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Cosa sta succedendo a Luiz Felipe?

Dal grigiore di Limassol giovedì sera è emersa una Lazio spettrale. Lenta, impacciatissima, irriconoscibile. D’accordo, erano state schierate moltissime seconde linee, però avrebbero dovuto vincere facilmente anche loro quella partita. E invece no, durante Apollon-Lazio non si sono visti segnali che possano mettere in difficoltà il mister Inzaghi nelle sue scelte. Soprattutto da un giocatore che in questa stagione dovrebbe vivere la sua definita consacrazione: Luiz Felipe Ramos Marchi.

L’ultima partita di Europa League ha testimoniato proprio questo: c’è stato un passo indietro nella crescita del ventunenne difensore brasiliano. Basta solo vedere come riesce a segnare Faupala giovedì sera:

Crescita che era stata impressionante: in due anni, dalla serie D brasiliana ad essere titolare nella difesa della Lazio. Con prestazioni sempre più convincenti, mettendo in mostra grandissime qualità difensive: veloce, reattivo, capace di scegliere perfettamente il tempo con cui affondare i tackle. Eppure quest’anno, che doveva definitivamente lanciarlo tra i grandi, sembra faticare. Molto più del previsto. Molto più di quanto fatto l’anno scorso, all’esordio totale a questi livelli.

Dov’è il vero Luiz Felipe? Come mai questi passi indietro? All’inizio di questa stagione partiva lui davanti a tutti gli altri nelle scelte di Simone Inzaghi. La difesa sembrava quasi scontata: Luiz Felipe-Acerbi-Radu. Gli altri tre centrali, a sperare in qualche occasione per mettersi in luce. E invece no, complice l’infortunio alla prima giornata contro il Napoli che lo ha fermato. Adesso lo ha scavalcato il suo amicone Wallace:

 

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Analizziamo con calma la situazione però: Luiz Felipe può ancora diventare un difensore fortissimo. Non era un fenomeno prima, non è diventato improvvisamente una pippa adesso. Ed è un qualcosa che tutto l’ambiente laziale dovrebbe tenere a mente in qualsiasi situazione. Rimane sempre un ragazzo di ventuno anni, che può (e deve) tranquillamente migliorare. Anche perchè Luiz Felipe, al momento, ha una caratteristica unica tra i difensori nella rosa della Lazio: può giocare tranquillamente in tutte e tre le posizioni della difesa a 3.

Durante la scorsa stagione infatti l’abbiamo visto sia da centrale (come sostituto di de Vrij nelle prime partite di Europa League), sia a destra (nella difesa tipo con de Vrij e Radu) che a sinistra (sostituendo proprio il rumeno). Considerando che nella formazione titolare due posti su tre sono assegnati per volontà divina inappellabile ad Acerbi e Radu, al momento Luiz Felipe rientra nel ballottaggio per il posto a destra. Che sembra aver perso, perchè non è ancora riuscito ad adattarsi al cambio di consegne tra de Vrij e Acerbi.

L’anno scorso infatti, l’impostazione tattica della Lazio era diversa: l’olandese coinvolgeva meno nella manovra il compagno di difesa sul lato destro, preferendo invece appoggiare o a Radu sulla sinistra, per sfruttare le sue conduzioni palla al piede, oppure lanciando lungo alla ricerca del corpo possente di Milinkovic-Savic che conquistava qualsiasi pallone aereo. Invece Acerbi è un giocatore diverso da de Vrij: più portato ad avanzare palla al piede per vie centrali, oltre ad essere mancino. Fattore che lo porta a cercare e a concentrarsi di più sul lato sinistro del campo: in questo modo il difensore di destra è di fatto sul lato ‘debole‘ della manovra sia offensiva che difensiva, chiamato pertanto a coprire più la profondità che l’avversario. Aspetto difensivo per cui è necessaria molta esperienza nella lettura delle azioni, e che al momento il nativo di Colina non possiede a pieno.

Giovedì però è stato schierato al centro della difesa, in una situazione a lui più familiare, e più consona: niente da fare. Complice anche la non eccelsa prestazione dei suoi compagni, anche Luiz Felipe è sprofondato nel grigiore di una partita insufficiente. Approssimativo persino in marcatura, lasciando tranquillamente Faupala segnare in rovesciata (anche se questo è una cosa tipicamente da laziali: l’attaccante francese era all’esordio con la maglia dell’Apollon, e non segnava da due anni. Come poteva non segnare contro di noi?). Per un difensore la testa, la mentalità, la concentrazione fanno gran parte del lavoro, e al momento il difensore brasiliano sembra vittima di un appannamento più mentale che fisico. Appoggi sbagliati, errori in marcatura, letture errate in difesa.

Rimaniamo comunque fiduciosi: il ragazzo deve farsi le ossa, deve acquisire esperienza. E il modo migliore per farlo è sbagliare, per capir cosa non si deve fare. Luiz Felipe ha (ancora) tutte le potenzialità per poter diventare un signor difensore. Deve solo poter crescere tranquillo. E come diceva qualcuno, il domani non conosce mai quello che non conosce troppo presto.

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