La nuova Lazio targata Simone Inzaghi, almeno neI modulo, dovrebbe essere pressoché identica a quella dello scorso anno. Con le dovute migliorie, si spera. Si va avanti con il 3-5-2 o 3-5-1-1 (chiamatelo come vi pare) anche se più camaleontico e meno rigido rispetto a quello visto nel campionato appena concluso. Le scelte in fase di calciomercato quindi saranno orientate in questa direzione.
Spiace.
Uno dei talloni d’Achille della passata stagione, oltre alla difesa, sono state le corsie laterali. Paradossale, pensando all’importanza che queste hanno nel sistema di gioco concepito da Inzaghi. Sulla fascia destra Romulo ha dimostrato di meritare un posto da titolare, ma ciò è avvenuto solo a fasi alterne malgrado il contributo di Marusic sia stato praticamente pari a zero. Sulla corsia di sinistra, invece, Durmisi si è dimostrato decisamente non all’altezza, mentre Lukaku – finito ai box già da gennaio – non è più tornato. Viene da sé che il povero Lulic non possa giocare tutte le partite, anche perché l’età avanza e le prestazioni iniziano a risentirne.
Dunque serve urgentemente un terzino sinistro.
Soprattutto dopo le minacce di Durmisi in cui dice di trovarsi bene a Roma e di non avere alcuna intenzione di andarsene.
L’identikit a cui deve corrispondere è il solito: giovane da far sbocciare, prezzo del cartellino non troppo alto e se possibile di origine albanese (no dai, stiamo scherzando. Anche se, sia i tifosi che lo stesso Inzaghi preferirebbero giocatori magari italiani e magari già pronti per la Serie A. Magari).
Il panorama calcistico, europeo e non, presenta molti profili interessanti in tal senso ed uno di questi è Marcelo Saracchi, 21enne uruguaiano difensore del Red Bull Lipsia.
Chi è Marcelo Saracchi?
Già dal nome e dal ruolo – Marcelo, terzino sinistro – sembra promettere bene. Mettendolo vicino al nostro Ramos non potremmo più dire che Lotito non compra campioni. Comunque, Saracchi è un classe ’98 nato a Paysandù (Uruguay). A 13 anni firma il suo primo contratto con il Danubio, squadra che lo ha fatto crescere fino a diventare un giocatore completo, collezionando 57 presenze, 3 gol e 8 assist. Grazie alle sue prestazioni e ad una continua crescita riesce a conquistarsi l’interesse del River Plate, che decide di acquistarlo. Qui si mette subito in mostra e, sotto la guida di Gallardo, avviene la sua piena maturazione. Dopo una sola stagione, tra l’altro da protagonista, lascia i MIlionarios per rispondere alla prima chiamata dall’Europa: quella del Red Bull Lipsia.
Nel frattempo, anche tra le giovanili della celeste mostra fin da subito tutto il suo talento vincendo un Campionato sudamericano under 20 (da titolare) e collezionando due presenze tra quarti e semifinale nel mondiale U-20, terminato poi al quarto posto.
Caratteristiche tecniche
Ma venendo a noi. Mancino di natura, il ruolo di Saracchi è quello di terzino sinistro a tutta fascia. Non segna molti gol (0 in 20 presenze con il Lipsia quest’anno), ma è dotato di una buona tecnica, soprattutto nella precisione dei passaggi, oltre che di un ottimo dribbling. Una qualità non scontata per un esterno. Vero Marusic?
È velocissimo in fase di progressione e ha una vocazione offensiva che, abbinata all’eccezionale capacità di leggere in anticipo l’azione, gli permette di giocare sia come esterno difensivo in una difesa a 4, sia come esterno di centrocampo in una difesa a 3.
Tutte caratteristiche che lo rendono perfetto per il gioco di Inzaghi. Anche in ottica di un possibile cambio modulo a partita in corso. Inoltre, come ogni buon giocatore uruguaiano che si rispetti, una delle sua qualità più importanti è quella “Garra Charrua” che fa di lui un vero leader nonostante la giovane età. Nel dizionario comune questo termine viene utilizzato per indicare l’aggressività, l’impegno fisico, la determinazione: tutto quello che Saracchi mette nei tackle e nel recuperare palloni.
Generosità.
Le potenzialità per diventare un ottimo giocatore le ha tutte, sarebbe interessante testarlo in un campionato come quello della Serie A. Igli Tare permettendo.
Articolo a cura di Martina Pietronzini

