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Cinque motivi per cui Valon Berisha è più utile di quanto non sembri

Roma, 23 giugno 2017. In una giornata che fa segnare un 28 gradi decisamente poco
incoraggiante sul termometro – perché oh, provateci voi a lavorare così​ – i Mondiali ci
regalano i successi del Belgio sulla Tunisia e della sorpresa Messico sulla Corea del Sud del futuro soldato semplice Heung-Min Son.

Senza dimenticare la sfangata della Germania, che batte in rimonta una Svezia capace di soffiarle comunque il passaggio agli ottavi grazie ad una delle 12 leggi del karma. In una scrivania di Formello, però, il ds Igli Tare studia quello che potrebbe essere il colpo low cost dell’estate laziale. Mica tanto low cost​, ci direte, visti i 7,5 milioni più bonus spesi per Valon Berisha ed il milione e mezzo stagionale garantitogli.
Se ve lo state chiedendo, la risposta è sì: ovviamente questo ragazzotto di origini kosovare è lo stesso che ha messo a referto un gol ed un assist nel doppio confronto con la Lazio negli  scorsi quarti di finale di Europa League. Sarà per questo che, a due mesi e mezzo di distanza dalla sfida, l’accoppiata Tare-Lotito ha deciso di puntare sull’ex Viking? Se non
puoi sconfiggerli​, fatteli amici​, insomma.

Noi, in realtà, di risposte ne abbiamo tante: alcune confuse, altre un po’ meno. I mille dubbi che ci continuano ad attanagliare sull’arrivo di Berisha alla Lazio ci hanno portato a quantificare tutti questi interrogativi in cinque punti ​che proveremo ad illustrarvi.


1) L’ambizione

Quando parliamo di Valon Berisha non possiamo di certo non menzionare il suo essere sognatore. Perché? Perché, quando era poco più che un preadolescente, il buon Valon diceva di voler diventare come Iniesta. Ora, di certo parliamo di un sogno assai ambizioso, specie se paragoniamo le carriere dei due a parità di età. Chiaramente però l’ispirarsi ad un
fenomeno come Dos Andrés rappresenta la cartina tornasole ideale per autostima e voglia di fare del kosovaro. Noi, dal canto nostro, speriamo che l’aria dell’Olimpico non lo porti ad ispirarsi a Mendieta ed Alfaro​. Piccola nota a margine: Berisha, a 14 anni, rifiutò le offerte di Manchester City ed Aston Villa, perché desideroso di arrivare nel calcio che conta mediante la strada del sacrificio.
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La reazione di un tifoso laziale medio al ricordo di Alfaro

2) La duttilità

Avete presente capitan Lulic, che starebbe bene ovunque e non sarebbe a disagio
nemmeno in smoking e sneakers? Ecco, pensate a Valon Berisha ed immaginate con noi una lavagnetta tattica degna dei migliori “90° minuto” degli anni 80. Il quasi ex Red Bull Salisburgo, infatti, può essere schierato praticamente ovunque​: Mezzala, trequartista, esterno destro, sinistro, mediano, ala per ambedue i lati, seconda punta ed anche – all’occorrenza – magazziniere, autista e tecnico in seconda.

3) Il carattere

Chi ha visto giocare Valon Berisha non può certamente non aver notato una delle sue
caratteristiche peculiari: il carattere. Il duttilissimo jolly, infatti, fa del temperamento una delle sue qualità migliori. D’altronde, uno che sceglie di mollare la Norvegia dopo 20 presenze per vestire la maglia del Kosovo non può che essere un amante delle sfide. Certo, sperare di trovare spazio nella trequarti biancoceleste assieme a Luis Alberto potrebbe non essere impresa facile, ma hey: se ce l’ha fatta Caicedo a giocare accanto ad Immobile​, c’è speranza anche per lui.

4) Il fratello calciatore

Se c’è un punto, a livello scaramantico, che può far ben sperare i tifosi della Lazio riguardo a Valon Berisha è l’aver un fratello calciatore. Adesso già vi vediamo pronti a chiudere l’articolo, ma aspettate: pensate a mister Simone Inzaghi e a quanto bene ha fatto sia in campo che in panchina. Cosa c’entra questo con Berisha? Assolutamente nulla​, ma magari, per qualche congiunzione astrale, chi ha un fratello calciatore si trova bene in biancoceleste. Ah, per la cronaca, il fratello minore del nostro affezionatissimo si chiama Veton, gioca nel Rapid Vienna ed ha 4 anni in meno di lui. Come nel caso dei fratelli Boateng, però, il piccoletto ha scelto di vestire la maglia della selezione in cui è cresciuto. Ecco perché, in un ipotetico Norvegia-Kosovo prossimo, potremmo vedere i due affrontarsi.

5) La gaffe della Sampdoria

Ora, come ultimo punto, potremmo sottolineare le capacità di dribblatore di Berisha, la sua rapidità nello stretto, il suo discreto rapporto col gol o la sua ottima progressione. E invece no: perché il buon Valon, prima di chiudere con la Lazio, era stato davvero ad un passo dalla Sampdoria. Credeteci quando vi diciamo che l’affare era praticamente fatto​, al punto tale che i blucerchiati avevano già aggiunto la scheda del giocatore sul proprio sito ufficiale. Un epic fail ancor più clamoroso dell’espulsione momentanea di Muslera in Siena-Lazio, insomma. Il punto però è che, nelle idee dei blucerchiati, Berisha rappresentava il sostituto ideale di Praet e Torreira. Ecco perché questo, in linea meramente teorica, può  rappresentare un ottimo biglietto da visita ​per un tuttofare che in questa Lazio avrà modo di dimostrare tutto il suo valore.

Articolo a cura di Massimiliano Rincione

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