Guardiamo il bicchiere mezzo pieno: la Lazio ha dominato la Fiorentina – a Firenze – per quarantacinque minuti. Il che è un palese sintomo di vitalità, soprattutto in un campo in cui c’è chi ne ha presi sette e nessuna delle tue concorrenti ha mai vinto. Il 3-0 sarebbe stato probabilmente il risultato più giusto, ma troppo spesso la Lazio non ha saputo capitalizzare la mole di gioco creata. Ad ogni modo, il cinismo mostrato nel derby non può essere solo frutto di una cottarella passeggera, un incidente (positivo) nel percorso di sterilità offensiva tracciato fino ad oggi.
Quindi, nonostante il risultato parzialmente negativo, il cammino intrapreso sembra essere quello giusto e vi riassumiamo il perchè in 5 punti:
1) Abbiamo solo il campionato
Sì, è vero, la Coppa Italia. Considerarla un impegno però ci pare eccessivo, nel migliore dei casi affronteremo altre due partite di cui una a stagione finita o quasi, comunque a giochi già conclusi. E, per quanto faccia piacere andare avanti nelle competizioni europee, la Lazio non disponeva di una rosa all’altezza per continuare dignitosamente l’Europa League (5 sconfitte su 8 partite quest’anno) e coltivare speranze di quarto posto.
Le nostre strade si devono dividere cara Europa League, speriamo di non rivederci presto.
Concentrarsi su un solo match a settimana permetterà alla squadra di Inzaghi di preparare al meglio le partite, oltre a garantire al mister la possibilità di schierare sempre i migliori 11 senza fare calcoli. La Lazio tutta fantasia con Luis Alberto-Correa-Immobile avrebbe avuto vita breve nell’ottica di alternare gli attaccanti tra campionato e coppa.
La rosa davanti è più corta che mai, così almeno si può giocare dal primo minuto armati fino ai denti.
2) Siamo tutti sulla stessa barca
È una delle stagioni più strane – e al contempo più decifrabili – di sempre. La Juventus fa un campionato a parte (come tempo fa avrebbe voluto qualcuno) e il Napoli finirà secondo. Dal terzo all’ottavo posto ci ritroviamo tutte in un calderone che va avanti da 27 partite, dove a turno ognuna delle pretendenti all’Europa vive momenti di estasi e di grande forma, per poi sprofondare in piena crisi nel giro di un paio di settimane.
Per esempio sette giorni fa si parlava di cataclismi e oggi l’Inter pare nuovamente sulla cresta dell’onda.
Sarà così fino alla trentottesima giornata. La Lazio fa parte di quel calderone e, pur frenando al Franchi, ora ha tutte le carte in regola per poter ripartire e dare continuità ai suoi risultati. Anche perchè Torino, Atalanta e Roma non ci sono superiori negli 11 titolari, e le milanesi sono meno lontane di come può sembrare.
Forse a fine anno benediremo questo pareggio, chissà.
3) Simone Inzaghi
L’abbiamo ribadito più volte: Inzaghi è un grande allenatore, la Champions passa da lui e da nessun altro. Con la sua idea di calcio, per quanto dogmatica come il Padre Nostro, ha plasmato negli anni una Lazio anche più forte dei suoi effettivi valori in campo. Oggi ha il merito di aver creato una squadra fantasia che potrebbe risolvere finalmente i problemi sotto porta, oltre ad aver persino trasformato Patric in un calciatore. Quello che si può considerare un vero e proprio miracolo (contro il Milan e a Firenze Gabarròn ha fatto due buone partite).
La squadra, malgrado qualche sbandamento, lo segue come il primo giorno. Guardando chi siede sulla panchina delle nostre concorrenti, da Spalletti a Mazzarri, difficile pensare di fare a cambio con qualcuno, Inzaghi va tenuto stretto.
Cerchiamo di non accorgercene quando sarà troppo tardi.
4) Il Franchi inganna
Da sempre un campo difficile, giocare a Firenze negli ultimi anni ha significato anche darsi lo slancio o rinunciare ai propri obiettivi. Per poi essere smentiti a fine stagione. Vi riportiamo quindi un dato statistico abbastanza curioso:
- La scorsa stagione la Lazio espugna il Franchi con una grande prova dal sapore di Champions, mantiene il +1 sull’Inter e acquisisce la reale consapevolezza di poter arrivare quarta. Poi sappiamo tutti com’è andata a finire.
- Nel 99/2000, a quattro giornate dalla fine, un pareggio-beffa nella trasferta fiorentina sembra condannare la Lazio a rinunciare definitivamente al sogno scudetto. Poi sappiamo tutti com’è andata a finire.
Dite che non conta niente? Probabilmente avete ragione, ma se invece..?
5) Lazio 2-3 Inter
Torniamo seri e chiudiamo questo elenco dandoci un pugno forte sullo stomaco. Lazio 2-3 Inter, la riprende Vecino, de Vrji il traditore, Jack O’Melly, Cutrone di mano, fuori dalla Champions per gli scontri diretti, ancora. Basta. Questa squadra non può non avere il fuoco dentro, non può non volere questo quarto posto con tutte le sue forze. La Lazio non dimentica e non muore mai, ricordiamocelo. Quindi crediamoci, cazzo, perchè la voglia di rivalsa spesso può smuovere montagne insormontabili come oggi ci appaiono quegli 8 punti (con una gara da recuperare) sulla zona Champions League.
Ora però iniziamo a buttarla dentro e non su pali, traverse e portieri. Grazie.
E spacchiamola sta porta.




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