Search

Quella doppietta di Pandev contro il Real Madrid

“Mi ritorni in mente, bella come sei, come ti vorrei…” Così cantava Lucio Battisti e così speriamo canti anche Goran Pandev, quando ripensa alla Lazio, quella Lazio che lo ha così tanto amato. In effetti, da parte dei tifosi biancocelesti, i ricordi non possono che essere dolci se ripensiamo all’attaccante macedone e alle sue stagioni con la maglia dall’aquila sul petto. Sì, non ci sono dubbi: Goran, ci ritorni in mente, forte come sei.

Lunedì sera andrà in scena all’Olimpico Lazio-Genoa, gara valida per la ventitreesima giornata di Serie A. Tra le fila genoane ci sarà anche Goran Pandev. Il ragazzo tornerà a casa e questa sembra una buona occasione per ricordarci un po’ di lui, perché alla Lazio non si dimentica mai nessuno. Come dite? Lunedì tornerà all’Olimpico anche Ballardini? Ah… Va be’, dai, mica possiamo ricordarci proprio di tutti tutti. Ma torniamo a Pandev.

Quella tra il macedone e la Lazio è stata una storia lunga cinque anni, anni in cui Pandev è stato uno dei protagonisti assoluti. Delio Rossi lo ha reso uno degli uomini simbolo di una squadra che, pur non presentandosi come una corazzata, sapeva giocare e sapeva stare bene in campo, specie nel reparto avanzato, dove Pandev si sposava alla perfezione col compagno di reparto Rocchi e con le verticalizzazioni mai banali (ma quanto erano belle?) di Mauri.

48 gol, a cui vanno sommati i 5 in Champions League (perché sì, quella “lazietta” faceva la Champions League) in 148 gare ufficiali. Più una Coppa Italia vinta nel 2010 contro la Sampdoria. Questi sono i numeri di Pandev con la maglia biancoceleste. Numeri importanti, vero. Eppure siamo sicuri che se un tifoso laziale dovesse ripensare all’attaccante macedone, riaffiorerebbe un ricordo su tutti: la doppietta in Champions League contro il Real Madrid.

https://www.instagram.com/p/Bevs00-gUpq/?taken-by=sbiadited

Lazio-Real Madrid 2-2

Era il 3 ottobre 2007, Olimpico strapieno come non lo si vedeva dal giorno dello scudetto sette anni prima, dietro i giocatori schierati si vedeva il tendone fatto sventolare dai bambini a centrocampo e nello stadio riecheggiava questa musica: “The Chaaampionsss”. Un’immagine suggestiva, di cui consigliamo la visione all’attuale squadra allenata da Inzaghi prima di ogni gara, così da avere lo giusto spirito e la giusta determinazione per riottenere quella cosa così affascinante chiamata Champions League.

La Lazio quel giorno affrontava niente meno che il Real Madrid, match del girone di qualificazione. Le squadre si schieravano in campo così:

 

Esatto: Ballotta contro Casillas; Cribari contro Sergio Ramos; Rocchi contro Van Nisterloy; Sneijder contro Muaterlli. Vero, una differenza abissale ma le differenze, nella vita, possono anche essere colmate. Quel giorno a colmarle è stato proprio il protagonista del nostro racconto: Goran Pandev, l’unica stella in mezzo a tanti Galacticos.

La gara

Il Real Madrid passa subito in vantaggio con Van Nisterlooy: all’8’ minuto l’attaccante olandese approfitta di una mischia per mettere in rete il gol del vantaggio. Allo squillo Blancos risponde proprio Pandev: al 32’, dopo un’azione prolungata dei biancocelesti, Ledesma scodella un pallone verso l’area di rigore trovando la testa di Stendardo rimasto in posizione avanzata, il difensore fa da torre ed innesca Pandev nel cuore dell’area di rigore. Il macedone approfitta della difesa del Real piuttosto passiva e colpisce di prima con un piattone mancino che batte secco Casillas e si insacca all’incrocio dei pali. La Lazio ha fatto gol al Real Madrid, per molti la gara poteva anche finire lì, ma le sorprese non erano ancora finite. Perché quella è stata una specie di notte dei desideri, dove tutto può succedere.

Van Nisterlooy non ci sta e accoglie il duello a distanza con il numero 19 biancoceleste, così ristabilisce le gerarchie ed al 61’ porta di nuovo avanti il Real Madrid battendo Ballotta nell’uno contro uno solitario. “Vabbè dai, ci siamo divertiti ed abbiamo tenuto testa al Real, andiamo a casa contenti anche così”. Chi non ha pensato questo dopo il secondo gol di Van Nisterlooy? Chiunque risponda di no è un bugiardo, perché lo abbiamo pensato tutti, inutile prenderci in giro. Anzi, non proprio tutti: una sola persona non lo ha pensato, ed è la stessa che ha poi fatto in modo che quella gara potesse essere rimessa in parità. Al 75’ un monumentale Mudingayi recupera palla e poi serve Pandev. L’attaccante avanza, punta l’avversario e lascia partire un sinistro rasoterra che beffa Casillas. E’ 2-2, è apoteosi, la Lazio ha pareggiato contro il Real Madrid.

https://www.instagram.com/p/Bevs3lWg3q9/

Il ritorno di Pandev

Quella del 7 ottobre 2007 è tutt’oggi l’ultima grande impresa della Lazio nell’Europa che conta, ed è un’ impresa che porta il nome di un giocatore che lunedì tornerà all’Olimpico da avversario. Come cantava Battisti? Ah sì: Mi ritorni in mente, bello come sei. E lunedì, inevitabilmente ci ritornerai in mente tu, Pandev.

Ora facciamo questo gioco: immaginatevi fra 20 anni, ed immaginate di parlare della Lazio di inizio duemila ai vostri nipoti. Dovendo descrivere Pandev Goran Pandev, cosa raccontereste loro? Dei suoi più di 50 gol con la Lazio? Della Coppa Italia vinta da protagonista? Di quell’inaspettato terzo posto ottenuto con Delio Rossi in panchina nella stagione 2006/2007? No, vi verrà in mente sempre e solo quella notte in cui Pandev è stata la stella più luminosa d’Europa.

Write a response

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Close
Laziocrazia.eu © Copyright 2018. All rights reserved.
Close