchina a Simone Inzaghi, e la scelta si rivelerà azzeccata.
Dopo un anno di esperimenti e di rodaggio, Simone sembra aver creato l’amalgama perfetto. Una sostanza talmente cristallina, e allo stesso tempo prodotta con sostanze economiche, da far vacillare un mercato, quello della droga/Serie A, ritrovatosi improvvisamente a dovere fare i conti con qualcosa di inedito.
L’aggiunta di una sostanza poco utilizzata, l’Albertio, a un mix di per sè già consistente, riesce a far decollare le vendite della creazione di Inzaghi. Non basta l’avidità di un mercato in grado di privare il giovane chimico di sostanze come il Lucasio o la Keitinha, il nostro eroe è sempre in grado di rimescolare gli elementi, creando ogni volta un mix sempre più vicino alla perfezione.
Ma Simone, a pochi giorni dal duello con l’acerrimo nemico Gus, si trova a fare i conti con una scoperta che ha dell’incredibile. Sembra che di notte, nei campi di allenamento di formello, sia possibile infatti rintracciare una nuova sostanza, il Felipio. Una sostanza che si narra abbia in epoche passate regalato grande soddisfazioni, un composto afrodisiaco, fatto di 5 elementi:
Fe Li P I O
Fe: Ferro, riesce a raggiungere il 100% della purezza a livello industriale. Si dice anche che in alcuni momenti riesca a raggiungere un mercato di 60 milioni di euro (vero, Claudio?).
Li: Litio, il più leggero tra gli elementi solidi. La sua leggerezza gli permette molto spesso di smarcarsi tra le difese avversarie senza essere nemmeno avvistato.
P: Fosforo, sopra i 44% diventa liquido. In alcuni momenti della partita, a volte quando la tensione sale, non riesce ad essere incisivo, sciogliendosi.
I: Iodio, dal greco “viola”. Si dice che alla vista del colore viola, il Felipio molto spesso faccia intravedere tutte le sue potenzialità.
O: Ossigeno, elemento chiave per respirare, e per sopravvivere.
In vista dell’appuntamento più grande della stagione, tocca al nostro Simone scegliere: da un lato la certezza, il composto più sicuro e affidabile; dall’altro l’aggiunta dell’elemento a sorpresa. Rivoluzione o disastro? Non resta che scoprirlo sabato.
