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7 cose in comune tra il Trono di Spade e la Lazio

Una delle serie tv che è stata seguita di più negli ultimi anni e che nonostante sia giunta alla settima stagione riesce ancora a tenere incollati giovani e adulti al televisore è “Il Trono di spade”.

In attesa dell’ottava ed ultima stagione non abbiamo potuto fare a meno di notare alcune incredibili somiglianze tra questa e la nostra Lazio e abbiamo pensato quindi di dirvele ora, dato che l’inverno sta arrivando, e la stagione della Lazio entrerà sempre più nel vivo: si sa che in questi mesi si decide il campionato.

Ci siamo innanzitutto resi conto di esultare per le vittorie sul campo di battaglia sia dell’Olimpico sia di Westeros, di rimanerci male tanto quando i nostri idoli vengono sconfitti in duello quanto nel momento in cui Immobile perde il duello a tu per tu con il portiere. E allora eccovi 7 somiglianze tra il mondo fantasy del Trono di spade e quello biancoceleste.

“Ciò che è morto non Murgia mai!”

Caicedo e la Montagna: è chiaro, lui è il nuovo arrivato e ci ha fatto capire subito una cosa importante, LUI È GROSSO! Anche la Montagna è il personaggio forse più temibile tra gli umani data la sua enorme stazza, silenzioso e svolge sempre il suo lavoro quando viene chiamato a farlo.

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– I tre draghi e i tre portoghesi: caratterizzazione importante della serie è infatti la presenza dei draghi. In molti non credono alla loro esistenza, ma sono costretti a farlo quando finalmente scendono sul campo di battaglia strabiliando tutti. Nessuno se l’aspettava, eppure sono lì. Come i tre portoghesi acquistati dalla Lazio: Bruno Jordao, Pedro Neto e soprattutto Nani. Se ne è parlato tanto, sono arrivati all’improvviso quando nessuno se lo aspettava e abbiamo dovuto stropicciarci gli occhi per assicurarci di aver letto bene la notizia. Ma finchè non li vediamo in campo non ci crediamo nemmeno noi.

🎙 @luisnani, @pedrolneto30 e @jordao_66 si presentano: “Pronti a dare il massimo per questo grande Club” #SSL

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Qui le loro prime parole in biancoceleste riportateci da un corvo

– Muoiono i protagonisti e la Lazio vende i giocatori migliori: succede sempre nei momenti più belli. Quando ormai ti sei affezionato e fai il tifo per loro. Una delle caratteristiche della serie è quella di far morire spesso i personaggi più amati o che comunque hanno dato tanto nel corso delle stagioni, forse per rendere il tutto più vero o per mantenere l’audience. Allo stesso modo, quello che un tifoso biancoceleste è ormai abituato a vivere è l’addio dei suoi idoli, dei giocatori migliori. Perché purtroppo per una squadra che ha limiti di budget è difficile trattenere giocatori che possono aspirare ai grandi club. Siamo quindi ormai abituati a veder andare via i nostri beniamini; ultimi esempi ne sono Hernanes, Keita, Zarate, Candreva, Biglia e ci fermiamo qui, per non turbare ancora la pace dei sette regni.

– Il maledetto nord: è il punto critico, quello che temono tutti. Nel Trono di spade infatti è stata costruita addirittura una barriera di separazione, per tenere lontani gli “estranei” e tutti coloro che possono nuocere al continente. Si narra che in pochi siano riusciti a tornare sani e salvi dopo averla oltrepassata. Esattamente il problema della Lazio in campionato, che da sempre trova difficoltà contro le big italiane, residenti guarda caso proprio nelle regioni del nord. Juventus, Milan, Inter sono l’incubo dei biancocelesti soprattutto quando giocano in casa, in territorio ostile. Se la Lazio è riuscita finalmente a ottenere buoni risultati nel caldo sud, il territorio del freddo rimane sempre una sfida delicata e che porta troppo spesso a delle battute d’arresto. Anche se, ad onor del vero, forse il nostro vetro di drago potremmo averlo finalmente trovato.

– I difficili rapporti tra Nido dell’Aquila e i Metalupi: parenti serpenti. E’ inutile negare la rivalità che capeggia nella capitale, quella che vede contrapposti gli aquilotti e i cugini con il simbolo della lupa. Ugualmente nei sette regni troviamo due casate che troppo spesso vanno a scontrarsi nonostante la parentela che le lega. Sarà infatti una costante della serie la difficoltà di rapportarsi tra la casata di Nido dell’Aquila e i Metalupi Stark.

– I “non morti” e gli esuberi in casa Lazio: quelli che stanno nel mezzo. Se, dunque, al di là della barriera troviamo gli “estranei” e l’alleanza con i “non morti” (creature morte e fatte resuscitare) in casa Lazio ci è capitato troppo spesso di ritrovare giocatori fatti “fuori rosa”, i cosiddetti esuberi che si allenano a Formello in solitaria e che sanno già che non scenderanno in campo per tutta la stagione. La condizione che li accomuna è quella di trovarsi nel mezzo, nel limbo di chi è stato fatto fuori ma non ha smesso di mettersi in gioco sperando in una seconda occasione per potersi riprendere ciò che gli spetta.

– Simone Inzaghi e Daenerys Targaryen: perché lo sappiamo che ci avete pensato tutti. Sono belli da vedere, sono coraggiosi e stanno mostrando tutto il loro valore senza l’aiuto di nessuno. Sono cresciuti, partiti dal nulla e dall’unica certezza dell’importanza del loro nome con qualcosa da dimostrare. Con la determinazione di chi non si accontenta, di chi ha affrontato mille difficoltà e non ha ottenuto niente per caso, di chi ha sempre potuto contare solamente su se stesso e finalmente ne sta raccogliendo i risultati. Alcune battaglie sono state vinte, ma vinceranno la guerra?

 

Un post condiviso da gameofthrones (@gameofthrones) in data:

Come andrà a finire la stagione della Lazio? Conquisteremo finalmente il nostro Trono di spade?

Lo scopriremo nella prossima stagione… O magari in questa.

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