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ESCLUSIVA- Belleri: “Lazio in finale? Io voglio portare un macaco al guinzaglio”

Fra meno di 48 ore la Lazio affronterà l’Atalanta in finale di Coppa Italia, l’appuntamento più atteso di questo finale di stagione non proprio da incorniciare per la squadra di Inzaghi. Per scaricare la tensione in vista di una partita così importante abbiamo scambiato due chiacchiere con Manuel Belleri: due stagioni alla Lazio (dal 2005 al 2007) e un anno in prestito a Bergamo per l’ex terzino destro che, appesi gli scarpini al chiodo, dal 2015 vive a Tokyo dove lavora come direttore tecnico della scuola calcio del Milan.

Nonostante i 9846 chilometri e le sette ore di fuso orario che ci dividono siamo riusciti ad intervistarlo: ecco cosa ne è venuto fuori.

Belleri: “Lazio in finale? Io voglio portare un macaco al guinzaglio”

 

1) Nonostante la finale di Coppa Italia la squadra di Simone Inzaghi ha fallito l’obiettivo dichiarato ad inizio anno, ovvero la qualificazione in Champions League: è un’annata fallimentare o una vittoria in Coppa Italia può dare un senso alla stagione?

Secondo me non è un’annata fallimentare quella della Lazio, sicuramente vincere la Coppa Italia sarebbe qualcosa di importante. É sempre difficile vincere le competizioni e arrivare fino in fondo.
Certamente la qualificazione in Champions avrebbe dato un senso diverso al campionato della Lazio, però c’è da dire anche che ci sono state delle squadre che si sono rafforzate con budget importanti. Oggi come oggi non è facile arrivare tra le prime quattro.

2) Visto che è un doppio ex, a quale delle due squadre è rimasto più legato? Per chi tiferà mercoledì?

Ho grandissimo rispetto per entrambe. All’Atalanta mi hanno accolto benissimo, però la Lazio mi è rimasta nel cuore perché è lì che ho vissuto la mia stagione migliore. Ringrazio i tifosi per l’esperienza fantastica, sono rimasto molto legato ai colori della Lazio.

3) Un giocatore dell’Atalanta che porterebbe alla Lazio?

Mi piace molto Gomez, è un giocatore che può accendersi in qualsiasi momento e alla Lazio potrebbe fare grandi cose, soprattutto se trascinato dal calore della piazza.

4) Da qualche anno lavora in Giappone in un centro di formazione del Milan: ci parla della sua esperienza con i ragazzi e del livello generale del calcio giapponese?

Vivo a Tokyo da quattro anni, faccio il direttore tecnico. Sono molto contento, è un’esperienza che ti permette di capire alcuni meccanismi riguardo la gestione di una società e di crescere moltissimo anche come persona. Quattro anni fa conoscevo solo l’italiano, oggi parlo anche inglese e giapponese.

Il calcio giapponese sta crescendo tantissimo, consiglierei a tanti giocatori di venire in Giappone piuttosto che scendere di categoria a fine carriera (consiglio seguito, tra i tanti, anche da Iniesta e Torres, ndr). C’è ancora tanta strada da fare ma è una realtà in espansione, c’è grande professionalità e un’esperienza del genere ti apre la mente.

5) Un giocatore della Lazio che vorrebbe vedere in una squadra giapponese (o il più lontano possibile dalla Lazio) e un giocatore del campionato giapponese che vedrebbe bene in biancoceleste.

Un giocatore che vedrei bene nella Lazio potrebbe essere Takefusa Kubo. É un ragazzo giovane (classe 2001, ndr) che sta facendo molto bene, era stato preso dal Barcellona ma poi è dovuto tornare in Giappone, è un giocatore che mi piace tantissimo.

Un giocatore che mi piacerebbe vedere in Giappone è Immobile, non perché non lo voglio più vedere alla Lazio, dove sta facendo molto bene, ma per le sue caratteristiche. Qui farebbe grandi cose.

6) Ci sono posti a Tokyo dove si mangia bene italiano?

Sì, ci sono tanti ristoranti italiani dove si mangia bene. La cucina italiana è molto apprezzata a Tokyo.

7) Qualcuno l’ha mai scambiata per Piatek? C’è una sua foto su Instagram con la tuta del Milan in cui siete identici.

 

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Un post condiviso da Manuel Belleri (@manuel.belleri) in data:

La somiglianza con Piatek mi fa solo piacere perché mi sembra che sia anche un bel ragazzo (ride, ndr), lo prendo come un complimento. Essendo molto lontani, qui la gente riconosce solo i grandi nomi, i vari Messi, Ronaldo, Ibrahimovic eccetera; altri giocatori anche molto importanti purtroppo non sono così conosciuti, e questo è un po’ un limite.

8) Cosa fa se le entra un macaco in casa?

Se mi entra in casa cerco di prenderlo, lo metto al guinzaglio e me lo porto a passeggio per Tokyo. Sarei il primo a farlo.

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