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Cosa ci ha lasciato Juventus-Lazio

Cosa ci ha lasciato Juventus-Lazio

Ebbene, è finita. Molti hanno vissuto questa partita come un’ultima pesante attesa prima della terza giornata, dove il campionato della Lazio potrebbe finalmente iniziare dopo le due sconfitte consecutive contro Napoli e Juventus. Non sarebbe stato facile, si sapeva, ma ritrovarsi con zero punti dopo due giornate desta comunque qualche preoccupazione. In attesa di una scossa, diamo un ultimo sguardo a Juventus-Lazio e analizziamo cosa è andato bene e cosa no.

  • Sergej, dove sei?

Milinkovic è il grande presente-assente di queste prime due giornate. Inzaghi, ovviamente, non ha mai rinunciato a lui ma il gigante serbo non ha dato risposte importanti. Proprio come ieri sera all’Allianz Stadium: lento, impacciato, nervoso, fuori forma. Poi fa un lancio di 60 metri che finisce perfettamente sui piedi di Marusic ed allora i tifosi tirano un sospiro di sollievo… Ok, è ancora lui. Non è stato rapito e sostituito con un sosia. Dunque serve solo attendere, attendere il ritorno della Milinkocrazia.

  • Wallace – The Revenge

Alla lettura della formazione ufficiale sarà venuto un principio d’infarto anche al tifoso più ottimista nel leggere il nome di Wallace. Il brasiliano in marcatura su Cristiano Ronaldo? Un’idea folle che più folle non si può. E invece, signore e signori, Wallace Fortuna ha risposto presente risultando fra i migliori in campo: lucido, attento, aggressivo. Sul gol di Pjanic è sfortunato nella deviazione che ha portato alla conclusione del bosniaco ma la sostanza non cambia, ottima prestazione del difensore brasiliano. WARNING, stiamo per dire una frase molto forte: Wallace ha fermato Cristiano Ronaldo. Ok, lo abbiamo detto.

  • Radu e Lulic: che succede?

Pericolo: i senatori stanno battendo la fiacca. Il secondo gol bianconero arriva dalle parti di Radu che dopo l’esaltante passata stagione sta dando segni di cedimento (come il retropassaggio-Harakiri per Strakosha nel primo tempo). Poi c’è Lulic che, bisogna dirlo con grande franchezza, non ne ha azzeccata una. Passaggi sbagliati, scelte rivedibili e quella ambigua attitudine a spingersi col pallone oltre la linea di campo. Abbiamo perso il conto delle volte che si è trascinato il pallone fuori. Ragazzi, wake up, qui c’è bisogno anche di voi.

  • Strakosha para le critiche

Stava iniziando ad aleggiare uno strano scetticismo intorno a Thomas Strakosha, complice un calo di rendimento sul finire della passata stagione e qualche incertezza palesata anche nel match perso contro il Napoli. Il portiere albanese però, si è infilato i guantoni, è sceso in campo contro la Juventus e ha parato ogni cosa parabile, comprese le critiche. Ad eccezione dei gol, sui quali è incolpevole (anche se forse sul secondo qualcosina in più avrebbe potuto fare), il numero 1 biancocelste si diletta in un paio d’interventi che valgono da soli il prezzo del biglietto: si distende sul tiro a giro di Bernardeschi nel primo tempo e disinnesca il bolide di Cristiano Ronaldo nella ripresa. La Lazio può fare affidamento sul suo estremo difensore.

  • Keep calm and work hard

Insomma, la squadra non è stata aiutata dal calendario ed ora si ritrova senza punti. Ora è tempo di mettersi sotto e scalare la classifica perché la squadra c’è, ha qualità e deve mostrarlo. Così come c’è qualità in una panchina finalmente profonda come dovrebbe essere: contro i bianconeri sono subentrati Badelj, Correa e Durmisi, valide alternative per far rifiatare qualche giocatore stanco. Vecchia guardia e nuove leve, la Lazio deve mischiare il tutto e concentrarsi per una nuova stagione tutta da vivere. Lavorare, lavorare, lavorare. Come cantava De Gregori: la squadra si farà.

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