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de Vrij il sensibile

Era uno degli appuntamenti più attesi di quest’anno. Doveva essere la rivincita dello spareggio per la Champions dell’anno scorso, la rivincita per quella delusione finale. L’occasione per sopravanzare nella classifica di quest’anno l’Inter e issarsi al terzo posto. La prima volta di Stefan de Vrij da avversario all’Olimpico. E invece no, è andato tutto storto nell’ultimo Lazio-Inter. Una brutta sconfitta, una Lazio che è una lontana parente di quella ammirata lo scorso anno, e, peggio ancora, il difensore olandese è rimasto novanta minuti in panchina. Peccato. Spiace, soprattutto perchè i tifosi laziali non hanno potuto riaccogliere de Vrij come avrebbero voluto.

Spalletti ha difeso così la sua scelta di schierare Miranda e non il neo difensore dell’Inter: “Non c’era perché non volevo metterlo nelle condizioni di essere fischiato da tutto lo stadio, sicuramente sarebbe andata così. E’ molto emotivo, di una sensibilità infinita, non volevo farlo andare a finire in uno stato d’animo non ottimale.” Perchè dici così, Luciano? Non c’era nessuna intenzione di fischiare de Vrij. Assolutamente.

Volevamo solo cantare Bob Dylan in 40000.

Dai, Luciano, spiegaci il perchè avremmo dovuto fischiare tutti de Vrij. Perchè? Siamo rimasti così in buoni rapporti. Alla fine ce ne eravamo accorti anche noi, era un ragazzo molto sensibile. Troppo sensibile. Anche quando non sapeva se giocare o meno la partita decisiva per far andare in Champions League la sua futura squadra o la sua squadra attuale. Inzaghi alla fine de Vrij l’aveva anche schierato in quella partita, più che altro perchè la Lazio non poteva permettersi di non far giocare il suo miglior difensore in una partita così delicata.

Emblematiche le sue lacrime al momento della sostituzione in quella partita. Dopo aver causato il rigore che lanciato l’Inter verso la vittoria. Verso la Champions League. Lacrime di grande sensibilità, di chi riconosce subito di aver completamente rovinato così gli ultimi 4 anni passati a giocare per una squadra. Però dai, alla fine i tifosi laziali ricorderanno solo il bello di de Vrij con la maglia della Lazio. Tutte le grandi giocate, sopratutto difensive, che ha fatto. E il modo bello ed elegante con cui si è lasciato con la Lazio, soprattutto. Ah, non è andata così?

Stefan, cosa ti aspettavi altrimenti? Dicci perchè non dovremmo sentirci traditi in questa maniera così meschina. I fischi di uno stadio intero sarebbero stati una diretta conseguenza di un tuo comportamento. Capiscici, abbiamo addirittura fischiato uno di noi, uno dei più forti mai visti con la maglia della Lazio, che se ne era andato dalla Lazio in lacrime per salvarla (per poi pentircene di averlo fatto, ma dettagli), vuoi che non ci sia del risentimento nei tuoi confronti? Ricordati come te ne sei andato. Spiace, soprattutto per i ragazzi, ci tenevano tanto. Potevi dimostrarla anche prima, un po’ di sensibilità però, Stefan. Non ci sembrava di chiedere tanto. Semplicemente di non veder andare via la maglia numero 3 con sopra scritto de Vrij senza avere una minima compensazione. Sensibilità anche verso chi ti ha aspettato un anno intero.

Perchè sai qual è il problema? Che a volte la sensibilità va molto a braccetto con la timidezza. E c’è qualcuno un po’ più delicato di noi nell’accusarti.

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