Capitano mio capitano. Banale? Forse sì, ma non importa.
Il capitano di una squadra di calcio è sempre stato qualcosa di estremamente romantico, anche se nel calcio di oggi ha perso – come un po’ tutte le cose – il suo valore iniziale.
Bonucci docet. E non andiamo oltre.
Ma nel tempo, e qui a Roma ce l’hanno rinfacciato per anni, di capitani se ne sono alternati e qualcuno ha colpito nel segno, altri meno.
Dall’altra parte c’era “er capitano, l’unico vero simbolo di Roma”, secondo loro. Da noi, e questo può anche essere vero, una alternanza di giocatori più o meno simbolici ma che non riuscivano a tenere testa alla popolarità che richiedeva quel ruolo. Ma poi, in realtà, richiede popolarità il fatto di essere capitano di una squadra? O è meglio un vero leader, un vero trascinatore, che non conta tanto a livello mediatico quanto all’interno dello spogliatoio?
È più capitano Messi o Chinaglia? Il campione penta pallone d’oro o il leader del gruppo, della squadra, dei tifosi? Nemmeno c’è bisogno di rispondere.
E Mauri? Mauri è stato un capitano spettacolare. I motivi sono tanti, troppi da spiegare in due righe. Anzi, si potrebbe iniziare proprio dalla fine. Perché chi vi dirà ghignando “Ma chi, Mauri il carcerato?” è perché ancora sente il mal di pancia.
Inserimenti, intelligenza calcistica, anti-mediaticità e molto altro. Tutto l’opposto, come sempre.
Insomma, ecco perché abbiamo amato Mauri. Ma tanto tanto. E gli vogliamo fare gli auguri di buon compleanno spiegandogli i motivi di questo affetto.
Per i gol nei Derby
Quando un cronista urlò “Mauri noooo” e di piatto sinistro decise il derby in “trasferta” con Juan a vuoto (inutile cercarlo su YouTube, è stato rimosso). Quando sfruttò al meglio lo stop di Piris e De Rossi venne espulso per averlo colpito. Quando ci fece sognare ma la Roma recuperò un 2 a 0 trasformandolo in 2 a 2. Ecco perché lo chiamano “carcerato”. Perché gli ha spesso fatto male ed era un giocatore immarcabile per le difese avversarie.
Gol al derby e “stelline” sotto la nord, appunto.
Perché ci piaceva l’esultanza
Da un iniziale ballo stile musica house anni duemila, si trasforma nel tempo in una sorta di “stellina” o più semplice strusciarsi le dita, stile pagamento in contanti. Non lo sappiamo, ma ci piaceva molto.
Salto del tabellone pubblicitario, stelline e gesto grintoso per la classica esultanza sotto la Nord.
E’ successo 66 volte, più 43 assist. Mauri ha partecipato a 109 gol biancocelesti. Poca roba…
Stefano, raccontaci la verità: cosa significa quell’esultanza.
Perché ha vendicato Chinaglia
7 aprile 2012. Lazio contro Napoli. La Curva Nord ricorda l’appena scomparso Giorgio Chinaglia con una coreografia pazzesca.
Il settore ospiti fischia. Fischia per tutto il minuto di raccoglimento pre partita.
Prima segna Candreva, poi il pareggio napoletano con Pandev che esulta più del dovuto, come al solito.
Ma non è serata, per loro. Cross dalla sinistra e Mauri vola in cielo. Cristiano Ronaldo lo imiterà contro la Juve qualche anno dopo, ma chi c’era ricorderà la pelle d’oca, le urla, la gioia.
Lazio 3 Napoli 1. Una serata indimenticabile.
Perché non ha patteggiato
Su una carriera che scorreva felice alla Lazio, l’ombra del calcio scommesse. Addirittura, Stefano Mauri è stato preso in custodia cautelare, roba da squadra omicidi. La cosa che quasi nessuno sottolinea è che Mauri non è stato accusato di sabotare gare o scommettere su partite. Stefano Mauri è stato accusato (rifiutando poi un patteggiamento, accettato invece da Antonio Conte) e poi definitivamente condannato per omessa denuncia, cioè di essere una persona a conoscenza dei fatti. Tutt’altra cosa, semmai fosse.
Perché ci piace ricordarlo così, con la coppa in mano
Ha tirato in alto la coppa più importante della nostra esistenza di tifosi. Non tanto per il club (di sicuro, la Supercoppa Europea è più importante), ma per il tifo è stato qualcosa di determinante. Come, del resto, fu la sua entrata in campo. Subentrò al nono del secondo tempo a Ledesma e innescò con un semplice passaggio l’azione di Candreva. Il resto della storia lo conoscete.
Oggi, questo bel ragazzo compie 39 anni e noi gli auguriamo tutto il bene possibile.
Auguri Capitano, grazie di tutto.
