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Felipe Anderson ha ritrovato i colori

Dove eravamo rimasti? Ah, sì, certo. La metafora del bambino e del pallone. Riprendiamo esattamente da lì.

Provate a tenere un bambino lontano dal suo campetto preferito per più di un giorno. Risultato: piangerà. Piangerà a dirotto, finché non lo riporterete lì. Pallone in mano e amici intorno, ritroverà il sorriso. Fino a quel momento, però, il mondo gli sembrerà tutto in bianco e nero. Senza senso. Senza gioia, amici, pallone. Senza colori.

Questo è quello che è successo a Felipe Anderson. Avevamo parlato di lui e della svolta bianconera del suo profilo Instagram, temendo anche un possibile passaggio alla Juventus. Niente di tutto ciò: lo stesso brasiliano ha spiegato che si trattava semplicemente della lontananza dal campo. Una saudade all’ennesima potenza che aveva scolorito i social. Il bambino senza pallone. Fino a che…

Dopo ben trentotto fotografie in bianco e nero, Felipe Anderson è tornato a postare una foto a colori e ha urlato al mondo: “SONO TORNATO”. Era un qualcosa che si teneva dentro da tempo, un urlo strozzato in gola che uscirà fuori ancora più forte quando, finalmente, tornerà anche a segnare. Perché il bambino vuole giocare per divertirsi e per vincere. Prima di andare a dormire abbraccia il sogno di un gol bellissimo e del suo nome gridato a gran voce dallo stadio. I cori, i festeggiamenti, gli abbracci. I colori.

Il periodo bianconero è finito, con lui se ne va anche la saudade: arrivederci tristezza, oggi Felipe Anderson si gode la sua tenerezza, che altro non è se non un prato verde su cui correre, una porta da raggiungere e un gol, alla fine della corsa. Un nuovo taglio di capelli, il colore che torna, una maglia vintage. E il posto da titolare che va conquistato di nuovo. Nel periodo della sua assenza, infatti è stato Luis Alberto a colorare la Lazio. Un artista niente male, tra l’altro.

⚽️⚽️😀

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Coppia d’artisti, esplosione di colori

Riepilogando: uno i colori li ha trovati a inizio stagione, quando l’altro li ha persi. Forse se li sono semplicemente scambiati. Scartando a priori l’ipotesi di un possibile furto da parte di Luis Alberto, ipotizziamo la coppia d’artisti all’opera insieme. Davanti, la tela bianca di un campo di Serie A. Ai loro piedi, pennelli e tavolozze e sfumature di ogni tipo. Traiettorie disegnate in campo tramite tiri, passaggi, giocate, tunnel, dribbling, un’heat-map comune che copre tutto e lo rende meraviglioso agli occhi di chi guarda la lavagnetta tattica.

I loro dipinti verrebbero esposti nei più grandi musei della Serie A. Siamo curiosi di vedere soprattutto la mostra che si terrà a San Siro, il 30 dicembre. In quella data dovrebbe essere presente anche l’opera di Felipe Anderson di tre anni fa, quando il brasiliano dipinse dal vivo sotto gli occhi di uno stadio intero. Un qualcosa di fenomenale. Tutto questo è una pazzia:

Li vedremo all’opera insieme, dunque? Un’occasione deve pur esserci. Lo chiedono i migliori critici d’arte in circolazione, che in questi giorni stanno sommergendo di lettere Simone Inzaghi per chiedergli di usare tutti i colori a sua disposizione. Due artisti in contemporanea, e mille tonalità diverse, dal rosso al violetto, passando per l’arancione, il giallo, il verde e blu. Potrebbe venirne fuori qualcosa di meraviglioso. Una Lazio sfavillante, inedita e ancora più colorata.

Una Lazio arcobaleno.

(Ringraziamo il coloratissimo Sbiadited per l’immagine di copertina)

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