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Cosa succederà nel ritiro della Lazio

Ora basta Lazio, sei in punizione! Non si esce di casa per una settimana.

Ma, io…

Niente ma. Fino a sabato, chiusa dentro casa. Ed ora fila in camera tua.

Ebbene sì, qualche volta bisogna usare anche il pugno duro; la linea rigida; alzare i toni. Deve averlo pensato Claudio Lotito, pap… Ehm, Presidente della Lazio. L’1-1 sul campo del Chievo Verona, fanalino di coda della Serie A, non è affatto piaciuto e quindi scatta il ritiro punitivo per preparare nel migliore dei modi la gara di sabato sera contro la Sampdoria.

Neanche il tempo di far iniziare il ritiro che il mondo si è diviso tra “Il ritiro non serve a una mazza” e “Il ritiro è la panacea a tutti i problemi”. Sarà una vecchia storia, ma alla fine sarà il campo l’ultimo giudice e sabato sera vedremo con i nostri occhi cosa avrà fruttato la lotitiana punizione. Quello che ci chiediamo, tra un’apprensione e l’altra, è: ma cosa succederà nel ritiro della Lazio? Come sempre, proveremo a rispondere grazie ad una vasta gamma di fonti attendibili quanto una chiusura pulita di Wallace.

  • Far svagare Luis Alberto

Ormai è ufficiale: c’è un nuovo Felipe Anderson in città. Infatti, visto che questa squadra è troppo piccola per contenerne due, il primo (quello brasiliano) è migrato verso altri lidi. L’altro (quello spagnolo, Luis Alberto) è ancora qui. Anche se non sembra più lui. Pare proprio che la maglia numero 10 abbia la capacità di depotenziare i calciatori della Lazio, ma anche di renderli tristi: alla stregua del vecchio amico brasiliano, luisito pare abbia perso i colori. È triste, con la pubalgia e (forse) strizza un occhio al Siviglia. Va assolutamente recuperato (specie se Inzaghi dovesse insistere sul 3-5-1-1) ed allora il ritiro potrebbe essere un occasione per farlo svagare, divertire, scuotere. Dai Luis, su con la vita, facciamo festa?

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  • Prove di Milinkocrazia

“La Milinkocrazia è il potere egemonico del sovrano laziale Sergej Milinkovic Savic, vigente in Serie A dal 2017 al 2018 a.c…”. Speriamo davvero di non dover leggere questo nei libri di storia, speriamo davvero che si possa scrivere ancora qualche altra bella pagina, della Milinkocrazia. Può essere durato davvero così poco lo strapotere del gigante serbo? La sua forza, quella spaventosa e dominante che tutti abbiamo visto ci fa pensare di no. Eppure… No, eppure niente. Nel ritiro punitivo, Inzaghi penserà anche a lui ed a farlo tornare dominatore.

  • Fare terapia di gruppo, o una seduta di meditazione, o fate voi…

Ma sì, una cosa vale l’altra. Andrebbe bene anche un caffè preso tutti insieme, purché ci sia l’unanime voglia di stare insieme e ritrovarsi. Il ritiro punitivo infatti, sarà un’occasione buona per ricompattare il gruppo; riunirlo sotto quella spiccata voglia di lottare per la causa comune, come visto lo scorso anno. Difficile capire se si sia rotto qualcosa nello spogliatoio, i segnali negativi per poterlo pensare ci sono. Ma ci sono anche segnali positivi: la squadra è la stessa e l’obiettivo (il quarto posto) checché se ne dica, è ancora alla portata. Insomma, occorre ritrovare un po’ di quell’amor di Lazio che tanto ci piaceva.

  • Labora et Labora

Tutto vero, tutto bello, ma alla fine da questo ritiro ci aspettiamo un sacco di lavoro. Saranno giorni duri, faticosi, intensi. Non bisogna mollare di un centimetro, forse è proprio questo il messaggio lanciato da Lotito: la situazione non è poi cosi grave, ma meglio prevenire. Meglio battere il ferro finché è caldo. E poi, come detto in apertura, un po’ di mano pesante non guasta in alcune circostanze. Ed allora ce li immaginiamo, Inzaghi e Farris, a mettere sotto fatiche immane il loro gruppo.

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  • Provare nuovi moduli

No dai, scherziamo. Questo non succederà mai.

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